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Il 6,2% dei pacchetti di sigarette che si trovano nel mercato italiano non pagano le dovute imposte allo Stato, primato per il nord-est con Udine e Trieste


In Italia circa 6 pacchetti di sigarette su 100 risultano non contribuire alle imposte dello Stato provocando un danno causato dal mancato pagamento delle dovute accise e imposte. Questo il principale dato che emerge dalla ricerca Empty Pack Survey (EPS), commissionata da JTI e condotta da IPSOS che mira a fornire un’indicazione sull’incidenza del mercato illecito in Italia.

La ricerca EPS analizza i pacchetti di sigarette abbandonati per le strade italiane per verificare i prodotti non conformi e che dunque non contribuiscono al gettito erariale italiano. Nel Q3 del 2019, tra tutti i pacchetti abbandonati e raccolti, il 6,2% è risultato essere “non domestico” confermando un trend in crescita rispetto ai tre mesi precedenti dello stesso anno (4,9%).

In questa categoria rientrano le sigarette contraffatte, di contrabbando (dirottate dalla rete legale di vendita da organizzazioni criminali) e di marche definite illicit whites, cioè sigarette prodotte legalmente nel Paese di produzione, dove il consumo è minimo se non inesistente, ed esportate per essere vendute in modo illecito in altri paesi tra cui l’Italia senza il pagamento delle dovute accise e imposte. 

Guardando lo spaccato locale del traffico illecito in Italia, la zona del nord-est si colloca ai primi posti, con il primato di Udine e Trieste. A Udine, 4 mozziconi su 10 sono risultati illeciti (38,3%), percentuale invariata rispetto al precedente quarter, mentre a Trieste 3 su 10 (31%), in aumento rispetto all’ultima rilevazione che aveva registrato un valore del 17%.

La maggior concentrazione di prodotti illeciti è influenzata dalla collocazione geografica dell’area, strategico confine e porta di accesso con i traffici provenienti dall’Est Europa.

Il Napoletano si conferma altra zona sensibile, con Giugliano in Campania (25%), Napoli (22,4%), Pozzuoli (21,7%) e Torre del Greco (20,7%), zona storicamente influenzata dal ruolo della criminalità organizzata.

In misura minore ma comunque rilevante, si registrano numeri importanti di mercato illecito in Puglia (San Severo e Battipaglia, entrambe 13,3%) e ad Ancona provenienti principalmente dalla Grecia grazie anche ai collegamenti marittimi. Infine, nella zona nord-ovest della Sicilia si rilevano numeri superiori alla media nazionale a Trapani (6,7%) e a Palermo (7,2%). Tali percentuali sono confermate dalle numerose operazioni condotte dalle forze dell’ordine volte a contrastare l’afflusso di sigarette, provenienti principalmente dalla Tunisia, gestito da organizzazioni criminali internazionali attraverso l’utilizzo di imbarcazioni veloci che trasportano migranti insieme alle sigarette nonché attraverso l’utilizzo di pescherecchi. 

Un fenomeno, quello del commercio illecito di sigarette, che secondo le stime ufficiali della Commissione Europea[1] equivale a perdite erariali UE di circa 10 miliardi di euro. Anche i dati della Guardia di Finanza[2], pubblicati lo scorso giugno in occasione del 245esimo anniversario delle Fiamme Gialle, certificano un fenomeno illecito di grande impatto per la comunità e le entrate erariali: 335 tonnellate di tabacchi lavorati esteri sono state sequestrate dai reparti della Guardia di Finanza tra il gennaio del 2018 e il maggio del 2019. 

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