di Edoardo Gridelli


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Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia:
ecco la stagione 2018 - 2019


E anche questa volta c'era da aspettarselo, forse e lo diciamo per scaramanzia, sarebbe meglio che il fantastico duo Sergio Pacor, presidente del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia "Il Rossetti" e il suo direttore Franco Però, non ci abituassero a delle conferenze stampa di questo tenore e spessore, inizieremo poi a pensare che in realtà non eravamo a Trieste, ma in qualche metropoli, culturalmente forse più avanzata della nostra città, ma meglio così, eravamo proprio a Trieste. 

Infatti ciò che andrete a leggere oggi è solo una breve parte della ricchissimo cartellone in programma per la prossima stagione e vi terremo informati il 5 settembre con la presentazione ufficiale di tutto il repertorio teatrale, musicale, di ballo e l'altro che "il Rossetti" ci presenterà.

Questa pre presentazione di alcuni spettacoli in cartellone per la stagione 2018 - 2019 che già ci aveva stupiti nelle altre due conferenza stampa, una su "I Miserabili" dove troverete una accurata presentazione, alcune scene e interviste a questo nel link e l'altra su "Le Cirque with the Wors's Top Performances" ed anche qui troverete la presentazione cliccando sul prossimo link.

Come appunto ha sottolineato Sergio Pacor, questa è un'introduzione a ciò che vedremo in cartellone prossimamente. Lo stesso Pacor ha sottolineato l'importanza di questo lavoro teatrale che qui lo vedremo in scena dal 16 al 21 ottobre: "I Miserabili" che già alla prima a Napoli, ha sollevato un enorme successo, per continuarlo dopo Brescia.

Scriviamo solo due righe su questo capolavoro di Victor Hugo', lasciandovi il tempo di leggere la presentazione precedente, ma vogliamo sottolineare, come lo stesso Pacor e il Direttore in questo caso anche regista Franco Però, hanno voluto concludere con questa piece teatrale un trittico drammaturgico sui grandi della letteratura del fine ottocento: Dostoevskij è appunto Hugo', iniziato la scorsa stagione con" Il Giocatore di Dostoevskij. 

Sono anche intervenuti due attori della compagnia stabile del Teatro, coprotagonisti nei "I Miserabili", Andrea Germani ed Ester Galazzi, che hanno voluto soltanto sottolineare che un lavoro così impegnativo che avrebbe dovuto svilupparsi in tre mesi si è svolto nelle prove in 24 giorni, grazie non solo oltre alla perfetta regia di Però, ma merito anche alla riduzione teatrale di Luca Doninelli.

Scherzosamente Però poi si è scusato con Furio Bordon, per aver lasciato" troppo nel cassetto" la sua opera "Un Momento Difficile", ed ora per la regia di Giovanni Anfuso andrà in scena da il 26 febbraio al 3 marzo 2019. 

Lo scrittore ed anche ex direttore artistico del Rossetti, ha voluto sottolineare che questo lavoro che fa parte di una trilogia con "Le ultime lune", l'ultimo impegno ed omaggio che Marcello Mastroianni ci ha regalato, con il suo "La notte dell’Angelo" ed appunto con "Un momento difficile" fanno parte del libro “Stanze di famiglia”, libro che ha vinto il "Premio Settembrini", di cui lo stesso autore vuole sottolineare che non è l'importanza di un premio in questo caso, ma che la giuria fosse composta da 35 ragazzi delle scuole superiori del Veneto, volendo così sottolineare l'importanza non tanto del far "cassetta" è un teatro, ma che il teatro stesso deve insegnare, far comprendere ed essere compreso per i temi più ostici, più difficili, l'introversità che mai come oggi ci separa l'uno gli uni dagli altri. Bordon ha sottolineato che i temi proposti nella sua trilogia non era affatto facili da digerire per le ragazzi, come tema de "La notte dell’Angelo", sull'abuso sui minori, soprattutto nella famiglia poi nell'"Le ultime lune", il dramma di un solo il vecchio professore che racconta, quasi come sfogo e amore alla propria moglie defunta il suo prossimo percorso verso una casa di riposo. Mentre in"Un momento difficile" e l'Alzheimer o meglio una forma di demenza senile che prende la protagonista e chi gli sta vicino in un vortice quasi contraffatto di dialoghi a volte reali ed altri lontani d una conclusione logica. Sia Bordon che Però hanno sottolineato l'importanza di portare opere di questo genere al pubblico, i giovani, e di allestire, senza paura piece come questa. Non crediamo sia questione di coraggio ma di intelligenza nel comprendere leggendo l'importanza di un copione e non per nulla quest'opera teatrale di Bordon ha trovato subito un Massimo Dapporto entusiasta e ancor di più la nostra Ariella Reggio, presente alla conferenza stampa, orgogliosamente felice di interpretare questo dramma e di tornare a calcare le scene del Rossetti. Diciamo che già questi due nomi sono una garanzia per trovare qualcosa di buono, di far pensare il pubblico che verrà lo spettacolo.

Ma non finisce qui, ci troviamo di fronte a una "Salome'" di Oscar Wilde con un'ottima traduzione di Gianni Garrera, per l'adattamento diLuca De Fusco ed è una coproduzione anche del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. Ma sicuramente sono gli attori che richiameranno il grande pubblico, infatti troveremo Eros Pagni, Gaia Aprea, Anita Bartolucci accompagnati da un cast ottimo livello. Questa "Salomè" sarà in scena al Rossetti dal 19 al 24 febbraio 2019.

Potevano mancare Michele Placido e Anna Bonaiuto? Certamente che no! Infatti dal 13 al 17 marzo 2019 ci proporranno " Piccoli crimini coniugali" di Eric Emmanuel SChmitt, per la regia e adattamento dello stesso Michele Placido. Un interessante e crediamo coinvolgente dialogo coniugale, che metterà in luce ciò che che forse molte delle volte può capitare a noi, i nostri difetti le nostre angherie, fragilità, pensioni, egotismi è fatalità, ma vogliamo aggiungere nulla di più alla trama di questo splendido spettacolo.

Come aveva già sottolineato il direttore artistico Però ci saranno percorsi musicali e finalmente per la prima volta dopo Dubai, Istanbul, giungerà a Trieste come ultima tappa "Ghost-The musical" il famoso musical tratto dall'omonimo film di cui il libro è scritto da Bruce Joel Rubin e musiche e liriche di Dave Stewart e Glen Ballard. In scena dal 31 al 18 novembre 2018. Ritorna invece al Rossetti "We Will Rock You" dal 25 al 28 ottobre in contemporanea con l'uscita del film "Bohemian Rhapsody". Un omaggio e anche teatro stabile del Friuli Venezia Giulia vuole offrire alla splendida voce di Freddy Mercury.

Come ritorno pure il mMomix, con una nuova produzione spettacolo di Moses Penleton, che come sempre dopo la prima di Roma verranno nella nostra città dal 6 al 10 marzo 2019.

Vi ricordiamo inoltre " La gioia" uno spettacolo di Pippo Delbono dove la sua fantasia il suo estro e la sua necessità di reinventarsi anche durante lo stesso spettacolo sarà farsi apprezzare dal suo pubblico.

Per la regia e drammaturgia di Gabriele Di Luca dall'11 al 13 marzo 2019 andrà in scena "Cous Cous Klan" una rappresentazione futuristica ma forse non troppo dissimile da quello che potrebbe accadere sul nostro mondo dove povertà frame mancanza d'acqua e il divario tra pochi ricchi e miliardi di poveri si blocca con il filo spinato.

Un lieto ritorno invece per il 2 fino al 15 maggio 2019 alla sala Bartoli quello di Glauco Mauri che assieme a Roberto Sturno ci presenteranno "En ATTENDANT BECKETT" un percorso multimediale degli stessi attori in collaborazione con Andra Sturno. La domanda principale dello spettacolo e': ma è così difficile comprendere un un ostico scrittore come Samuel Barclay Beckett? La risposta è chiara: per nulla!

Dal 22 al 23 ottobre 2018 ritroveremo poi Federico Buffa noto giornalista telecronista sportivo che circa racconterà il memorabile incontro che si svolse nel 1974 in Zaire "A night in Kibshasa-Muhammad Ali vs George Forema - molto più di un incontro di boxe un episodio di riscatto sociale che cambia la storia".

Per ultimo abbiamo voluto trattenere "La classe operaia va in paradiso" liberamente tratto dal film di Elio Petri di cui era sceneggiatore con Ugo Pirro. Questa non è una riedizione teatrale del film, ma qualcosa di più come ha ben detto Lino Guanciale uno degli interpreti di questa piece per regia di Claudio Longhi. Vogliamo riportare una frase proprio di Petri "Con il mio film sono stati polemici tutti, sindacalisti, studenti di sinistra, intellettuali, dirigenti comunisti, maoisti. Ciascuno avrebbe voluto un'opera che sostenesse le proprie ragioni: invece questo è un film sulla classe operaia". Ed è questo il problema, in quegli anni il film - nonostante un premio al Festival di Cannes, Palma d'Oro - Elio Petri, ahi uno ai David di Donatello quale miglior film e al Nastro d'argento per  Migliore attrice protagonista - Mariangela Melato Migliore attore non protagonista - Salvo Randone -non fu compreso, anzi quasi pure esorcizzato e considerato quasi blasfemo verso lo stesso operaio, mentre come dice ben Petri, il film voleva parlare di tutta la classe operaia senza distinzioni. Qui Guanciale ci ha spiegato la destrutturazione e la ristrutturazione di tutta la sceneggiatura con commenti della critica di allora, con dialoghi tra i due sceneggiatori sul rapporto del film in quel contesto sociale e in quella attuale è sempre Cinghiale ha voluto sottolineare che se una volta vi era una classe operaia in cui un singolo lavoratore poteva almeno non sentirsi solo nei giorni nostri, anche se gli hanno cambiato nome come "addetto alla scatolazione", una donna un uomo restano sempre un operaio, e prima di tutto l'essere umano ma oggigiorno completamente lasciato solo, quella classe operaia non esiste più. Vogliamo solo ricordare con rimpianto due grandi attori Mariangela Melato e Gian Maria Volonté' che hanno reso famoso in tutto il mondo il nostro saper fare cinema.

Il direttore artistico Franco Però, salutando i presenti ha voluto ricordare che per capienza di posti il teatro stabile e il più grande d'Europa ed è l'unico che riesce ad alzare il sipario per circa 1200 volte all'anno con gruppo minimo di collaboratori al quale lui, e tutti i presenti hanno offerto un doveroso applauso.

A questi link alcuni trailer:

Ghost

La classe operaia va in paradiso

A night in Kibshasa-Muhammad Ali vs George Forema - molto più di un incontro di boxe un episodio di riscatto sociale che cambia la storia


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