di Edoardo Gridelli


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Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia
"Il Rossetti": la carta vincente è il direttore artistico
e regista teatrale Franco Però

Lo spettacolo "I Miserabili" di cui Però è regista, in tournee dal 25 aprile in tutta Italia, aprirà la prossima stagione di Prosa del teatro.

Il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia “Il Rossetti” ha tra le sue carte vincenti il suo direttore artistico e regista teatrale Franco Però che, lasciato alle spalle un diploma all'Istituto Nautico triestino, si è dedicato anima e corpo al teatro iniziando a frequentare l'Accademia dell'Arte Drammatica di Trieste, senza che gli balenasse l'idea di diventare un signor registra teatrale affermato,ma convinto di provare a far la carriera d'attore. Lunga gavetta, anche da suggeritore, factotum teatrale, poi Pressburger, che per intuito era noto, lo prese da suggeritore ad assistente.

Da qui in poi inzio' una carriera sempre in crescendo come l'incontro con Lavia, e proprio in quel dramma appena finito di andare in scena di Fëdor Dostoevskij al “Rossetti” “Il sogno di un uomo ridicolo“ dove proprio Però faceva l'attor muto, l' alter ego del protagonista, ma di questo dramma ne accenneremo.

Poi, gli si dischiusero le mille idee geniali per un teatro già omogeneo, nuovo, intuitivo nei percorsi per uno teatro stabile, per le opere da lui portate sulle scene come regista. 

Quindi nulla, ma proprio nulla per Però si può lasciare al caso, come questo filo nella drammaturgia di fine secolo, questo ’incontro tra la drammaturgia russa, di Fëdor Dostoevskij e francese di Victor Hugo' con la sua regia dei “MISERABILI”.

Per chi ha letto il romanzo, poi di solito si era quasi costretti a rileggerlo, affinché le idee e domande, la realtà' degli ultimi o dei poco compresi proposte dal questo dramma francese, rimanessero ben improntate nella memoria. 

Questo trittico di opere, iniziato questo anno con “Il GIOCATORE” e “IL SOGNO DI UN UOMO RIDICOLO “, si concluderà' proprio con la prima di cartellone al “Rossetti” in autunno.

Con i “MISERABILI”, parliamo di trittico, perchè la trama, il dramma, la coscienza, la solitudine e le aspettative che sono insite in ogni uomo, qui vengono frantumate e calpestate, a volte accettandolo pure -Il giocatore- o vissute come l'incapacità sempre più attuale reale, della solitudine del singolo uomo, che non riesce a ritrovare che nei sogni la sua coscienza di essere parte di una società più grande, ma che non si è mai elevata ad essere tale per tutti -“IL SOGNO DI UN UOMO RIDICOLO “-.

Quindi in realtà, l'ultimo dramma del trittico è la chiusura su più pensieri conduttori che mettono in risalto questa tragedia che forse molti di noi ne soffrono in questo mondo, sempre più incapace di ascoltare l' animo dello stesso uomo, dove in Hugo, un po' come nel Verga, quasi non vi è possibilità di redenzione o di rinascita totale per i miserabili, anche se hanno pagato le proprie colpe, e quindi miserabili non lo sono più, ma le loro coscienze e le persone che gli sono attorno, sanno dimenticare? 

Basti pensare alla fine del dramma dove i due co-primari attori, Marius e Cosette si sposano con l'approvazione di Jean Valjean, il protagonista ex galeotto. Ma Valjean sa che potrebbe minare la loro esistenza felice la paura di un delitto ormai pagato con la giustizia, vive nell'angoscia del proprio passato, e per non mettere a rischio questa unione prende la decisione di sparire per sempre. Unica luce finale per lui il poter rivedere Marius e Cosette per una ultima volta, morendo in pace con accanto a lui, i candelabri che tanti anni prima gli aveva donato il Vescovo di Digne, che Valjean all'inizio del racconto gli aveva rubato, lo stesso Vescovo, gli fece evitare la prigione, dicendo ai poliziotti che glieli aveva regalati lui, cosa che fece cambiare completamente la vita al protagonista, ma non l' intrinseca paura di essere sempre giudicato dagli altri. 

Qui nasce appunto il cotinuum tra le tre opere come abbiamo appena descritto sopra, ma è di Però questo percorso incredibile di accostamenti perfetti.

Abbiamo il piacere di averlo qui e gentilmente ci racconterà' qualcosa di più su il vicinissimo passato “russo” e l' imminente “francese”...

ASCOLTA L'INTERVISTA

GUARDA L'ANTEPRIMA DEI MISERABILI


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