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Federmanager FVG: le pensioni
son un diritto irrinunciabile


È stata la sala riunioni “Open Innovation Factorty”, di Electrolux Italia, la sede del convegno “LA RIFORMA DELLE PENSIONI 2019. Riflessi sugli strumenti di flessibilità in uscita & aggiornamenti PREVINDAI”, che ha visto protagonisti alcuni dei massimi esperti sul tema: RITA COMANDINI (Responsabile Normativa Fondi Speciali INPS) e MARIA TERESA LUTERO (Responsabile Front Office Previndai), con il contributo di Daniele Damele (Presidente Federmanager Fvg) e Mario Cardoni (Direttore Generale Federmanager).

Dopo i saluti iniziali di Ruben Campagner (Responsabile Relazioni Industriali Electrolux), che ha voluto mettere in luce come la sala scelta per l’incontro sia stata uno dei primi capannoni da cui il Gruppo Zanussi ha iniziato a produrre lavatrici, negli anni ’50 – sede ora di un’incubatrice di start-up – è stato Daniele Damele a confermare l’importanza di mantenere viva e forte l’unione tra manager e imprenditori, con un particolare appello rivolto ai dirigenti in servizio: impegnarsi per la difesa delle pensioni, attuali e future, ben sottolineando il duplice aspetto del diritto alle pensioni e del dovere di concederle. 

Pensiero condiviso anche da Mario Cardoni, desideroso di sostenere uno sviluppo che non sia solo di impresa, ma che coinvolga capacità personali, confronto attivo, contesto. Infatti, persuaso a continuare a difendere chi ha pagato per anni molti contributi, venendo ora penalizzato con la manovra dei tagli alle “pensioni d’oro”, Cardoni ribadisce la necessità di garantire ordine e flessibilità nei meccanismi di accesso alle pensioni, sostenibilità e stabilità nel tempo, anche per ridare fiducia ai giovani. C’è bisogno, inoltre, di arrivare a separare previdenza da assistenza, perché il paese deve finalmente riprendere a crescere!

L’elemento centrale dell’incontro, dunque, ha riguardato le ultime novità concernenti le pensioni, in particolare ciò che riguarda “Quota 100”, che – ha voluto subito precisare la Dottoressa Comandini – non si tratta di una quota ma di un requisito. Invero, per poter accedere a questo nuovo tipo di pensione anticipata, si deve aver maturato almeno 38 anni di contributi e avere almeno 62 anni di età. Con questa misura non sono previste penalizzazioni, il calcolo viene eseguito sulla base della situazione assicurativa del singolo: la naturale disparità che si verrà a creare deriverà, semplicemente, dalla differente quantità di contributi pagati dal soggetto che andrà il pensione a 62 anni rispetto a quello che andrà a 70.

Altre importanti novità legate a questo argomento riguardano tre aspetti in particolare: la reintroduzione delle finestre, con una distinzione molto netta tra pubblico e privato (i lavoratori che entro il 31/12/18 hanno maturato i requisiti per quota 100 possono andare in pensione dal 01/04/19 se dipendono da un datore di lavoro privato, viceversa, il 01/08/19 se dipendenti di un datore di lavoro pubblico), la possibilità di applicare il cumulo, ad esclusione delle casse professionali, il principio di incumulabilità dei redditi di lavoro (pena la sospensione della pensione per l’anno in cui si colloca la prestazione. L’unico reddito compatibile è quello della prestazione occasionale). 

Modifiche e cambiamenti hanno toccato anche la pensione anticipata ordinaria. Per quanto riguarda il requisito di accesso – che pur rimanendo il medesimo, viene presentato come nuovo – si ha quello dei 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e di 41 anni e 10 mesi per le donne. Per entrambi i casi, non si può prescindere dai 35 anni di contributi “puri”, ovvero scevri da contribuzione per malattia (assenza senza retribuzione) e disoccupazione. Anche qui vengono reintrodotte delle finestre, che sono di tre mesi e non prevedono differenza tra pubblico e privato. Si ha possibilità di riprendere, poi, a lavorare. 

Da non dimenticare “opzione donna” (35 anni di contributi “puri” più una finestra di un anno per le dipendenti nate fino al 31/12/60 e di 18 mesi per le autonome nate fino al 31/12/59), “pax contributiva” (la facoltà di pagare un riscatto agevolato per coprire periodi scoperti da contribuzione, per chi è iscritto da gennaio ’96 in poi) e “riscatto di laurea” (per chi è iscritto anche prima del ’96, ma il periodo da riscattare si deve collocare nel contributivo).

Le novità esposte all’interno del convegno riguardano anche la Previdenza Complementare, come illustrato da Maria Teresa Lutero. Due sono gli aggiornamenti portanti messi in atto a partire dal 2018: la possibilità di iscrivere i familiari a carico e l’introduzione della R.I.T.A (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata). 

Per quanto riguarda il primo punto, la scelta è stata dettata dal voler costituire uno zainetto di previdenza complementare per coprire il reddito delle pensioni, con un’ottica di riguardo verso i giovani. La R.I.T.A., mira invece ad aiutare il dirigente che ha perso il lavoro in un’età che lo distanzia di 5 o 10 anni rispetto al pensionamento. Si tratta di un capitale frazionato che deriva dalla previdenza complementare, finisce all’età della pensione di vecchiaia e si configura come una prestazione pensionistica che anticipa la pensione vera e propria.

Ciò che risulta fondamentale, al di là che si tratti di pensioni o di previdenza complementare, è la necessità di richiedere una consulenza specifica presso le sedi FEDERMANAGER, INPS e PREVINDAI riguardo la propria situazione personale: poiché, una volta che la pensione è stata liquidata, la prestazione non può essere cambiata.


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