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Friuli Venezia Giulia: "Fare Sistema" sui Porti e non chiudersi nei campanilismi”. E' quanto affermato da Valentino Lorelli, segretario regionale Filt-Cgil


Secondo il segretario regionale della Filt-Cgil, Valentino Lorelli, “La nuova Autorità di sistema prevista dal Decreto Del Rio può rappresentare un salto di qualità nello sviluppo della portualità regionale e dell’intermodalità, dando nel contempo impulso agli investimenti necessari per fare fronte alla concorrenza degli altri scali dell’Alto Adriatico, potenziare i collegamenti ferroviari e adeguare i fondali dove necessario”. Lorelli, in una nota diffusa dalla sigla sindacale (http://www.cgilfvg.it/news.php?id=1265), si è detto favorevole all’integrazione dei porti regionali sotto la guida di un’unica Autorità di sistema, come del resto consente il decreto approvato di recente dal Governo. Aggiunge il sindacalista: “Un decreto che assegna al Friuli Venezia Giulia l’Autorità di sistema di Trieste, un passo avanti sicuro, per quanto dovuto, rispetto alle ipotesi precedenti, che vedevano il nostro sistema portuale legato a Venezia e Ravenna”.

Nella nota, il segretario ha ribadito che “La Filt sostiene da tempo che questa regione dev'essere in grado di mettere in campo una governance pubblica delle infrastrutture e di creare un tessuto connettivo tra i porti, la ferrovia, gli autoporti, gli interporti e i consorzi di sviluppo industriale, nell’ottica di un sistema davvero integrato del trasporto e della logistica. Ma la discussione che si sta sviluppando in questi giorni in Friuli Venezia Giulia, invece di affrontare nel merito le prospettive della portualità e del sistema logistico regionale, sta scadendo in una disputa tra campanili”. Secondo l’organizzazione sindacale “è necessario superare certi campanilismi al fine di cogliere le opportunità che il decreto contiene”. Non vi è solo una critica tout-court, quindi, ma una presa di coscienza di quanto di buono c’è e può essere colto. 

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L’augurio è, quindi, quello di “una riforma che sia capace di resistere ai particolarismi e, soprattutto, di semplificare le procedure amministrative al fine di raggiungere una maggiore efficienza”. Per arrivare al raggiungimento di questo obiettivo, sempre secondo la Filt, serve “un ruolo forte del soggetto pubblico, in grado di progettare il futuro, affidando alle nuove autorità di sistema portuale una funzione chiave nello sviluppo dei porti e dei retroporti, per dare centralità alla risorsa mare e rendere competitivo uno dei più importanti asset economici dell’Italia e della regione”.


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