di Edoardo Gridelli


torna alla homepage


Teatro Rossetti, La Guerra: la regia di Franco Però
rende omaggio ad un poco conosciuto Goldoni


Rivediamo in cartellone con piacere questa piece goldoniana iniziando con il riportare una frase dello stesso regista e Direttore artistico del “Il Rossetti”: “«Di questa commedia mi ha sempre colpito l’acutezza nel ritrarre il mondo di “piccoli interessi” che una guerra muove: denunciando le piccole tresche del commissario, Goldoni riesce a chiarire perfettamente una delle ragioni fondamentali per cui le guerre, sempre e comunque, “funzionano”. Goldoni, non poteva e forse non voleva dare a questa sua commedia i reali stati d'animo che erano vissuti dai suoi protagonisti, ma di certo il giovane Goldoni rimase turbato dagli avvenimenti da lui direttamente vissuti.

E infatti era, è e sempre sarà così, anche il Goldoni stesso ne fu estremamente colpito quando era segretario del emissario del Doge a Crema, vivendo in prima persona, giovanissimo, alla battagli a di San Pietro. E cercò di riportare in commedia anche i suoi pensieri sula guerra, stando però ben attento a non uscire da quel suo stile compositivo e mantenendo la sua coerenza letteraria.

Infatti solo tra “le righe” si comprende che Goldoni fu molto turbato da ciò che aveva visto, e il regista Però è riuscito a darne voce, poiché se si vedesse l' opera distrattamente si noterebbero i soliti fasti, gli allori, la decantazione della forza della guerra, ma non è così.

Un'opera, questa della “Guerra” poco rappresentata, ed è un peccato, perché anche se egli stesso, nella sua prefazione diceva “ Il fine è lietissimo, poiché viene coronato dalla santa pace”, come la stessa Donna Florinda annuncia a fine commedia.

Ma in questo Goldoni, e con l'arguzia di Franco Però lo fa notare, vi sono frasi, battute e un sarcasmo distanti dallo stile del Goldoni “...del resto se non ci fossero feriti, a cosa servirebbero i dottori” o “... se vi è fame, allora bisognerà aumentare la farina e il suo prezzo”.

Tutto ha un prezzo, anche e soprattutto la guerra, e questo non è solo l'onore.

Ottime le luci che hanno ben spaziato su una bella scenografia e tutti gli interpreti sono stati sopra le righe dettate da Però affinché' questo senso di stanchezza, perder di guerre ce ne saranno sempre, che in realtà dovrebbe offrire la commedia, anche con il classico umorismo e cliché veneto-goldoniano viene stemperata usando un ottimo e coerente stile drammaturgico e abbiamo notato una partitura teatrale e una messa in scena che ha superato quella de novembre del 2017.

Alla Sala Bartoli del Politeama Rossetti dal 10 al 14 e poi il 17 e 18 di aprile.

I biglietti per lo spettacolo si possono acquistare presso i punti vendita del Teatro Stabile regionale e naturalmente anche attraverso il sito www.ilrossetti.it

La guerra
di Carlo Goldoni
regia di Franco Però
con gli attori della compagnia del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia 
Filippo Borghi, Romina Colbasso, Emanuele Fortunati, Ester Galazzi, 
Riccardo Maranzana, Francesco Migliaccio, Maria Grazia Plos
e con Giulio Cancelli, Adriano Giraldi, Stefano Pettenella
e la partecipazione di Mauro Malinverno
fisarmonicista Mitja Tull
scene e costumi di Andrea Viotti
luci Alessandro Macorigh
produzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia

personaggi/interpreti 
Don Egidio, comandante della fortezza assediata - Francesco Migliaccio 
Donna Florída, sua figlia - Romina Colbasso
Don Sigismondo, Generale degli assedianti - Riccardo Maranzana
Il Conte Claudio, tenente - Giulio Cancelli 
Don Ferdinando, alfiere - Emanuele Fortunati
Don Faustino, alfiere - Filippo Borghi
Don Cirillo, tenente stroppiato - Adriano Giraldi
Don Polidoro, commissario dell’armata - Mauro Malinverno
Donna Aspasia, sua figlia - Ester Galazzi
Lisetta, contadina - Romina Colbasso
Orsolina, venditrice di varie cose all’armata - Maria Grazia Plos
Don Fabio, alfiere - Stefano Pettenella
Due soldati che parlano - Francesco Migliaccio ed Emanuele Fortunati


[home page] [lo staff] [meteo]