di Edoardo Gridelli


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Sergio Rubini e Luigi Lo Cascio portano un intrigante "Dracula" al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia


Veramente intrigante questo lavoro teatrale per la regia di Sergio Rubini, forse in qualche modo, più simile per narrazione, al famosissimo film del 1992 di Francis Ford Coppola, vincitore di tre premi Oscar, che al romanzo di Bram Stoker, si confronta egregiamente sia con il romanziere inglese che con tutti gli altri lavori, anche teatrali, su il mito del Conte Dracula, di Transilvania, ultimo difensore dall'invasione ottomana, condannato poi a divenire un essere del male, per la sua sete di vendetta per la morte della amata moglie.

Il percorso drammaturgico dell'adattamento di Carla Cavalluzzi, si avvale di una scenografia studiata alla perfezione di Gregorio Botta, in cui nulla è lasciato al caso e offre fin da subito i presagi nefasti del viaggio che il giovane procuratore londinese Jonathan Harker, si appresta a fare, delegato ad andare in Transilvania dal suo direttore per definire l’acquisto di un appartamento a Londra da parte di un nobile del luogo. 

Non manca nulla nel suo viaggio, come nelle descrizioni, questa volta identiche e forti di Stoker, dove il protagonista, il procuratore, già “respira”, avverte che questa banale pratica di vendita non sarà uguale alle altre, anzi, anche il viaggio, tra il tuoni e la foschia, le croci disseminate lungo i crocicchi della strada, i lupi ululanti, richiamano la mente strani presagi nella sua mente.

Il romanzo di Bram Stoker è stato pubblicato molto prima che la psicanalisi apparisse sulla scena medica, e lo scrittore si consuma a scrivere sulle ataviche paure di mostri delle nostre menti, veri o immaginari che siano, di sortilegi, di angosce ancestrali che il protagonista non riesce a spiegarsi, e che non gli daranno requie durante tutta la commedia.

Presagi che diventeranno realtà al Castello e che stringeranno il cuore del procuratore in una morsa di paura e orrore, l' atmosfera e i dialoghi ricreati sono ottimi, riuscendo a sottolineare che le ossessioni di ognuno di noi, possono portarci a vedere cose, che non esistono, allucinazioni che la nostra mente a volte, forse per proteggersi, crea. 

Ma qui siamo fine ottocento e non vi è che solo il puro terrore della morte e del non conosciuto che avvolgerà tutto e tutti, anche la moglie del protagonista, Mina, in una spirale di terrore che potrebbe portare a cedere la propria mente, volontà al male, non vedendo altre possibilità di salvezza.

Non si pensi che riportare a teatro questo capolavoro ancora fresco e vivo nella fantasia di tutti sia facile, e non per niente, Rubini si è avvalso della duttilità a volte istrionica di attori d'eccellenza come, nei panni di Dracula, Geno Diana, che riesce ad inventarsi una parlata strana, da paese dell'est, riproponendo un Nosferatu azzeccatissimo, un modo per imbeccare il pubblico sulle sue discendenze ultra centenarie, un avvocato, molto preciso, puntiglioso, che preferisce non pensare a ciò che gli sta accadendo, ma a come redigere il documento di vendita, nascondendo dietro a questo il suo terrore, interpretato da un ottimo Luigi Lo Cascio, e un fantastico Lorenzo Lavia nei panni del direttore dell'ospedale psichiatrico.

Grande successo di pubblico questa sera alla prima del Teatro Stabile “Il Rossetti”, con un meritatissimo e lungo applauso per un “Dracula” a cui non mancava nulla per non esser che un successo. 

Alla Sala Assicurazioni Generali lo spettacolo replica alle ore 20.30 il 17 e 18 febbraio. Per biglietti e prenotazioni si suggerisce di rivolgersi alla Biglietteria del Politeama Rossetti, agli altri consueti punti vendita, o via internet sul sito www.ilrossetti.it. Informazioni anche al numero del Teatro 040.3593511.

LUIGI LO CASCIO, SERGIO RUBINI in
DRACULA
da Bram Stoker
adattamento Carla Cavalluzzi e Sergio Rubini
con
LORENZO LAVIA ROBERTO SALEMI 
GENO DIANA ALICE BERTINI 
scena Gregorio Botta
costumi Chiara Aversano
musiche Giuseppe Vadalà
progetto sonoro G.U.P. Alcaro
luci Tommaso Toscano
regia SERGIO RUBINI
produzione Teatro Nuovo


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