Si è tenuta mercoledì 2 aprile 2025, alle ore 11.00, presso lo spazio espositivo “Smart Space” della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, in via Carducci 2, l’inaugurazione dedicata a stampa e autorità della mostra del celebre dipinto di Caravaggio, “La Presa di Cristo”, proveniente dalla Collezione Ruffo e da oggi parte integrante dei percorsi espositivi “Gorithia, tra le pieghe del tempo”.
L’evento ha rappresentato un momento di grande importanza culturale per la città e il territorio, come sottolineato dal Presidente della Fondazione Casa di Risparmio di Gorizia, Alberto Bergamin.
Il Presidente ha definito l’evento espositivo come “sicuramente eccezionale per gli sforzi che ha richiesto, ma anche per la squadra che si è creata, che ha consentito di arrivare qui”. Ha inoltre evidenziato che “quest’opera non era previsto arrivasse a Gorizia prima della pausa che la Sovrintendenza aveva stabilito dovesse trascorrere in un caveau per la sua tutela”, rendendo la sua presenza un’opportunità ancora più significativa e una “responsabilità in più” colta da Gorizia in quanto Capitale Europea della Cultura insieme a Nova Gorica. Bergamin ha quindi precisato che “l’opera resterà esposta fino al 30 di giugno, dopodiché, fino al 2027, non sarà più visibile al pubblico. È quindi un’occasione unica per il pubblico di poterla ammirare. La nostra Fondazione – ha concluso Bergamin – ha inteso regalare questa occasione al territorio, con visite gratuite, perché crediamo profondamente nel valore della cultura come elemento di coesione delle comunità, questa è la nostra mission. Voglio ringraziare il proprietario della meravigliosa tela, Mario Bigetti, per questa opportunità unica”.
Anche il Vicepresidente della Regione, Mario Anzil, ha espresso grande entusiasmo per l’iniziativa, affermando che “la cultura, più che un insieme di nozioni acquisite asetticamente deve essere una personale e soggettiva rielaborazione di esperienze da condividere con gli altri. Qui in sede della Fondazione Carigo c’è l’opportunità per tutti i nostri cittadini di vivere un’esperienza straordinaria, di viverla assieme, perché lo stupore, la meraviglia, le emozioni che questa opera d’arte straordinaria sono in grado di trasmettere davvero faranno parte poi dei migliori ricordi delle persone”.
Alla ceremonia ha preso parte anche l’Assessore Regionale al Demanio e ai Servizi informativi Sebastiano Callari, il quale ha evidenziato “la potenza emotiva straordinaria dell’opera esposta e il suo valore simbolico come uno dei punti più alti del percorso culturale che proietta GO! 2025 nel panorama internazionale. La presenza, nel dipinto, di San Giovanni, portatore di luce, il cui simbolo è l’aquila – come per il Friuli Venezia Giulia – consente di tracciare un significativo parallelismo con l’azione di promozione culturale avviata nell’ambito della Capitale europea della cultura”.
Entrambi gli esponenti della Giunta regionale hanno espresso un sentito ringraziamento alla Fondazione Carigo per l’impegno e la visione dimostrati in questa occasione di straordinaria rilevanza culturale.
All’inaugurazione hanno partecipato anche il Prefetto, Sua Eccellenza dott.sa Ester Fedullo, e l’Assessore alla Cultura di Gorizia Fabrizio Oreti, entrambi hannosottolineato come la presenza dell’opera di Caravaggio a Gorizia sia la “ciliegina sulla torta” di Gorizia 2025, qualificando Gorizia anche come capitale europea delle esposizioni. L’Assessore Oreti, in particolare, ha rivolto un plauso allo spazio espositivo della Fondazione Carigo, definendolo “il museo della nostra città, lo spazio che ne rappresenta tutta la storia”.
Il curatore dell’esposizione, Don Gianni Citro, Presidente della Fondazione Meeting del Mare C.R.E.A. e curatore di varie mostre su Caravaggio, ha offerto una profonda riflessione sul significato dell’opera, evidenziando come la presenza di questo capolavoro a Gorizia, in un luogo di confine, confermi ancora una volta lo straordinario potere dell’arte di unire: “Gorizia 2025 è una grande porta d’Europa e della civiltà d’Europa, scenario perfetto per questo dipinto che è un varco verso una cultura e una mentalità dell’incontro e dell’amicizia tra tutte le genti”. Don Gianni Citro ha poi descritto il tema del dipinto, che “nel suo carattere espressionista e fortemente drammatico ritrae la cattura di Cristo nell’orto degli ulivi”. Citro ha invitato inoltre a soffermarsi sull’autoritratto dello stesso Caravaggio “che compare tra i personaggi ritratti reggendo una lanterna in quella che è, verosimilmente, un’allegoria di Diogene”, e sul volto di Cristo “che sembra quasi già presagire il proprio destino”.
In concomitanza con l’esposizione del capolavoro di Caravaggio, è stata inaugurata anche una sezione dedicata ai Codici del Tesoro di Aquileia, allestita in collaborazione con la Biblioteca del Seminario Teologico di Gorizia dove saranno esposti a rotazione tredici libri liturgici di grande valore storico, religioso e culturale, di rara bellezza, decorati con iniziali miniate e ornamenti floreali, di cui la Fondazione Carigo ha finanziato il restauro e la digitalizzazione, operazione illustrata dal responsabile del procedimento dott. Adriano Macchitella. Questi Codici Miniati rappresentano un’importante testimonianza delle radici culturali e religiose del territorio. Fino al 4 maggio sarà possibile ammirare anche una pergamena manoscritta databile al IX secolo che costituisce una delle più antiche testimonianze scritte di natura libraria conservate in Friuli Venezia Giulia.
Le visite aperte al pubblico prenderanno il via il 3 aprile e si svolgeranno con ingresso gratuito. Gli orari di visita sono dal lunedì al giovedì dalle 16:00 alle 19:00 e il sabato e la domenica dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 19:00. È consigliata la prenotazione per la visita alla sola opera di Caravaggio tramite il link https://bit.ly/lapresadicristocaravaggio e per la visita al percorso espositivo “GORITHIA. Tra le pieghe del tempo 1001-2025” inclusa l’opera di Caravaggio, tramite il link http://bit.ly/4cju1Vq.
Le visite all’opera di Caravaggio avverranno per gruppi di massimo dieci persone alla volta.



