di Gianfranco Terzoli


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The Offspring, Stadio Teghil di Lignano: il punk è vivo!

Millencolin e Rumatera gli special guest d'eccezione

Il punk non è affatto morto. Anzi, gode di ottima salute. Lo hanno dimostrato allo Stadio Teghil di Lignano gli Offspring, sbarcati sulla spiaggia Adriatica – nella serata che inaugura il Lignano Sunset Festival, rassegna organizzata da Città di Lignano Sabbiadoro e Sunset Events in collaborazione con la Regione Friuli Venezia Giulia, l’Agenzia PromoTurismoFVG e Zenit srl (per informazioni, www.azalea.it) - pronti ad offrire a un pubblico entusiasta e per nulla domato dalla sia pur intensa calura il loro spettacolo: allegro, dinamico ed estremamente coinvolgente, che in un'ora e un quarto tiratissima mescola i successi più famosi. Un funambolico rollercoaster della loro pluridecennale carriera.

Aprono i Rumatera, band punk rock veneta che con le sua canzoni dialettali scalda il pubblico per benino. Godibilissima la performance dei secondi supporters, che peraltro data la loro reputazione internazionale altrove sarebbero highliners, gli svedesi Millencolin che dimostrano ancora una volta – se mai ce ne fosse bisogno – con un intenso set di avere un'ottima stoffa e si fanno decisamente apprezzare. Ma l’attesa, ingannata con quale improvvisata ola lanciata dal prato verso la gradinata, è tutta per gli Offspring.

Alle 23 finalmente arrivano loro. Qualche chiletto in più ricorda che il tempo passa per tutti, sopra e sotto il palco, ma non ha intaccato la loro musica e la loro potente verve.

“You’re Gonna Go Far, Kid”, accolta con un boato dal pubblico che canta e balla nonostante l'afa della notte di Lignano, chiarisce da subito quale sarà il ritmo dell’esibizione. La velocità, il dinamismo e il senso di gioiosità sono palpabili, le chitarre di Wasserman e Morse e la voce di Dexter Holland riempiono lo stadio delle loro pungenti e irriverenti liriche, mentre la batteria di Parada e il basso di Kriesel martellano il ritmo implacabile dello show. La voce del cantante, camicia nera con mostrine, è quella dei tempi migliori, la batteria non perde un colpo e a fare il resto è il muro di suoni ruvidi e velocissimi scandito dalle puntuali chitarre e dal potente basso.

La vita e le sue realtà sono la materia delle canzoni: sono la difficoltà di vivere e far sentire la propria voce di “All I Want” e il disincanto di “Half-Truism”. “Come Out and Play”, nonostante il titolo, tocca il problema della violenza e delle armi nella società giovanile americana.

La splendida cover di “Seven Nation Army”, eseguita con la verve e il dinamismo che sono il loro marchio di fabbrica, è accolta da un unanime consenso in forma di coro e battimano e lo stadio intero leva le braccia al cielo, salta e “poga”, incurante delle temperature africane.

“Genocide” e “Original Prankster” riportano i temi di una vita complicata, ma comunque da vivere, perché “If we don’t make it alive/Well it’s a hell of a good day to die”. “There's more to living than only surviving” ci ricordano gli Offspring in “Staring at the sun”, amatissima dai fan - giovani e meno giovani, tutti accomunati dalla musica dei loro beniamini - che seguono le parole e non smettono di ballare un secondo. Grondano sudore e adrenalina.

E l’amore? “Want you bad” è un inno al sentimento più nobile alla maniera degli Offspring, ironicoe disincantato. 
E i cori salgono e diventano da stadio.

“What Happened to You?” è una richiesta all’amico che si sta distruggendo la vita; una vita piena di “Bad Habit”. Lo show procede a rotta di collo con “Gone away” e “Hit that”.

Il caldo si fa sentire e Dexter chiede al pubblico “Are you hot?” Al boato di risposta rinfresca le prime file con una bottiglietta, ma la gara è appena iniziata e Wasserman risponde spruzzando le prime file con un getto più forte. Si passa allora ai carichi pesanti con Dexter Holland che, preso un idrante, innaffia generosamente l'accaldato pubblico.

“Why Don’t You Get a Job?” e “(Can’t Get My) Head Around You” fanno salire ancora la temperature del prit fino all’apoteosi di “Pretty Fly (For a White Guy)”.

Ma poteva mancare “Americana”, lucida esposizione della cultura a stelle e strisce e di un sogno che si è avverato come un incubo, che apre i bis? E' mezzanotte ampiamente passata che la band ci lascia, stanchi ma felici, con “Self esteem”.

“Ciao Lignano, ci vediamo la prossima volta”. E lo stadio si svuota al suono di “Always Look On The Bright Side Of Life” dei Monty Python.

Setlist

You're Gonna Go Far, Kid

All I Want

Come Out and Play

Genocide

Seven Nation Army
(The White Stripes cover) (First verse and chorus)

Original Prankster

Staring at the Sun

Mota

Want You Bad

What Happened to You?

Bad Habit

Gone Away

Hit That

Why Don't You Get a Job?

(Can't Get My) Head Around You

Pretty Fly (For a White Guy)

The Kids Aren't Alright

Encore:
Americana

Self Esteem


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