«Quando questo secondo triennio di svolgimento del progetto “Comunità e montagna in sicurezza” sarà terminato, nel 2026, avremo investito sul territorio, per il primo soccorso, oltre 186mila euro, distribuendo 115 kit per il pronto intervento in caso di arresto cardiaco, organizzato oltre 30 corsi, formato e riformato oltre 1.000 volontari erogando 3.600 ore di formazione», ha detto il presidente di PrimaCassa Fvg, Giuseppe Graffi Brunoro, banca aderente al Gruppo Bancario Cooperativo Cassa Centrale Banca, nel corso della conferenza stampa di presentazione tenutasi a Udine. «Volontari che ci stimolano a proseguire convintamente in questo progetto con la loro ampia adesione ai corsi di formazione: i posti disponibili per tutti i quattro realizzati nei primi mesi del 2025 sono andati esauriti con 80 nuovi operatori formati e altri cinque saranno organizzati nei prossimi mesi. È una delle risposte positive che riceviamo continuamente dal territorio e che ci conferma nella volontà di realizzare gli obiettivi prefissati che possiamo raggiungere grazie ai 15.000 soci e ai 50.000 clienti che ci consentono di riversare molte risorse sulle comunità di competenza. I corsi formativi vengono organizzati in collaborazione con le Associazioni locali e tempestivamente segnalati su: https://www.primacassafvg.it/eventiprimacassa/eventi, dove gli interessati possono iscriversi liberamente», ha concluso Graffi Brunoro.
Quanto siano importanti questi strumenti di pronto intervento, lo dicono i numeri: mentre nell’Unione Europea, la media di sopravvivenza, dopo un arresto cardiaco, è del 9%, in Friuli VG è del 13% e, questo, anche grazie alla diffusione, sul territorio, dei kit di primo soccorso.
«Questi numeri parlano chiaro e gli importanti risultati ottenuti sono frutto di un impegno collettivo, non di interpretazioni soggettive. Un lavoro significativo, quindi, risultato dell’impegno di molte persone, di tutti coloro che hanno contribuito a costruire un sistema dell’emergenza solido e competente, fatto di professionisti di grande esperienza e generosità», ha sottolineato l’assessore regionale alla Salute, Politiche sociali e Disabilità, Riccardo Riccardi nel suo intervento. «Uno dei temi più rilevanti e complessi da gestire è proprio quello dell’emergenza – ha proseguito -. Troppo spesso anche chi dovrebbe avere competenze specifiche tende a semplificare questioni che, invece, necessitano di analisi approfondite. A tal proposito, faccio notare come la catena del soccorso in Fvg sia un modello consolidato e che, nonostante la sua efficacia, spesso venga esposto a critiche, a volte superficiali. Bisogna essere consapevoli, infine – ha chiosato Riccardi -, di come l’evoluzione tecnologica possa migliorare la sicurezza e la salute delle persone. L’utilizzo di strumenti avanzati, come il defibrillatore, dimostra che ognuno di noi può fare la differenza, anche senza essere un medico».
L’obiettivo dichiarato di PrimaCassa Fvg, dunque, è quello di rendere sempre più capillare la dotazione dei kit (compresa assistenza e manutenzione per 10 anni), in collaborazione con le Associazioni locali e varie organizzazioni che operano sul territorio. Infatti, alla presentazione erano presenti, oltre al direttore della Sores, Giulio Trillò, anche Sergio Buricelli, presidente del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico del Fvg; Ferdinando Agrusti, presidente del Comitato Regionale Federazione Medici Sportivi Italiana; Carlo Fachin, medico del Soccorso Alpino Italiano e il Sostituto Commissario della Polfer Fvg, Giovanni Cipriani.
La presentazione dell’”edizione 2.0” del progetto è stata l’occasione anche per consegnare ulteriori 10 defibrillatori a: Rifugio Nordio (Malborghetto-Valbruna); Rifugio Gortani (Malborghetto-Valbruna); Rifugio Zacchi (Tarvisio); Associazione Borgata di Godo (Gemona del Friuli); ASD Bocce Club di Rivignano Teor; Comune di San Vito di Fagagna (2 kit); Polfer della Stazione di Tarvisio; Gruppo Alpini di Villa Santina e Compagnia Teatrale di Ragogna.