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Esce Les Fleurs Du Mal di Stefano Lentini
contenuto in Fury il concept-album manifesto
della nuova musica classica

Considerato come il nuovo capolavoro dell’alternative-classic, “il nuovo Pink Floyd” Prodotto in collaborazione con il tre volte Grammy Award Geoff Foster

Venerdì 18 gennaio esce Les Fleurs Du Mal. Sapori di tango in uno spleen che danza in francese, Les Fleurs Du Mal è l'unica canzone dell'album che si intreccia a parole. Sensuale e profana, la voce di Nathalie Réaux scuote in un climax che non lascia scampo. Les Fleurs Du Mal è un brano che tratta l'importanza del non dimenticare se stessi e gli altri, dove il ricordo del passato è ingranaggio essenziale per un presente che costruisce invece di distruggere. Influenze di Astor Piazzola e Raul Garello.

Elegante come un quadro decadente, il brano racchiude l’essenza più primitiva dell’album FURY. Il pezzo, più che omaggio a Baudelaire, è per il musicista “una rivisitazione dei suoi Fiori del Male. Per Baudelaire i Fiori del Male erano gli oggetti scabrosi dell’amore. Io ho voluto prendere quanto di più scabroso ci sia oggi al mondo ed usare lo stesso titolo di una censura di 150 anni fa. Cosa è scabroso oggi? La Memoria: dalle vicende familiari occultate ai genocidi del Novecento…”.

Il compositore romano, noto in tutto il mondo per le colonne sonore per registi come Wong Kar-Wai (The Grandmaster), Giacomo Campiotti (Bakhita, Braccialetti Rossi), Carmine Elia (La Porta Rossa) e per aver collaborato a film premiati negli Stati Uniti, Australia, Regno Unito, Brasile, Ucraina, Hong Kong, unico compositore italiano, insieme ad Ennio Morricone, ad essere rappresentato dall'agenzia hollywoodiana The Gorfaine/Schwartz Agency, presenta il suo progetto solista come "un modo alternativo di vivere la musica che chiamiamo classica. Non c’è nulla di classico in un violino e non c’è nulla di moderno in un sintetizzatore” prosegue, “la modernità e la classicità dipendono dall’attitudine". Un mondo dove tasselli apparentemente incompatibili danno vita a forme nuove, personali: “Io mescolo le carte, vivo con lo stesso spirito il metal, il klezmer e Antonín Dvořák”. 

Sono curate da Stefano Lentini le musiche di Liberi di scegliere, il tv movie in onda martedì 22 gennaio su Rai1, registrate presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma in collaborazione con l’orchestra PMCE, Parco della Musica Contemporanea Ensemble, diretta da Tonino Battista, che vede al pianoforte Gilda Buttà, affermata interprete di musica da cinema, nota per “La leggenda del pianista sull’oceano” e “The Untouchables” (Gli Intoccabili).

Anche la colonna sonora di La Porta Rossa 2, la nuova stagione dell’avvincente serie crime in onda dal 13 febbraio in prima serata su Rai 2, porta la firma del compositore romano: registrata a Torino presso Auditorium Rai, con Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e mixata a Londra, presso Air Studios, con il fonico premiato 3 volte Grammy awards Geoff Foster.

Fury nasce da un’esperienza personale, esplora il territorio della rabbia umana, giunge a soluzioni musicali rivoluzionarie.

Prodotto in collaborazione con pluripremiato ingegnere del suono inglese Geoff Foster (Pirati dei Caraibi, Dunkirk, Interstellar), parla di rabbia e redenzione, dove l’esperienza individuale si plasma in materia collettiva, in un viaggio dove sfera emotiva e razionale trascendono, polverizzando buonismi consolidati. Dando via libera alla follie, in un racconto dadaista fatto di elementi meticolosamente geometrici, Fury raccontato è “un percorso dentro la sofferenza che provoca la Furia, la sua comprensione, il suo contatto, la sua integrazione in qualcos’altro”. A confermare questo concetto, vi è l’unico estratto che si intreccia a parole, Les Fleurs Du Mal, concepito come esplorazione di un’intimità che fa paura, nel nebuloso conflitto tra sapori interiori differenti. 

COMPOSTO E PRODOTTO DA STEFANO LENTINI MIXATO DA GEOFF FOSTER MASTERING DI STEPHEN MARCUSSEN ARTWORK DI ANDY GILMORE

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