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La Gialla, la collana fondata da pordenonelegge
in veste di editore, torna in libreria


Con il sole delle giornate estive torna in libreria La Gialla, appuntamento fra i più attesi con la nuova scena poetica italiana che approda in libreria. E’ la collana fondata da pordenonelegge in veste di editore, impegnato insieme a Lietocolle nella valorizzazione delle voci emergenti della poesia: «sono opere sospese fra ricerca poetica e uso sapiente della tecnica – spiega Gian Mario Villalta, direttore artistico di pordenonelegge e curatore della collana con Michelangelo Camelliti, Augusto Pivanti e Roberto Cescon – Queste raccolte ci offriranno esordi o consolideranno voci poetiche già note, tutte sottese dalla comune intenzione di “dare credito alla poesia”. Le venti pubblicazioni finora proposte nei sei anni della Gialla hanno avuto grande attenzione dalla critica e hanno vinto importanti premi – prosegue Villalta - valorizzando alcuni talenti emergenti della poesia italiana dal 2014 ad oggi. I nuovi volumi usciranno anche in formato ebook, come i precedenti, e saranno presentate ufficialmente alla 20^ edizione della Festa del Libro con gli Autori, nella giornata di sabato 21 settembre». Info www.pordenonelegge.it 

Da giovedì 18 luglio ecco dunque l’uscita di 5 nuove pubblicazioni firmate da talenti della “meglio gioventù’” della poesia italiana:andiamo a conoscerli cominciando da Fabio Prestifilippo e il suoAbitare la traccia che percorre un mondo familiare: il pretesto per interrogarsi sulla propria storia, fatta di tradimenti e chiamate, scandita dai motivi ricorrenti di sangue, fantasmi, buio e luce. La linea del davanzale di Francesca Ippoliti è un esordio sorprendente non tanto per il coraggio di alternare con naturalezza versi e prosa, quanto per il modo di disporre i testi come scene da cui scaturisce un vissuto denso, e teso alla scoperta di sé e dell’altro. Anche nell’esordio di Francesca Santucci, La casa e fuori, massiccia è la presenza di una prosa levigata e andante: per capirsi è essenziale guardare con distrazione sembra volerci dire l’autrice. Spin 11/10 di Francesco Maria Tipaldi è qualcosa di unico nel panorama poetico italiano, con quella sua capacità di urtare, spiazzare, confondere il lettore fino al punto di creare nella sua mente un’irritazione, un disgusto che gli faccia chiedere a che punto le parole si giocano in ogni momento la loro ampia malafede in cambio di una raggiunta sublimazione. Infine Il machine learning e la notte stellata di Francesco Tripaldi dove un giocoliere esplora immagini e registri linguistici attinti da dimensioni parallele, creando un tono surreale, a partire dall’esperienza quotidiana e mediale.

Cinque autori di grande rilievo nel panorama nazionale e internazionale sono le firme della “Gialla Oro” 2019, in libreria dal 18 luglio: Kate Clanchy con La testa di Shakila, Maël Guesdon conVoire/Ovvero, Tiziana Cera Rosco con Corpo finale, Ivan Crico con L’antro siel del mondo, Paolo Maccari con I ferri corti e Giovanna Rosadini con Frammenti di felicità terrena. È la risposta alla richiesta di una partecipazione più ampia e condivisa. Là dove non osano i grandi editori, pordenonelegge si prende la responsabilità di puntare su una poesia che rinnova voce e tematiche della grande poesia straniera.

Kate Clachy, una delle poetesse britanniche più popolari e apprezzate dalla critica, dà vita a una poesia fresca e audace, ci parla di amore e desiderio, degli affetti familiari, della maternità. In questa antologia della sua opera poetica sono anche inclusi undici brani di prosa che raccontano la sua intensa esperienza di insegnante in una scuola multiculturale evocando la nostalgia di casa, la riflessione sulla religione, la paura della guerra, delle bombe, del terrorismo. L’opera del francese Maël Guesdon,Ovvero/Voire, sembra rifiutare qualsiasi stabilità del linguaggio: l’autore tenta di trovare nuovi modi di scrittura, invitandoci a percepire il mondo nella prospettiva di una continua reinvenzione. Corpo Finale di Tiziana Cera Rosco raccoglie le poesie degli ultimi dieci anni con una cronologia ribaltata dall’ultima poesia scritta fino alla prima, come a fornire la chiave d’accesso per tutti gli enigmi che la poesia porta con sè. L’antro siel del mondo di Ivan Crico mette insieme praticamente tutta la produzione poetica, dal 1989, di questo autore, che scrive principalmente in bisiàc e in tergestino. Il libro si completa con l’ampio saggio introduttivo di Giorgio Agamben e con un ricco apparato di note editoriali, al fine di fornire una esaustiva chiave d’accesso per questo importante autore dialettale. In quel suo vivido dialetto risuonano i temi della più feconda lirica novecentesca. Paolo Maccari con I ferri corti ripercorre la sua opera poetica, allestendo un’autoantologia che dà conto delle ragioni del suo lavoro e del suo sguardo sul mondo. Un oggetto-libro prezioso non solo per i tanti estimatori di questo poeta, ma anche per la varietà delle sue forme poetiche, tutte percorse nel segno di una grande sensibilità umana e culturale.

Giovanna Rosadini, infine, con Frammenti di felicità terrena, che raccoglie una scelta ragionata di liriche edite e inedite, ci offre anche una nota personale in cui ripercorre la sua esperienza della poesia, dal desiderio di scrivere al riconoscimento di un proprio percorso personale: la certezza della sua vera voce.


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