di Edoardo Gridelli


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The Choir of Man incanta il Rossetti
nell'unica tappa nazionale


Potremmo iniziare questa recensione in due modi, riportando questo incipit tratto dal loro steso sito: “È una festa. È un concerto. È un bel momento pieno di birra in un pub in orario di punta (qualcuno vuole una birra gratis?) Che unisce miscugli per la crescita dei capelli, danza ad alta energia e percussioni dal vivo con coreografie di tap dance. Il cast polivalente di nove bei tipi canta di tutto - melodie da pub, folk, Broadway, rock classico - tutto a livelli altissimi. È il miglior canto, ballo, stomping, pub crawl di un concerto a cui tu abbia mai partecipato! BENVENUTI!”

The Choir of Man è l'ultimo spettacolo delle menti creative di Nic Doodson e Andrew Kay - Da https://www.thechoirofman.co.uk/the-show/ 

Oppure potremmo iniziare dalla fine, dal saluto di questi ottimi, bravissimi, musicisti, cantanti, ragazzi anche da palcoscenico, perché lo riempiono con gusto e garbo, dal loro unico bis, in realtà parte integrante e giusto finale dello spettacolo con una vecchia ballata scozzese, ripresa poi da parecchi musicisti anche irlandesi, è una ballata che potrebbe assomigliare al saluto finale tra amici o familiari, senza illusioni di re incontrarsi, un ultimo saluto come “My way” o “Ne regrette rien”, ma come ballata è ancora più struggente e commovente, qui riportiamo solo l' inizio de “The parting glass” (noi lo chiameremmo il calice della staffa”):

“Of all the money that e'er I spent
I've spent it in good company
And all the harm that ever I did
Alas it was to none but me
And all I've done for want of wit
To memory now I can't recall
So fill to me the parting glass
Good night and joy be with you all...”

Perchè “THE CHOIR OF MAN” anche se è realmente uno spettacolo che ti entusiasma dall'inizio alla fine per la vitalità, la bravura dei nove protagonisti, ha in più una vera e propria narrazione di quanto l'uomo, come essere pensante, a volte deve trovare, avere la possibilità di ritrovare o trovare una valvola di sfogo, una parola “buona”, un amico anche improvvisato che ascolti delle sue vicissitudini della vita, che va dall'amore, all' incomunicabilità, alla solitudine.

E se questo si trova anche e soprattutto in un pub, dove tutti sono ben accetti, anzi cercati, e quanto vi racconta la narrazione, dello spettacolo e se vi era anche questo, Andrew Kay e Nic Doodson nello scrivere “The choir of man” ci sono riusciti perfettamente.

Torniamo alla festosa e vera festa di questo sold out del “Il Rossetti”.

Siamo entrati realmente in un pub della Gran Bretagna, dato che i nove ragazzi provengono da tutta lì isola, e giusto per iniziare, dieci minuti prima dell'inizio dello spettacolo si poteva salire sul palco a prender una vira con loro, se questo non è mettere a proprio agio lo spettatore!

Ed è tutto vero, ciò che accade poi! 

Una straordinaria energica freschezza di ritmi, danze, musica, coreografie spiritose e particolari di nove ”signori”, seppur giovani talenti naturali a far spettacolo e che spettacolo e con quali musiche!

Non è certo una esibizione che possa non piacere, o far rimaner annoiato il pubblico questo “The choir of man”, presentato al Politeama Rossetti, è una esplosione di gioia e vitalità, con quel filo conduttore accennato prima.

Ci si ritrova di colpo in un pub, ma di quelli tosti, dove la birra scorre a fiumi e gli avventori, fanno comprendere che più “gente” c'è, più il divertimento è assicurato: si canterà si suonerà con più forza e allegria, insomma come indica la segnaletica della scena: “Questo pub, è “The Jungle”, e chiaramente il primo grande brano eseguito da questi inarrestabili ragazzi è “Welcome to the Jungle” dei Guns N 'Roses. 

Tra birra offerta al pubblico, macchiettate, sketch, il repertorio musicale che svaria dalle canzoni pop, rock, folk, ballate, fino ai classici di Broadway, con cui si esibiscono questi nove talentuosi cantanti e musicisti è uno dei più vari,conosciuti ed apprezzati: si passa con disinvoltura dagli “ Red Hot Chili Peppers” a Kety Perry, di Queen a Paul Simon ad Adele, fino appunto a Brodway.

Esilarante serata all'insegna di una ottima musica, e come riporta giustamente nelle note della presentazione lo stesso “Politeama Rossetti”.

“.....Ma se la sensazione che il pubblico riceve è quella di una festa, non bisogna dimenticare che gli “elementi” della festa sono di altissima qualità, selezionati con rigore: lo testimoniano i profili professionali dei “guys” protagonisti sulla scena. Sono versatili e provenienti da formazioni ragguardevoli: fra le loro esperienze figurano produzioni del West End di musical (“The Commitments”) come pure notevoli titoli di prosa (“Hamlet”) e molti musical interpretati in giro per l’Europa (“Spring Awakening”, “High School Musical”, “Rent”, “42nd Street”)... I nove artisti passano dal canto, alla danza, ai numeri di tap dance e di percussioni live, e percorrono per un’ora e mezza un repertorio vasto e trascinante...”.

Basti pensare che “The choir man” partito trionfalmente nel 2017 dall'Edinburgh Fringe Festival 2017, ha fatto il giro del mondo raccogliendo consensi e notorietà e fama sempre maggiore, uno spettacolo nello spettacolo, curatissimo, studiato nei minimi dettagli, da quello musicale alle coreografie, all'impostazione delle varie presentazioni, nulla Andrew Kay e Nic Doodson, produttori e registi, hanno voluto lasciare al caso, come, per ricreare il più verosimilmente possibile un pub, coinvolgere anche il pubblico, almeno i più fortunati a bere la loro birra spillata.

Senza togliere nulla a nessuno la grintosa, personali voci di Mikey Shearer e Tom Gadie ci ha stupiti, pensando che la loro estensione vocale e potenzialità non erano espresse al massimo dei loro livelli, perchè, giustamente amalgamati in un complesso di nove voci, ma sia nei loro assoli, che in coro, si distinguevano con facilità le loro voci, come il piano di Tom Reade, armonie e musicalità veramente ad altissimo livello.

Questo pub musicale, non lo possiamo definire solo un musical, ha già fatto il giro del mondo, dove ha sempre riscosso un enorme e giusto successo di pubblico e critica a cui anche la nostra, umilmente aggiungiamo: bravi, divertenti ragazzi e sagaci e geniali Andrew Kay e Nic Doodson.

Una festa che da giovedì 14 a domenica 17 novembre raggiunge per la prima volta l’Italia, per accendere di energia il Politeama Rossetti, dove va in scena in esclusiva nazionale, ospite del cartellone Musical & Eventi del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.

Scritto da Andrew Kay e Nic Doodson 
Con George Bray, Tom Gadie, Matthew Hobbs, Frederick Huddleston, James Hudson, Ben Langridge,Tom Reade, Mikey Dhearer, Johnny Sheehy 
Arrangiamenti e super visore musicale Jack Blume
Coreografie e movimenti di regia Freddy Huddleston
Scene Oli Townsend
Luci Richard Dinner
Suono Max Hunter
Costumi VeritySadler
Regista associato Jim Fortune
Regia Nic Doodson 
Produizone Andrew Kay e Nic Doodson 


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