torna alla homepage


Successo per il Trio Turner al terzo appuntamento della stagione concertistica «Gorizia Classica 2017/2018»


Ha ottenuto un ottimo successo di pubblico e apprezzamenti per il valore dei musicisti e delle loro esecuzioni, anche il terzo appuntamento della stagione concertistica «Gorizia Classica 2017/2018», curata dall’Associazione “Musica Aperta” di Gorizia, e realizzata grazie ai fondamentali contributi della Regione Autonoma “Friuli Venezia Giulia” e della Fondazione «Cassa di Risparmio di Gorizia», alla disponibilità dell’ERPAC, ai quali si affiancano gli altri Enti sostenitori e patrocinatori, la presidenza della Regione Autonoma «Friuli Venezia Giulia», il Comune di Gorizia e il Gruppo Carso Gorizia.

Il concerto, inserito nel ciclo «Autunno 2017»si è tenuto sabato 2 dicembre nella accogliente ed elegante Sala Convegni dei Musei Provinciali di Borgo Castello, ed è stato presentato dal professor Giorgio Samar, curatore e fondatore della rassegna, il quale ha illustrato gli autori e le differenze stilistiche presenti nelle composizioni proposte.

Protagonista del pomeriggio musicale è stato il Trio “Turner” di Padova, formato da Raffaele Magosso, clarinetto, Paolo Tognon, fagotto ed Elisabetta Gesuato, pianoforte, interpreti dal curriculum ricco e di rilievo, attivi da decine d’anni in campo concertistico e didattico. Il Trio “Turner” propone un accostamento inconsueto nella musica da camera, differenziandosi dal “klaviertrio classico” (violino, violoncello e pianoforte), con una formazione analoga per potenzialità ed estensione, ma certamente dalle sonorità più interessanti e ricercate che caratterizzano gli strumenti a fiato ad ancia.

La prima proposta è stata il Trio per pianoforte in Si bemolle Maggiore op. 11 di Ludwig van Beethoven, nella variante con clarinetto e fagotto. È chiamato anche “Gassenhauer Trio” per la popolarità del tema con variazioni che conclude la composizione, basato sull’aria “Pria che io l’impegno” dall’opera L’Amore Marinaro, ovvero il Corsaro di Joseph Weigl, dalla melodia cantata appunto nelle strade viennesi(Gasse in tedesco).Fa parte di una serie di composizioni serene scritte fra gli ultimi anni del ’700 ed i primi del nuovo secolo, dove l’autore iniziava a manifestare sintomi della sordità, situazione che si ripercuoteva in altre pagine dominate dalla tensione dialettica. 

Qui gli strumenti dialogano serenamente, ma è il pianoforte a gestire il filo conduttore, a differenza della proposta successiva, il Konzertstück n. 2 in re minore op. 114di Felix Mendelssohn Bartholdy, dove la scrittura è quella propria del concerto strumentale, ma dall’ampiezza ridimensionata. Questa composizione appartiene al secondo periodo della produzione cameristica dell’autore definito “classico fra i romantici” e, analogamente ai concerti con accompagnamento d’orchestra, sono messe in risalto le qualità tecniche e musicali dei due strumentisti, che assumono il ruolo di solisti a tutti gli effetti.

Nella seconda parte il Trio “Turner” ha proposto lo splendido Trio Pathètique in re minore G.IV 173di Michail Ivanovič Glinka, autore considerato come il primo grande compositore russo, per aver saputo valorizzare il grande patrimonio folkloristico nazionale, combinato con le strutture e gli stilemi del classicismo viennese. Il trio fu scritto nel 1832 a Milano, durante un soggiorno triennale in Italia e la prima esecuzione ebbe luogo nell’ottobre dell’anno successivo con Glinka stesso al pianoforte, affiancato da due valenti strumentisti del Teatro alla Scala. È considerato il pezzo strumentale in assoluto più famoso del compositore, per la ricchezza tematica, il virtuosismo dei tre strumenti e la grande cantabilità presente nel delicato “Largo”.

Vivissimi e ripetuti sono stati gli applausi che hanno accompagnato ogni esecuzione, dimostrando l’apprezzamento del pubblico per la raffinatezza e l’eleganza delle esecuzioni. Fuori programma i tre musicisti veneti hanno eseguito un estratto dalla “Rosamunde” di Franz Schubert.

L’appuntamento conclusivo del ciclo autunnale si terrà sabato 16 dicembre, quando sarà proposto l’affascinante repertorio per flauto e pianoforte che spazierà dalla musica di Bach a grandi pagine del repertorio tardo romantico e del primo Novecento, con l’inserimento di un recentissimo brano per flauto solo del triestino Paolo Longo, presentato in prima esecuzione assoluta il 27 novembre a Torino. Protagonisti del concerto saranno i musicisti triestini Tommaso Bisiak, al flauto e Aurora Sabia, al pianoforte, che tornano a “Gorizia Classica” dopo l’ottimo successo incontrato nell’autunno 2015.


[home page] [lo staff] [meteo]