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Movimento Futura su Mobilità sostenibile
e sviluppo turistico


Il Movimento Futura ha tenuto una conferenza stampa sulla Mobilità sostenibile e sviluppo turistico all'ingresso del Golf club Padriciano in Località Padriciano (Trieste). 

Erano presenti il coordinatore provinciale Michele Sacellini, che ha introdotto gli argomenti e presentato i relatori - ribadendo l'apertura del movimento a considerare i soggetti che ne sottoscriveranno i programmi - e gli esponenti del Movimento Franco Bandelli, Roberto de Gioia, Sabrina Iogna Prat e Rina Anna Rusconi.

"Oggi - ha spiegato de Gioia, che da danni conduce una campagna a favore del turismo sostenibile e in particolare quello sulle due ruote e di recente ha presentato una mozione in tal senso in Consiglio comunale a Trieste - ribadiamo l'importanza del cicloturismo come elemento innovativo per lo sviluppo del settore turistico. Eppure, anche se questo tipo di proposta turistica sta conoscendo una grandissima espansione nei paesi di di lingua tedesca e del Nord Europa, questo è un argomento mai affrontato, tanto che da Monfalcone a Trieste non ci si arriva se non si è ciclisti esperti e il progetto della Ciclovia del Carso è fermo da 15 anni. E questo mentre proprio quando Trieste dovrebbe essere l'anello di congiunzione tra la ciclovia Alpe Adria, che scende dall'Austria, e la Parenzana, che da Muggia arriva in Croazia.

Oggi presentiamo quindi una proposta inedita, atta a risolvere quanto prima questa annosa questione: la realizzazione di una pista ciclo-pedonale sul tracciato dell'Oleodotto Transalpino. Tra Carso, mare e città, il territorio di Trieste può offrire il massimo a chi utilizza questo mezzo a scopo turistico e quello illustrato oggi è un punto fermo del nostro programma. La nostra proposta permetterà ai cicloturisti di godere al meglio di tutto il patrimonio ambientale, storico, artistico, culturale ed enogastronomici che si trova lungo questo straordinario percorso. Non è un caso se oggi siamo qui: è infatti proprio da questo punto che passa una strada che arriva fino in Germania. Abbiamo una via già indicata, vale a dire la pertinenza di superficie dell'oleodotto transalpino TAL che è già praticamente pronta per essere trasformata in ciclovia, previa interventi minimi e senza grandi spese e che si congiungerebbe da un lato con la pista ciclopedonale G. Cottur che scende fino in città e dall'altra con la ciclovia Alpe Adria che attraverso 330 km da Grado conduce fino a Salisburgo e da lì potrebbe proseguire, seguendo il tracciato del TAL, fino a Ingolstadt, in Germania. E ciò contribuirebbe a restituire ai turisti che volessero scoprirle, tutte le bellezze e peculiarità del territorio che si incontrano attraversando il Carso, che cela una serie di grosse e numerose opportunità storiche, culturali, enogastronomiche e paesaggistiche".

"Il turismo sostenibile - sostiene Rusconi - guarda da qualche anno sempre con maggiore interesse all’uso delle bicicletta: un modo per essere in contatto con la natura e il paesaggio. Inserire Trieste, attraverso il Carso triestino, in quello straordinario circuito che è la ciclovia di Alpe Adria significa permettere ai sempre più numerosi turisti su due ruote di raggiungere Trieste e il Carso, promuovere un turismo slow e incentivare la visita di alcune zone spettacolari e uniche del nostro territorio per poi scendere in centro e continuare la visita tra le piazze neoclassiche e i tantissimi e straordinari monumenti e le collezioni artistiche conservate nei Musei Civici del capoluogo giuliano. Tour operator specializzati, soprattutto tedeschi e austriaci, chiedono da anni itinerari e servizi in provincia di Trieste da promuovere nei loro paesi agli amanti delle due ruote. Tra il Carso e Trieste, una volta realizzato il collegamento ciclabile, ci sarebbero posti incredibili da visitare e valorizzare come le Foci del Timavo (note già al tempo degli antichi Romani e citate da Strabone, il geografo di Ottaviano Augusto nella sua “Geografia d’Italia” come Fons Timavi), il Mitreo di Duino, grotta naturale dedicata al culto del dio Mitra unica nel suo genere in Italia e di tutto il mondo antico realizzato in una grotta naturale, oggi perfettamente restaurato e visitabile (gli altri Mitrei sono stati infatti tutti costruiti, mentre qui siamo in presenza di fenomeni carsici naturali). Immancabili sarebbero poi delle soste alla Grotta Gigante, al Castelliere di Slivia e di Monrupino o alla Casa Carsica di Rupingrande. I servizi sono indispensabili per poter ottenere delle ricadute turistiche positive, inserire quindi l'area di Trieste completando il tratto di ciclovia mancante vorrebber dire rappresentare un punto di collegamento tra l’Istria e il Friuli (ciclovie Alpe Adria e Parenzana) e quindi costituirebbe di per sé un valore aggiunto in quanto intercetterebbe il flusso di visitatori da Nord a Sud e viceversa, ponendo anche i servizi ricettivi del Carso e di Trieste tra cui osmize e agriturismi) al centro di una nuova rotta turistica. La ciclovia si snoderebbe poi su un panorama storico e archeologico oltre che naturalistico di straordinario valore per ciò che riguarda tutto il Friuli Venezia Giulia, passando dalle alpi a siti Unesco, tra un intreccio di strade della Roma antica, paesaggi lagunari, fenomeni carsici e insediamenti di grande suggestione e valore culturale ancora oggi poco conosciuti e visitati".

"Le potenzialità del nostro territorio - che rappresenta un ambiente unico per sviluppare un turismo ecosostenibile da una parte e piacevole per chi pratica cicloturismo dall'altra, grazie a un ambiente ideale, con il Carso alle spalle e il mare al di sotto - sono enormi e non sono mai state adeguatamente sfruttate. E' giunto il momento di farlo. Il nostro obiettivo - conclude Bandelli - è quello di rafforzare il ruolo dell'Assessorato comunale ai Progetti europei affidandolo a un manager di comprovata esperienza nel settore, perchè di fatto questa rappresenta l'unica opportunità che questa città ha - e che non ha mai sfruttato per anni - per attingere a fondi di denaro fresco, utili a un grande progetto di rilancio in un settore in grande espansione. Questo tipo di progetti legati alla mobilità sostenibile hanno infatti grandissime chance di essere finanziati e non si vede perchè non si possa e non si debba farlo. Alla luce di queste opportunità, ci candidiamo per ospitare nella primavera 2022 un grande raduno cicloturistico europeo della durata di almeno 5 giorni che coinvolga anche il Centro congressi del Porto Vecchio, finora una cattedrale nel deserto dopo Esof, in modo da rilanciare quel sito con 3-4 giornate dedicate a vari percorsi con un alto coefficiente naturalistico e che coinvolgano il Carso, l'isola d'oro di Grado e le Dolomiti friulane. Ma soprattutto la città di Trieste che sarebbe il fulcro di questo nuovo grande evento della primavera triestina capace di coinvolgere anche 10mila persone. Ribadiamo infatti con forza la necessità di far tornare la nostra città una capitale dei grandi eventi da troppo tempo assenti dalla programmazione. La progettualità è un punto di forza di Futura e questo progetto lo sarà anche per chi vuole condividere con noi i progetti".


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