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Il Friuli Venezia Giulia e la Slovenia
frontaliera per Slow Wine 2022


Il mondo del vino del Friuli Venezia Giulia patisce un deficit di identità: se da un lato il marchio Collio viene ancora associato, sebbene con sempre maggiore fatica, a quell’immagine di vino bianco di grande qualità che si è costruito nel tempo, stentano fortemente a imporsi le altre denominazioni regionali, a cominciare da quella dei Colli Orientali del Friuli.

Ampliando lo sguardo al resto della produzione regionale – intendendo con questo anche i territori vitivinicoli oltre il confine sloveno, che ormai da sei anni a questa parte consideriamo come un tutt’uno con il resto del Friuli Venezia Giulia – segnaliamo in modo lapidario quanto segue: molto bene il Carso, sia italiano, sia sloveno, sempre più affiancato nel suo ristretto spazio di grande eccellenza dai vini della Slovenska Istra; altrettanto bene la Vipavska Dolina, zona dall’enorme potenziale ancora inespresso, dove negli ultimi tempi si stanno concentrando le mire di molti nuovi investitori stranieri. La Brda stenta ancora un po’ a imporsi, ma volontà e impegno dei vignaioli sono molto forti.

Infine in tutto il territorio regionale sono sempre più marginali i vini rossi: offrono qualcosa di veramente buono solo i due comprensori storicamente più vocati della regione, quello di Buttrio e quello di Prepotto.

Scopri su Slowfood.it/slowine tutti i dettagli di tipologie, annate e zone di produzione e tutti i riconoscimenti che Slow Wine ha assegnato alle aziende friulane e slovene. 

Tutto su Slow Wine

Slow Wine è la guida completa al vino italiano, secondo Slow Food: le migliori cantine e le bottiglie più interessanti, selezionate da più di 200 collaboratori. La dodicesima edizione della Guida conta 1.958 cantine recensite; a ognuna è dedicata una scheda in tre parti: la prima racconta delle persone che lavorano e vivono in azienda, la seconda dei vigneti e delle modalità con cui vengono accuditi, la terza dei migliori vini prodotti (in elenco gerarchico di qualità) che si trovano in commercio. 

Ai migliori vini di ogni regione viene assegnato il riconoscimento di Top Wine. Tra questi troviamo i Vini Slow – che oltre ad avere una qualità eccellente condensano valori legati a territorio, storia e ambiente – e i Vini Quotidiani, alta qualità entro i 12 euro. Dopo la sospensione nell'edizione precedente, torna il massimo riconoscimento alle cantine più interessanti: la Chiocciola, che premia le aziende il cui lavoro ben interpreta i valori (organolettici, territoriali e ambientali) in sintonia con la filosofia di Slow Food. Seguono poi altri riconoscimenti quali la Bottiglia, ai produttori che esprimono un’ottima qualità per tutte le bottiglie presentate in degustazione, e la Moneta, alle realtà che esprimono un buon rapporto tra la qualità e il prezzo per tutte le bottiglie prodotte. 

Gli oltre 200 collaboratori, disseminati in tutte le regioni della penisola, assicurano una mappatura unica e un aggiornamento costante su quello che sta avvenendo nel mondo del vino italiano. Il contatto diretto con i vignaioli permette un racconto autentico e al passo con i tempi. Durante le visite, hanno 485 brevi filmati che potranno trasportare il lettore direttamente in vigna e in cantina, semplicemente inquadrando i QR code presenti ai piedi di ogni scheda. 

I numeri di Slow Wine 2022 

27.000 vini assaggiati durante le degustazioni • 1.958 cantine recensite • 218 cantine premiate con il simbolo della Chiocciola • 200 collaboratori • 188 cantine premiate con il simbolo della Bottiglia • 87 cantine premiate con il simbolo della Moneta 

750 Top Wine, di questi 354 sono anche Vino Slow e 196 Vino Quotidiano • 759 cantine che offrono lo sconto del 10% sull’acquisto di vino per chi si presenta in azienda con l'edizione cartacea della guida 

• 485 contributi video visualizzabili con un QR Code 


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