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di Lorenzo Bencich


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Cromatismi 2.0: presentata la Stagione Cameristica 2023 dell'Associazione Chamber Music Trieste


Quindici grandi concerti scandiranno, dal 18 gennaio al 29 novembre 2023 al Teatro Miela, l’intensa Stagione Cameristica di Trieste, il cartellone numero 28 firmato dall’Associazione Chamber Music Trieste e curato dal direttore artistico Fedra Florit: “Cromatismi 2.0” restituirà al pubblico tutti i colori e le sfumature sonore della tavolozza musicale affidata ad artisti e ensemble fra i più noti e apprezzati della scena cameristica internazionale.

Grandi nomi ai avvicenderanno a Trieste, nell’eufonico guscio della camera acustica predisposta su misura da Chamber Music e realizzata da SuonoVivo con il sostegno dei Soci e della Fondazione CRTrieste: ci saranno, fra gli altri, Anna Kravtchenko, Ning Feng, Luigi Piovano con un concerto nel quale avrà assoluta “carta bianca” il trio Lonquich - Waskiewicz - Rebaudengo, e ancora Maximilian Hornung con Herbert Schuch e il Trio Smukler-Adkins-Plano in arrivo dalla prestigiosa Juilliard School di New York, mentre si preannuncia straordinaria l’inaugurazione di mercoledì 18 gennaio, con Enrico Dindo e I Solisti di Pavia. Il programma 2023 dell’Associazione Chamber Music sarà integrato da ulteriori 10 proposte concertistiche, con il Festival Cameristico estivo dedicato al Trio di Trieste nella Sala Luttazzi (giugno 2023), i Concerti fra parole e musica per il centenario dalla pubblicazione de La coscienza di Zeno di Italo Svevo, i Concerti GO!2025 e la Rassegna Green, che porterà in scena interpreti giovani e giovanissimi. Gran finale, come da tradizione, con il Concerto di Natale 2023 affidato al Coro di Voci Bianche Fran Venturini. «Cromatismi è la parola guida del cartellone che, nel segno della qualità, riprende la tradizione ancora vivissima e la grande scuola cameristica del Trio di Trieste – spiega la musicologa Fedra Florit – per estenderla attraverso le tendenze più attuali. Da tempi pionieristici Chamber Music si dedica alla valorizzazione dei talenti emergenti, molti dei quali sono adesso artisti di grande nome a livello mondiale, affiancando ai giovani i Maestri: il cartellone 2023 propone al pubblico un programma “all stars”, dove anche artisti in grande ascesa trovano spazio accanto a nomi che sono da tempo nell’olimpo cameristico internazionale».

Anche per il cartellone 2023 sono previste varie formule di abbonamento: info e conferme Soci già in atto in sede ACM e prevendite abbonamenti presso TicketPoint Trieste. Dettagli e aggiornamenti sul sito www.acmtrioditrieste.it. La Stagione 2022 dell’Associazione Chamber Music è sostenuta dal MIC – Ministero della Cultura con la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, Banca Mediolanum, Itas Assicurazioni, Suono Vivo – Padova, Fondazione Casali, Civibank e Zoogami.

A inaugurare la Stagione 2023 Cromatismi 2.0 sarà, mercoledì 18 gennaio alle 20.30 al Teatro Miela, il Concerto che vedrà protagonista il grande violoncellista Enrico Dindo insieme ai suoi Solisti di Pavia: una serata che punterà i riflettori su alcuni compositori di riferimento per la voce solistica del violoncello nel dialogo con gli archi: dal russo-polacco Mieczyslaw Weinberg a Robert Fuchs, allo stesso Dindo che ha curato le trascrizioni di Bruch, Strauss e Messiaen. Un programma, dunque, che si basa sulla capacità solistica di Enrico Dindo e che si aprirà con pagine di Max Bruch, Kol Nidrei per violoncello e archi, il noto Adagio composto nel 1881 su melodie ebraiche e qui proposto nella riduzione di Enrico Dindo, e proseguirà con il Concertino per violoncello e archi op.43 del russo-polacco Mieczysław Weinberg che ha speso grande impegno per questo repertorio e ci ha consegnato una partitura articolata in quattro movimenti, di carattere meditativo e di ombrosa tensione. Quindi, sul filo rosso della ariosa cantabilità ecco la Romanza per violoncello e archi di Richard Strauss nella trascrizione di Enrico Dindo, impostata in un solo movimento secondo uno stile melodico preciso e suadente, che ruota intorno alla voce calda e penetrante del violoncello; e ancora, sempre nella riorchestrazione di Enrico Dindo, ascolteremo il Quatuor pour la fin du temps di Olivier Messiaen: una musica composta durante la segregazione dell’autore nel campo di concentramento di Görlitz, in Slesia, scritta nella serata del 15 gennaio 1941 mentre la temperatura esterna oscillava attorno ai 15 gradi sotto zero, Note composte, spiegò poi Messiaen, "per i musicisti e gli strumenti che avevo, per così dire, sotto mano, ovvero pianoforte, violino, violoncello, clarinetto". nella baracca 27 B, per un pubblico formato da cinquemila compagni di prigionia. Gran finale con la Serenata per archi in do maggiore op.14 n.2 di Robert Fuchs, una pagina tanto rara quanto intensa e vibrante. Abbonamenti nella sede ACM e presso TicketPoint Trieste. Dettagli e aggiornamenti sul sito www.acmtrioditrieste.it. La Stagione 2023 dell’Associazione Chamber Music è sostenuta dal MIC – Ministero della Cultura con la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, Banca Mediolanum, Itas Assicurazioni, Suono Vivo – Padova, Fondazione Casali, Civibank e Zoogami. 
Del violoncellista Enrico Dindo ha scritto il grande Mstislav Rostropovich: «è un violoncellista di straordinarie qualità, artista compiuto e musicista formato, possiede un suono eccezionale che fluisce come una splendida voce italiana». Figlio d’arte, Dindo inizia a sei anni lo studio del violoncello. Si perfeziona con Antonio Janigro e nel 1997 conquista il Primo Premio al Concorso "Rostropovich" di Parigi. Da quel momento inizia un’attività da solista che lo porta ad esibirsi con le più prestigiose orchestre al mondo al fianco di importanti direttori tra i quali R. Chailly, A. Ceccato, G. Noseda, M. Chung, D. Gatti, Y. Sado, P. Jarvj, V. Gergiev, Y. Temirkanov e R. Muti. Compositori contemporanei quali Castagnoli, Boccadoro, Galante, Molinelli e Bosso hanno scritto opere dedicate a lui. Direttore stabile dell’Orchestra da camera I Solisti di Pavia, ensemble da lui creato nel 2001, Direttore musicale della HRT Symphony Orchestra di Zagabria, è docente della classe di violoncello presso il Conservatorio della Svizzera Italiana di Lugano, presso la Pavia Cello Academy e ai corsi estivi dell’Accademia Tibor Varga di Sion. Dal 2013 è Accademico di Santa Cecilia, dal 2014 al 2021 è stato Direttore Musicale della Croatian Radiotelevision Symphony Orchestra di Zagabria e da gennaio 2022 è Direttore Artistico dell'Accademia Filarmonica Romana. Suona un violoncello Pietro Giacomo Rogeri (ex Piatti) del 1717 affidatogli dalla Fondazione Pro Canale e ha inciso per Chandos Records i concerti di Shostakovich con la Danish National Orchestra & Gianandrea Noseda, e per Decca l’integrale delle opere per violoncello e pianoforte di Beethoven, le Sei Suites di Bach oltre che, insieme ai Solisti di Pavia, i concerti per violoncello e archi di C.P.E. Bach, 6 concerti di Vivaldi e Il Concerto per violoncello e archi di Kapustin e musiche di Piazzolla. Fondata nel 2001 dal violoncellista Enrico Dindo con il sostegno della Fondazione Banca del Monte di Lombardia, l’Orchestra da Camera I Solisti di Pavia ha avuto come Presidente Onorario il grande violoncellista russo Mstislav Rostropovich. In oltre venti anni di attività I Solisti hanno realizzato tournée internazionali di successo in Russia e Sud America oltre a Repubbliche Baltiche, Libano, Algeria, Malta, Svizzera, Turchia, Germania, Croazia e Slovenia, ospiti di sale prestigiose come il Teatro dell’Ermitage di San Pietroburgo, Sala Tchaikovsky di Mosca, Salle Paderewski a Lausanne, Teatro Coliseo a Buenos Aires e la Salle Gaveau a Parigi. Nel 2004 l’ensemble è stato invitato ad Algeri in occasione della chiusura del Semestre di Presidenza Italiana dell’Unione Europea. In Italia I Solisti di Pavia hanno calcato i più importanti palcoscenici di teatri, festival e stagioni concertistiche e hanno collaborato con artisti quali M. Quarta, S. Krilov, S. Rubino, G. Carmignola, O. Dantone, P. De Maria e A. Lucchesini. Grazie al talento e all’entusiasmo di Enrico Dindo l’ensemble ha da sempre spaziato nel repertorio, muovendosi con disinvoltura dal barocco al contemporaneo, fino ai progetti crossover come “Valentina! Un violoncello a fumetti”, che ha portato a coniugare l’arte fumettistica di Guido Crepax con le composizioni di Jorge Bosso. I Solisti di Pavia ed Enrico Dindo hanno inciso sei CD per l’etichetta Velut Luna e, dal 2011, cinque CD per Decca con i concerti di Vivaldi, C.P.E. Bach, Kapustin, Haydn e le quattro stagioni di Piazzolla. 

“Ti presento un mio studente”: e il sipario si alza sulla complicità appassionata fra insegnante e allieva, fra la concertista e didatta Maria Grazia Bellocchio, solista per Ensemble prestigiosi e attuale docente di Pianoforte al Conservatorio Donizetti di Bergamo, e la quattordicenne Irene Accardo, giovane e già promettente talento del pianoforte, figlia del celebre violinista Salvatore Accardo, e della nota violinista Laura Gorna, cofondatrice di EsTrio.

L’appuntamento, sostenuto dal Consolato Onorario d'Ungheria FVG, è in programma mercoledì 8 febbraio alle 20.30, seconda serata del cartellone “Cromatismi 2.0. La Chamber Music al Miela”, la Stagione Cameristica di Trieste firmata dall’Associazione Chamber Music a cura del direttore artistico Fedra Florit. “Guardando ad Est” è il filo rosso del programma predisposto per la serata: un viaggio musicale che si aprirà sulle note di Fryderyk Chopin con la Ballata in sol minore op.23 n.1 eseguita da Irene Accardo in apertura, e proseguirà sulle pagine di György Kurtág seguendo il filo rosso di Játékok, una sorta di diario sonoro del grande compositore contemporaneo, firma fra le più autorevoli del repertorio musicale del nostro tempo. Un gran finale a 4 mani suggellerà la serata. György Kurtág è senza dubbio un compositore di riferimento della scena mondiale: non solo per la sua musica, d’intensità tagliente ed emozionante, di pura e severa necessità interiore, ma anche per il suo valore etico, umano e personale.

Nelle pagine di Játékok, l’intento didattico viene per lo più smorzandosi, e la sequenza dei brani diventa una sorta di diario del compositore che, salvaguardando la brevità estrema di ogni pezzo, è in grado di stupirsi e di stupirci ritrovando la purezza originaria di materiali, gesti, armonie e forme. Maria Grazia Bellocchio ha compiuto gli studi musicali al Conservatorio di Milano, in veste di solista ha suonato con l’Orchestra da Camera di Pesaro, Milano Classica, Scottish Chamber Orchestra, Orchestra Toscanini di Parma, Orchestra da Camera di Padova e Orchestra Sinfonica G. Verdi di Milano. È stata invitata a far parte dell’Orchestra Schleswig Holstein Music Festival diretta da Leonard Bernstein. Come camerista ha suonato con Salvatore Accardo, Rocco Filippini, Bruno Giuranna, Franco Petracchi, Sergio Azzolini e molti altri. Suona stabilmente in duo pianistico con Stefania Redaelli. Nel 2011, in occasione delle celebrazioni per il Centocinquantenario dell’Unità d’Italia, ha ideato il progetto “Viaggio in Italia – Nuovo canzoniere popolare – 20 canzoni popolari trascritte da 20 compositori”, eseguito in prima assoluta al Maggio Musicale Fiorentino e replicato al festival MiTo, Musica Insieme di Bologna e in diverse altre città italiane. Ha inciso CD per Ricordi e Stradivarius con opere di Bruno Maderna, Sandro Gorli, Franco Donatoni, Stefano Gervasoni, Federico Gardella, Stefano Bulfon, Marco Momi, Claudio Ambrosini e Ivan Fedele. Irene Accardo nasce a Milano nel 2008 da una famiglia di musicisti. Dall’età di 9 anni studia con Maria Grazia Bellocchio al Conservatorio di Bergamo. Dai suoi genitori ha imparato che «la cosa più importante è divertirsi mentre si suona, collegare l’esecuzione del brano alle proprie emozioni pur mantenendo rispetto per ciò che il compositore ha scritto». Le sue prime apparizioni sul palcoscenico, all’età di 10 anni, la vedono esibirsi per il Festival di Brescia e Bergamo, Musica Insieme Bologna, Festival Trame Sonore di Mantova, Milano Musica, Piano City, MDV di Cremona, Divertimento Ensemble. Nel 2021 debutta come solista con l’Orchestra da Camera Italiana al Teatro Ponchielli di Cremona, diretta da Salvatore Accardo, suo padre. Successivamente è ancora solista con l’Orchestra del Rotary a Napoli nella Chiesa di S. Francesco di Paola. Nel 2022 tiene il suo primo recital per la Società dei Concerti di Milano. Suona stabilmente in duo con la violinista Sofia Catalano, con la quale si è esibita nel salone dell’Accademia Chigiana, a Sermoneta e a Capri per la Fondazione Franco Michele Napolitano. È stata protagonista della prima esecuzione assoluta di “Corde e Martelletti” di Alessandro Solbiati. Particolarmente significative per la sua vita di giovane musicista sono state le apparizioni a fianco del padre per delle occasioni speciali, all’Ospedale Sacco e al Teatro Manzoni di Milano durante la pandemia.

Mercoledì 22 febbraio l’atteso ritorno a Trieste del Trio Johannes, integrato da Simonide Braconi alla viola e Paolo Borsarelli al contrabbasso: filo rosso del programma sarà un’esecuzione preziosa, “Die Forelle” di Schubert, pagina sublime e raffinata in quintetto con pianoforte: e quale quintetto, trattandosi di grandi interpreti di riferimento, prime parti del Teatro alla Scala.

Mercoledì 8 marzo il sipario si alzerà sul recital del pianista Roberto Cominati che torna per una serata monografica, interprete elegante e ideale per Ravel, di cui sta incidendo l’integrale del repertorio.

Mercoledì 22 marzo ancora un concerto che guarda verso Est, in questo caso verso tre “mostri sacri” della musica - Rachmaninov, Prokofiev e Shostakovich – affidati all’esecuzione del pianista Herbert Schuch, in Duo con l’eccellente violoncellista tedesco Max Hornung, applauditissimo in un recente concerto alla Konzerthaus di Vienna.

Mercoledì 5 aprile i riflettori del Teatro Miela saranno puntati su un Trio di assoluto magnetismo della scena mondiale, quello composto dalla violista tedesca Danusha Waskiewicz, dal pianista italiano Andrea Rebaudengo e dal clarinettista Tommaso Lonquich, figlio del celebre pianista Alexander Lonquich e ormai nella scia artistica dell’illustre genitore. Il repertorio che proporranno a Trieste prevede un raro omaggio di Kurtag a Schumann, e ci farà viaggiare dal classicismo di Mozart al romanticismo di Schumann e Bruch.

Mercoledì 19 aprile il testimone passerà alla giovane e talentuosa pianista Viviana Lasaracina, allieva di Benedetto Lupo, per un recital monografico dedicato al repertorio spagnolo che include le Goyescas di Granados, programma che è anche oggetto di una apprezzata incisione discografica dell’artista.

Mercoledì 3 maggio l’attenzione sarà tutta per il grande violinista Ning Feng, di assoluto riferimento per il repertorio paganiniano: Feng, acclamato in tutto il mondo, è l’esecutore del momento in tema di Paganini e dei suoi Capricci, che saranno al centro di una serata – evento monografica e di grande coinvolgimento.

Mercoledì 10 maggio ancora un grande Maestro della musica del nostro tempo, il violoncellista Luigi Piovano, solista principale dell'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, violoncellista principale ospite della Tokyo Philharmonic Orchestra e della Seoul Philharmonic Orchestra: sul palcoscenico del Teatro Miela avrà “carta bianca” nel concerto “Piovano & Friends”, che prevede un sestetto e un ottetto di rara esecuzione, di cui Piovano sarà insieme solista e concertatore.

Mercoledì 7 giugno ancora un grande recital pianistico con Giuseppe Guarrera, il talento siciliano che da anni, in Germania al fianco di Daniel Barenboim, ha sviluppato una carriera eccellente. Schumann e Liszt saranno alla base del suo programma, per un concerto che si preannuncia insieme passionale e virtuosistico.

Cromatismi 2.0 ripartirà, dopo la pausa estiva, mercoledì 20 settembre con pagine di rara esecuzione affidate all’Accademia d' Archi Arrigoni, realtà regionale in crescente ascesa grazie al lavoro didattico del violinista solista Federico Guglielmo, direttore dell’Accademia d’Archi di S. Vito al Tagliamento. In programma pagine musicali di Graun, C.P.E. Bach e Mendelssohn.

Mercoledì 4 ottobre, attesissima, torna nel cartellone Chamber Music la pianista Anna Kravtchenko, concertista internazionale e docente presso il Conservatorio della Svizzera Italiana di Lugano: il suo programma prevede la Sonata op.5 di Brahms, di rara esecuzione, affiancata a pagine di grande cantabilità di Robert Schumann.

Mercoledì 18 ottobre in scena l’Ensemble francese Trio Pantoum e per la prima volta a Trieste l’Orchestra dei Filarmonici Friulani in un programma che include l’esecuzione del “Concerto dell’Albatro” di Ghedini per Trio, orchestra e voce recitante: la produzione sarà proposta anche a Udine e Pordenone per la bacchetta del Maestro Eddi De Nadai e il programma si completerà con pagine di Britten.

Mercoledì 15 novembre ancora una tappa del percorso “Guardando ad Est”, con programma monografico in omaggio ai 150 anni dalla nascita di Sergej Rachmaninov: in scena il prestigioso Trio composto dal pianista Roberto Plano, dalla violinista Laurie Smukler e dal violoncellista Darrett Adkins, che si dedicheranno all’esecuzione integrale del repertorio per Trio di Rachmaninov.

Gran finale, mercoledì 29 novembre, con il Quartetto Adorno integrato dal chitarrista Giampaolo Bandini: il programma, costruito intorno alla bellezza dei Quintetti di Boccherini per chitarra e quartetto d’archi, spazierà anche nel classicismo di Mozart e Haydn. In dirittura d’arrivo della Stagione Cromatismi 2.0, domenica 10 dicembre nella Sala Tergeste, gli Auguri di Natale con il Coro di Voci Bianche Fran Venturini.


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