Si è svolta con successo, presso la sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, la presentazione della ricerca storica “Alcide De Gasperi e Gorizia. L’Italia e le terre di frontiera negli Archivi dei Padri della Repubblica”, condotta dalla Fondazione De Gasperi e commissionata dalla Fondazione Carigo. L’evento ha visto la partecipazione di studiosi, rappresentanti delle istituzioni e cittadini interessati ad approfondire le vicende che hanno segnato la storia di Gorizia nel delicato periodo post-bellico.
La ricerca, i cui esiti sono stati pubblicati in un volume, ricostruisce il complesso rapporto tra Gorizia e i vertici politici della neonata Repubblica Italiana tra il 1944 e il 1948, con un focus particolare sul ruolo di Alcide De Gasperi. Attraverso un’approfondita indagine archivistica, il lavoro ha fatto luce su come la città isontina ha trovato una propria collocazione nel contesto della definizione del confine orientale, segnato dall’avanzata delle truppe jugoslave.
“La ricerca presentata oggi testimonia il forte interesse di De Gasperi per Gorizia, come indica il titolo del libro: ‘Alcide De Gasperi e Gorizia’ – il commento di Alberto Bergamin, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia – Da trentino, De Gasperi visse in un contesto multiculturale e multilinguistico, simile a quello goriziano. È importante che Gorizia conosca quanto emerso in questa ricerca, condotta attingendo anche dagli atti della Camera, dai fondi De Gasperi, Togliatti, Nenni e dagli archivi locali. Questi documenti rivelano i dibattiti sull’italianità di Gorizia, le varie ipotesi di cederla a Tito in cambio di Trieste. De Gasperi si batté con determinazione per Gorizia italiana. Oltre a ciò, emerge limpida la sua visione europea, quanto mai attuale. Il volume documenta come Gorizia fosse al centro di una situazione critica, ma non abbandonata dai politici. De Gasperi è figura centrale nell’Italia post-bellica, un riferimento chiave. La riflessione su di lui è importante ora che le ‘due Gorizie’ si riuniscono come Capitale Europea della cultura: un’occasione per imparare, in chiave europea”.
“È stato per la Fondazione Carigo motivo di grande orgoglio – ha dichiarato il Direttore Generale di Fondazione Carigo, Rossella Digiusto – ospitare un evento così significativo, dedicato a una figura che ha segnato profondamente la storia di Gorizia nel dopoguerra. Questa giornata ha rafforzato ulteriormente la nostra collaborazione con la Fondazione De Gasperi, una partnership che portiamo avanti con successo da anni. Il nostro obiettivo è chiaro: promuovere un dibattito aperto e stimolante su temi cruciali per il nostro territorio, con un’attenzione particolare alla dimensione europea. In questa prospettiva, l’incontro della mattinata con i giovani, incentrato proprio su Europa e confini, ha rappresentato un momento particolarmente importante. In un anno in cui la questione del confine è così centrale, sentiamo la responsabilità di offrire a questa città, che dimostra sempre un vivo interesse per la cultura di qualità, spunti di riflessione di alto livello. Ci siamo sentiti pienamente in sintonia con il valore e il prestigio di questo evento”.
“De Gasperi segnò una svolta nella politica italiana post-bellica, riposizionando l’Italia nel rapporto transatlantico con grande coraggio – le parole dell’on. Paolo Alli, Segretario Generale della Fondazione De Gasperi – Alla conferenza di Parigi, pur guidando un paese sconfitto, affrontò con determinazione la questione di questi territori. Grazie a lui e al Ministro degli Esteri Sforza, si risolsero alcuni problemi, ma non tutti, data la condizione dell’Italia. Di fronte alla designazione di Gorizia e Nova Gorica come capitali europee della cultura, credo che De Gasperi sarebbe felicissimo, i risultati di questa ricerca lo testimoniano. Interrogato spesso su come De Gasperi vedrebbe l’Europa attuale, rispondo che non sarebbe pienamente soddisfatto, ma riconoscerebbe un’Europa in cammino. De Gasperi pensò all’Europa quando ancora non esisteva nulla. Oggi, abbiamo l’euro e reazioni positive dell’Europa a pandemia e guerra in Ucraina, segni di un’unione politica in divenire. Certo, la Comunità Europea di Difesa, suo sogno, non si realizzò, e ancora oggi cerchiamo di colmare quelle lacune. Ma l’evento di Gorizia e Nova Gorica capitale europea della cultura sarebbe per De Gasperi motivo di grande orgoglio.”
L’evento ha beneficiato inoltre degli interventi di esperti di spicco. La Prof.ssa Giulia Caccamo, Docente di Storia delle Relazioni internazionali all’Università di Trieste, ha offerto un’analisi storica approfondita, inquadrando le vicende italiane nel contesto politico del XX secolo. La Dr.ssa Cecilia Maria Bravi, co-curatrice della ricerca “Alcide De Gasperi e Gorizia”, ha illustrato il lavoro archivistico e i risultati, focalizzandosi sul ruolo di De Gasperi nella definizione del confine orientale. Il Dr. Alessandro Corsi, co-curatore della ricerca, collegato da remoto, ha contribuito con un approccio interdisciplinare, portando alla luce documenti e analisi cruciali per la comprensione del periodo storico.
Questi contributi hanno delineato un quadro storico completo e articolato.

