foto di Lorenzo Bencich


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Il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia annuncia in anteprima oltre 25 titoli della Stagione teatrale 2022-2023


«(…) Il suo cuore batteva come impazzito / e sì dissi / sì voglio / sì» Le parole con cui si conclude l’“Ulisse” di Joyce ispirano - nell’anno in cui si celebra il centenario della pubblicazione dell’opera - la presentazione delle notevoli anticipazioni della Stagione 2022-2023 del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, che avviene il 10 giugno, nel corso di una conferenza stampa tenuta al Politeama Rossetti dal Presidente Francesco Granbassi e dal Direttore Paolo Valerio.

La frase joyciana condensa infatti il senso, le attese che il direttore ha immaginato disegnando il nuovo cartellone: un susseguirsi di spettacoli che vogliono emozionare, che faranno “battere il cuore” agli spettatori, come lo farà anche la gioia di godere finalmente di una programmazione e di una fruizione concepite nella prospettiva della piena normalità.

E poi la volontà: voler fare teatro, voler andare a teatro. Il patto eterno e fondamentale che unisce artisti e spettatori, che fa del teatro un’esperienza irripetibile, da vivere ogni sera in modo nuovo, fra riflessioni e percezioni sempre mutevoli. 

Perché il pubblico “voglia” essere al Rossetti, perché senta di farne davvero parte, il direttore e lo staff del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia si sono fortemente impegnati in questi mesi - e stanno continuando a lavorare - delineando una programmazione ricca e coinvolgente, che - in linea con la tradizione del Rossetti - abbraccerà una pluralità di linguaggi, dalla prosa alle espressività della nuova scena, alla musica, alla danza, alla comicità. Non mancheranno dunque le anticipazioni di quanto offrirà il cartellone complessivo, che sarà comunicato integralmente a settembre.

Ma della programmazione, per la prima volta, si è scelto di svelare fin d’ora l’intera Stagione teatrale di Prosa della Sala Generali e molte produzioni - il cuore dell’attività del Teatro Stabile regionale - che in larga parte (ben dieci progetti oltre all’impegno nel Bloomsday) saranno varate nel corso dell’estate e che il pubblico potrà apprezzare in contesti open air, nei maggiori festival o ritrovare nel corso del 2022-2023 negli spazi del Politeama. 

A partire da “Il mercante di Venezia” di William Shakespeare per la regia di Paolo Valerio, con Franco Branciaroli nel ruolo di Shylock: produzione dello Stabile che inaugura l’1 luglio il Festival Shakespeariano nell’ambito dell’Estate Teatrale Veronese, e che aprirà la stagione al Politeama Rossetti il prossimo 11 ottobre puntando su temi etici ed universali: amore, odio, vendetta… 

«È un testo affascinante e infinito» commenta Paolo Valerio. «Con il nodo della vendetta - tema ancestrale e in questo momento storico così contemporaneo - tutti i personaggi hanno un rapporto forte, che vive in particolare in Shylock, così spietato, eppure così umano…». Assieme a Branciaroli - in un allestimento raffinato e suggestivo con le scene di Marta Crisolini Malatesta, le luci di Gigi Saccomandi e le musiche originali di Antonio Di Pofi - si muove una compagnia imponente di 11 attori: Piergiorgio Fasolo nel ruolo di Antonio, Francesco Migliaccio ed Emanuele Fortunati, Stefano Scandaletti, Lorenzo Guadalupi, Giulio Cancelli, Valentina Violo, Dalila Reas, Mauro Malinverno, Mersila Sokoli.

Apertura emblematica per una Stagione di Prosa costruita per calamitare gli appassionati ed attrarre chi al teatro inizia ad avvicinarsi, includendo testi classici e contemporanei, drammaturgia del Novecento e riletture sceniche intriganti, affrontando temi interessanti attraverso commedie, drammi, coinvolgenti contaminazioni.

Ma soprattutto, una Stagione che conta su protagonisti di straordinario spessore: una moltitudine che - nel corso del 2022-2023 - lascerà indelebili segni poetici, artistici, di pensiero sul palcoscenico del Rossetti e nel cuore del pubblico. Ci saranno i grandi attori, a partire da un Maestro come Glauco Mauri, da Andrea Jonasson, Massimo Dapporto, poi le straordinarie Maddalena Crippa, Laura Marinoni, Elisabetta Pozzi, e Silvio Orlando, e la versatilità di Cesare Bocci, Moni Ovadia, Elena Sofia Ricci, Galatea Ranzi, Pamela Villoresi… E naturalmente i talenti delle nuove generazioni, già così sfavillanti: Lino Guanciale, Lodo Guenzi, Lucia Lavia.

Grande attenzione poi al ruolo dei registi: ecco allora un Maestro di prestigio internazionale come Peter Stein, ma anche Rimas Tuminas, il lettone che sta incantando le platee europee, ecco il linguaggio materico e personalissimo di Alessandro Serra e la completezza eclettica di Pier Luigi Pizzi, le visioni intriganti di Irina Brook, ed i raffinati sortilegi di Davide Livermore che ha firmato i più recenti eventi inaugurali alla Scala.

Dopo l’inaugurazione nel segno di Shakespeare, si rimane nell’Inghilterra di Agatha Christie giallista di fama mondiale e autrice di “Trappola per topi”, un successo planetario. L’edizione italiana è intrigante anche per la scelta del cast: la mano esperta di Giorgio Gallione alla regia e Lodo Guenzi fra i protagonisti.

La regia onirica di Rimas Tuminas, l’ammirata interpretazione di Andrea Jonasson - stella del Burgtheater di Vienna, che ritorna sulle scene italiane dopo una lunga assenza - e l’adattamento di Fausto Paravidino, connotano invece la messinscena dell’ibseniano “Spettri”, indagine avvincente nei “non detti” e nelle ipocrisie familiari.

Seguirà un’inedita produzione del Teatro Stabile in collaborazione con lo Stabile del Veneto, che porta in scena un piccolo capolavoro della letteratura triestina del secolo scorso, “Quell’anno di scuola” da Giani Stuparich. Struggente rivisitazione d’ispirazione autobiografica della Trieste d’allora, della gioventù e di quel particolare ambiente culturale, la pièce narra tormenti e turbamenti degli allievi di un liceo a cui si aggrega per l’ultimo anno una ragazza. Guidato da Alessandro Marinuzzi il cast rispecchia il confronto fra mondo adulto e giovane: Ester Galazzi e Riccardo Maranzana della Compagnia Stabile recitano con gli allievi attori del Progetto TeSeO. 

La contaminazione musicale, la prospettiva aperta a linguaggi “altri” che si affiancano alla recitazione, attraversano tutta la Stagione 2022-2023, a iniziare da uno spettacolo che è un vero cult, “Oylem Goylem”: un ironico cabaret che alterna barzellette, aneddoti e umoristiche storielle yiddish a brani di musica klezmer, e che nel 1993 rivelò il genio di Moni Ovadia. 

A dicembre si ritorna a Shakespeare, al suo testo più misterioso, “La Tempesta” che il regista-Premio Ubu Alessandro Serra - già amato dal pubblico e dalla critica per il suo “Macbettu” - rilegge attraverso una poetica ancestrale, trascendente e molto magica. Una cifra adatta a portare in scena l’isola fantastica di Prospero e Ariel, splendida metafora del teatro. 

Il nuovo anno invece inizierà nel segno della commedia del re della pochade boulevardier: Eugène-Marin Labiche. Diretti con graffiante ispirazione da Andrée Ruth Shammah si pongono al centro dell’indiavolato gioco di equivoci de “Il delitto di via dell’Orsina” due fuoriclasse come Massimo Dapporto e Antonello Fassari: danno vita al ricco nobile e al semplice proletario che svegliandosi assieme e senza memoria, temono di essere i colpevoli di un omicidio. 

Lo spettacolo successivo fa omaggio a Peter Stein - una delle figure più significative e di maggior prestigio del teatro europeo - e contemporaneamente fa un dono al pubblico, che ne “Il compleanno” di Pinter diretto dal grande Maestro e interpretato dalla sua compagnia, capitanata da Maddalena Crippa, conoscerà non solo una delle più apprezzate pièce dell’autore inglese, ma anche la forza di un linguaggio registico e creativo straordinario.

La contaminazione fra voce e musica è nuovamente in scena con “Europeana. Breve storia del XX secolo” di Patrik Ourednik in cui il talento attoriale di Lino Guanciale duetta con la fisarmonica di Marko Hatlak. Assieme sorvolano la Storia lontana e più prossima dell’ultimo secolo. 

Un potente linguaggio registico e il carisma di due eccellenti interpreti rendono imperdibile la “Maria Stuarda” di Schiller. Nel capolavoro del teatro settecentesco europeo Davide Livermore legge una riflessione sul tema della femminilità al potere ed impone alle due protagoniste - Laura Marinoni ed Elisabetta Pozzi - di non sapere ogni sera fino all’ultimo quale delle due regine rivali interpreteranno - Maria Stuarda o Elisabetta - così da rendere sempre sorprendente il “testa a testa” fra figure femminili e fra talenti.

Dopo il successo ottenuto nel 2021 con “Ludwig. La musica del silenzio”, Alessio Boni ritorna anche in veste di coregista e coautore oltre che interprete di un altro grandissimo personaggio: “Don Chisciotte”. Il poetico eroe sarà accompagnato da un Sancho davvero singolare, cui darà vita l’attrice Serra Yilmaz. Uno spettacolo di atmosfera che riflette sulla follia di chi compie eroismi andando contro corrente.

Un inno all’arte finissima e al talento generoso di Glauco Mauri, sempre in equilibrio fra farsa e tragedia, fra grottesco e surreale nel dare voce alla labirintica avventura di Josef K.: ecco “Il processo” di Franz Kafka, che sarà applaudito nella riscrittura di Letizia Russo e nella regia di Andrea Baracco. Un testo dagli inquietanti echi contemporanei.

Cesare Bocci, Galatea Ranzi e Giulio Pranno invece si confronteranno con un alto esempio di drammaturgia attuale: quella di Florian Zeller candidato per “Il figlio” addirittura a sei premi Molière. La sua scrittura semplice ed efficace indaga nelle sofferenze di una situazione fin troppo comune: la separazione dei genitori, un dolore difficile da vivere e da accettare per un cuore adolescente.

Sarà ancora Giorgio Gallione ad armonizzare i diversi piani di lettura di “Tango Macondo” spettacolo costruito su un intreccio vibrante di parola e musica. Ne sono protagonisti un trio di ottimi musicisti guidati da Paolo Fresu e tre attori - Ugo Dighero, Rosanna Naddeo e Paolo Livolsi - che dividendo la scena con alcuni danzatori vanno alla ricerca di quel tempo incantato in cui la condivisione di storie alleviava la fatica del vivere e sostanziava la necessità umana di ascoltare e raccontare. 

“Perfetti sconosciuti” di Paolo Genovese prende ancora di mira le dinamiche sociali odierne: lo fa però attraverso una comicità dirompente, colpi di scena, una scrittura vivace e un’idea fresca. Che accadrebbe se per una sera leggessimo tutti i messaggi e i segreti contenuti nelle sim di amici e fidanzati? Si ride molto, ma non si risparmiano colpi ferali all’ipocrisia che intride la vita.

Si ritorna ad un classico del Novecento, sempre troppo poco frequentato, con “La dolce ala della giovinezza” di Tennessee Williams. Sensibile ma anche cinico, l’autore disegna la figura femminile potente di Alexandra Del Lago, stella del cinema in decadenza, attanagliata da fragilità e bulimie, e quella ancor più drammatica del suo gigolò, il cui sogno di gloria si infrange soffocato dalla sua stessa arroganza e dall’egoismo della diva. Ne restituiranno i profili Elena Sofia Ricci e Gabriele Anagni diretti da Pier Luigi Pizzi (reduce dal grande successo di “Pour un oui ou pour un non” con Orsini e Branciaroli).

La regista franco-britannica Irina Brook - figlia del grande Maestro Peter Brook e dell’attrice Natasha Parry - incrocia in “Seagull Dreams. I sogni del Gabbiano” il nucleo centrale de “Il Gabbiano” di Cechov alla propria biografia di figlia d’arte, così che le atmosfere del teatro cechoviano, affiorano attraverso il vissuto personale dell’artista. In scena Pamela Villoresi e Geoffrey Carey.

“Come tu mi vuoi” racchiude la summa del pensiero di Luigi Pirandello: i temi della maschera, delle verità multiple, dell’ipocrisia sociale si stratificano nei personaggi a partire dalla protagonista, indicata emblematicamente come “L’Ignota”. Figura sfuggente e affascinante sarà banco di prova per la giovane e bravissima Lucia Lavia, diretta da Luca De Fusco in un nuovo allestimento di cui il Teatro Stabile regionale è coproduttore.

L’espressività e l’intuizione di Silvio Orlando - che ne ha curato riduzione e regia oltre ad esserne il protagonista - riporterà la platea alle dinamiche del presente, con la bella storia tratta dal romanzo di Romain Gary, “La vita davanti a sé”. Orlando dà voce a Momò, bambino arabo figlio di una prostituta che vive insieme ad altri piccoli in un mondo difficile eppure venato di ottimismo. Accompagnato dal commento musicale dell’Ensemble Terra Madre, farà commuovere e divertire regalando uno spaccato di vita che pone in luce la convivenza non sempre facile fra culture, religioni e stili di vita diversi.
Infine un crossing fra teatro e narrativa con la trasposizione del romanzo pirandelliano “Uno nessuno centomila” interpretato da Pippo Pattavina e Marianella Bargilli diretti da Antonello Capodici. 

Accanto a questa già ricca stagione di Prosa, lo Stabile regionale presenterà come sempre una proposta notevole di titoli legati alla nuova scena, al teatro musicale, alla danza, al teatro brillante. 
Qualche anticipazione può far presagire, anche in questi ambiti, un autunno teatrale di qualità e connotato da una proposta diversificata e ricca.

Iniziamo dal ritorno, finalmente ad ottobre, di un grande titolo internazionale: ci riferiamo a “The Rocky Horror Show” in scena nell’allestimento che il regista Cristopher Luscombe ha firmato per lo UK Tour. Il ritorno dei musical in edizione originale - che hanno sempre connotato la programmazione del Rossetti e che la pandemia aveva temporaneamente costretto a sospendere - avverrà dunque sulle note del “Time Warp” e di una colonna sonora infuocata che il pubblico assieme all’eccellente cast è pronto a cantare e danzare, nota dopo nota, seguendo il surreale viaggio iniziatico dei giovani Janet e Brad nel mondo trasgressivo di Rocky.

Di diversa atmosfera il secondo musical annunciato: un classico amatissimo dal plot romantico e sognante, “Sette spose per sette fratelli”. La produzione italiana punta sulla regia fantasiosa e sulle acrobatiche coreografie di Luciano Cannito che muove sul palco un cast numeroso, preparato e convincente e sulla direzione musicale di Peppe Vessicchio che rende al meglio le splendide musiche di Gene de Paul.

È già stata annunciata assieme a tutte le tappe del tour dei suoi vent’anni di storia in Italia, la tranche di repliche che “Notre Dame de Paris” riserva a dicembre alla città di Trieste che accoglie da sempre questo kolossal con entusiasmo. Per l’occasione a dare vita alla storia tratta da Victor Hugo sulle musiche di Riccardo Cocciante sarà il cast dei top: Giò Di Tonno, insuperabile Quasimodo e Lola Ponce, seducente Esmeralda, Matteo Setti, il poeta Gringoire e il “cattivo” Vittorio Matteucci.

Sarà una vera festa quella che a capodanno il Rossetti organizzerà assieme alla compagnia de Le Cirque World’s Top Performers che dopo il successo nel 2019 dello spettacolo “Alis” ritorna con “Tilt”, liberamente ispirato al capolavoro di Steven Spielberg “Ready Player One”. L’artista ucraino Anatoliy Zalevskyy - esponente di caratura mondiale del Nouveau Cirque e del Cirque du Soleil - vi dirige una ventina di artisti che rappresentano il meglio del circo contemporaneo.

Ancora nel segno del grande teatro internazionale con la memorabile nevicata dello “Slava’s Snowshow”, capolavoro del “il miglior clown del mondo” e sunto della sua creatività, buffa, poetica, giocosa. Molto più di uno show: un’esperienza da vivere, capace di cancellare ogni confine fra ruoli e generazioni, fra palco e platea, in un soffio di fiocchi di neve.

Si proseguirà anche nell’itinerario del Teatro Brillante che tanto successo ha raccolto nella stagione passata: Teresa Mannino è la prima protagonista annunciata in questo filone, e con raffinata tecnica attoriale e con una capacità di improvvisazione assolutamente spontanea e originale presenterà a Trieste il suo nuovo spettacolo.

«Il corpo è un giardino, la volontà è il nostro giardiniere» ha concluso il Direttore Valerio citando Jago nell’”Otello” shakespeariano e invitando fortemente il pubblico a far “sbocciare” la propria voglia di teatro: il Rossetti è pronto, fin d’ora ad accoglierla e farla crescere.

Prendendo una via assolutamente inedita rispetto al passato, lo Stabile regionale avvia fin d’ora la Campagna Abbonamenti 2022-2023: il pubblico interessato potrà fin da martedì 14 giugno confermare il proprio abbonamento alla prosa e rivolgersi per informazioni e conferme alla biglietteria del Rossetti.

Il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia ringrazia la Fondazione CRTrieste e Assicurazioni Generali. 

Si ringraziano tutti i Soci, in particolare il Comune di Trieste e la Regione Friuli Venezia Giulia.

Si ringraziano per il contributo all’attività altri sponsor che con il loro prezioso apporto aiutano il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia a offrire arte, cultura, pensiero e divertimento di qualità. 


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