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Pordenonescrive 2022, viaggio al cuore
delle storie: parte la 13ª edizione


Cosa sarebbe il Gattopardo, senza una Sicilia così irredimibilmente decadente sullo sfondo? Come può il romanziere scavare negli “sguardi” più intimi e celati della sua narrazione, destreggiarsi nei dialoghi e gestire le voci dei propri personaggi, calibrare l’ingombrante oppure discreta “presenza” dell’io narrante, trovare nella dimensione reale quel “fantastico” capace di aggiungere emozione alla storia? Ci sono scelte che ogni scrittore affronta, mentre si misura con l’impostazione di un romanzo: ecco che dal primo febbraio al primo marzo 2022 arriva pordenonescrive 2022, l’edizione n.° 13 della Scuola di Scrittura promossa da Fondazione Pordenonelegge, intitolata “Viaggio al cuore delle storie”, come sempre affidata alla cura degli scrittori Alberto Garlini e Gian Mario Villalta.

«Per il secondo anno - spiega Alberto Garlini – pordenonescrive si svolgerà online, facendo tesoro di un’esperienza digitale nata in pandemia e che si apre a narratori di qualsiasi latitudine, ma che resta estremamente “tangibile” e operativa fra i partecipanti e i docenti, grazie a un’intensa attività di laboratori ed esercizi che fanno seguito alle lezioni frontali. Trattare la genesi e scrittura del romanzo permetterà di affrontare concretamente le questioni connesse ai meccanismi creativi e alla narrazione di una storia nella sua interezza».

Pordenonescrive 2022 prevede 18 ore di lezione su zoom (in orario 18.30/20.30), iscrizioni dal 30 novembre ed entro il 24 gennaio 2022 alla mail fondazione@pordenonelegge.it seguendo le indicazioni consultabili sul sito www.pordenonelegge.it

Info e dettagli tel 04341573100, https://www.pordenonelegge.it/
tuttolanno/scuola-di-scrittura/pordenonescrive-2022


Le lezioni si svolgeranno tutte attraverso la piattaforma zoom. I link verranno inviati agli iscritti a ridosso degli incontri.

LEZIONI D’AUTORE, INTEGRATE DAI LABORATORI.

Nadia Terranova approfondirà uno dei primi problemi che si trova ad affrontare un romanziere, un momento tecnico della scrittura: l’ambientazione del romanzo, vista non solo come spazio passivo di azione, ma soprattutto come spazio delle possibilità psicologiche e morali dei personaggi, dove si intrecciano le relazioni tra luoghi ed esistenza., la descrizione come colonna vertebrale della storia. Alberto Garlini si occuperà invece di “sguardi”, cioè della capacità di andare oltre i pregiudizi e le ideologie di un’epoca, mettendo a fuoco una figura di romanziere che dovrebbe occuparsi proprio di ciò che non si vede, di ciò che è nascosto, scrostando la narrazione da ogni forma di consolante autoappagamento. Loredana Lipperini racconterà come non solo il mondo reale si nutre naturalmente di dimensioni fantastiche, ma soprattutto come queste dimensioni siano una forma potente del nostro immaginario: immettere sguardi legati alla presenza del sovrasensibile può portare alla narrazione un potente valore aggiunto. Dei dialoghi e della narrazione scandita dalle voci dei personaggi parlerà Gian Mario Villalta esplorando le tecniche e le possibilità mimetiche dello stile che li migliorano e avvicinano il personaggio al suo parlato, dal secco dialogo hemingwayano allo scambio “filosofico”. Infine l’ultimo vincitore premio Strega, Emanuele Trevi, ci regalerà una lezione su una particolare modalità di rapportarsi alla letteratura che è molto vicina alla sua indole di scrittore, e che inoltre riscontra un grande successo: l’autofiction. Passando per l’officina dei suoi stessi romanzi, e analizzando altri grandi romanzieri contemporanei da Carrere a Modiano, Trevi si interrogherà sul fatto che dire io in una narrazione non è così semplice come sembra, implica infatti uno sguardo e una distanza, e un uso accorto dello stile per rendere vicini al lettore, ma anche alla nostra stessa esperienza, memoria e affetto.

PORDENONESCRIVE 2022, I DOCENTI

Alberto Garlini è nato a Parma nel 1969, abita da molti anni in Friuli. Ha pubblicato i romanzi Una timida santità (Sironi Editore 2002, Premio Vigevano), Fùtbol Bailado (Sironi 2004, Christian Bourgois Editeur 2008), Tutto il mondo ha voglia di ballare (Mondadori 2007, Gallimard 2018, Polis 2021), Venise est une fête (Christian Bourgois Editeur 2010), La legge dell’odio (Einaudi 2012, Gallimard 2014), Piani di vita (Marsilio 2015), Il fratello unico (Mondadori 2017), Il canto dell’ippopotamo (Mondadori 2019), Il fico di Betania (Aboca 2019) e Il sole senza ombra (Mondadori 2021).

Loredana Lipperini è scrittrice, saggista, giornalista e conduttrice per il programma radiofonico Fahrenheit. Il suo blog Lipperatura, attivo dal 2004, è un punto di riferimento per la discussione letteraria, culturale e politica. Con Bompiani ha pubblicato il romanzo L’arrivo di Saturno (2016), la raccolta di racconti Magia nera (2019), la nuova edizione del saggio Non è un paese per vecchie e il romanzo La notte si avvicina (2020).

Nadia Terranova (Messina, 1978) vive a Roma. Per Einaudi Stile Libero ha scritto i romanzi Gli anni al contrario (2015, vincitore di numerosi premi tra cui il Bagutta Opera Prima, il Brancati e l'americano The Bridge Book Award) e Addio fantasmi (2018, finalista al Premio Strega, e 2021). Ha pubblicato la raccolta di racconti Come una storia d’amore (Giulio Perrone Editore 2020) e ha scritto anche diversi libri per ragazzi, tra cui Bruno il bambino che imparò a volare (Orecchio Acerbo 2012), Casca il mondo (Mondadori 2016), Omero è stato qui (Bompiani 2019) e Aladino (Orecchio Acerbo 2020, illustrazioni di Lorenzo Mattotti). È tradotta in tutto il mondo. Collabora con «la Repubblica» e altre testate.

Emanuele Trevi è nato a Roma nel 1964. Collabora al «Corriere della Sera» e con «il manifesto». Per Ponte alle Grazie sono usciti Qualcosa di scritto (2012) e la nuova edizione di Musica distante (2012). Tra gli altri suoi libri si annoverano I cani del nulla (Einaudi, 2003), Senza verso. Un’estate a Roma (Laterza, 2004), Il libro della gioia perpetua (Rizzoli, 2010), Il popolo di legno (Einaudi Stile Libero 2015), Sogni e favole (Ponte alle Grazie 2019), Due vite (Neri Pozza 2021), vincitore della LXXV edizione del Premio Strega nel 2021.

Gian Mario Villalta è nato a Visinale di Pordenone nel 1959. Ha scritto in poesia: Vedere al buio (Sossella 2007), Vanità della mente (Specchio Mondadori 2011) con cui ha vinto il Premio Viareggio 2011, Telepatia (Lietocolle 2016) e Il scappamorte (Amos 2019). Di critica, ha scritto Il respiro e lo sguardo. Un racconto della poesia italiana contemporanea (Rizzoli 2005), ha curato l’Oscar Mondadori degli Scritti sulla Letteratura (2001) di Andrea Zanzotto e, con Stefano Dal Bianco, la pubblicazione del Meridiano Mondadori dedicato a Zanzotto. Ha pubblicato i romanzi Tuo figlio (Mondadori 2004), Vita della mia vita (Mondadori 2006, Gallimard 2008), Alla fine di un’infanzia felice )Mondadori 2013), Satyricon 2.0 (Mondadori 2014), Scuola di felicità (Mondadori 2016), Bestia da latte (SEM 2018) e L’olmo grande (Aboca 2019). Nel 2020 viene pubblicato L’apprendista (SEM) e nel 2021 il saggio La poesia, ancora? (Mimesis).


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