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Live MUSME con Fondazione Veronesi


Sono partite, nell'attuale situazione di emergenza dovuta alla diffusione del COVID-19, le visite guidate interattive proposte dal Museo di Storia della Medicina di Padova. Centinaia le scuole coinvolte in tutta Italia e un numero sempre crescente di richieste da parte dei singoli visitatori hanno convinto la direzione del MUSME a moltiplicare gli eventi. Si tratta di veri e propri tour in diretta dal Museo rivolti a studenti, amici, famiglie che possono incontrarsi virtualmente tramite Instagram e partecipare insieme a una visita condotta da una guida “reale”, alla scoperta del corpo umano. Un'esperienza interattiva e dinamica, che mette al centro il dialogo, grazie a grazie a quiz, indovinelli, giochi.

“Grazie dell’iniziativa, mia figlia si è divertita moltissimo”, racconta Luisa da Venezia. “Grazie, un’ora trascorsa in modo diverso e utile. Proponetene ancora, magari su un tema specifico”, riprende Giorgio da Bologna. Detto, fatto. Da oggi il MUSME propone un ricco palinsesto di esperienze, tra cui la visita alla mostra “Io vivo sano”, organizzata in collaborazione con Fondazione Umberto Veronesi, in diretta con la biologa nutrizionista Elena Dogliotti. E’ un’occasione speciale che offre l’opportunità di incontrare un esperto di Fondazione Umberto Veronesi ed avere informazioni sui benefici di una sana e corretta alimentazione, ancor più interessante in tempi in cui si trascorre molto tempo a casa.

Andando sul sito del Museo di Storia della Medicina di Padova, è possibile scegliere tra temi e interessi diversi: il LiveTour del Museo https://www.musme.it/livetour/, un giro tra apparati ed organi per scoprire tutto sul corpo umano; il Live Anatomy, tramite il quale approfondire, grazie ad una “dissezione virtuale”, le proprie conoscenze di anatomia https://www.musme.it/liveanatomy/; il Live “Io Vivo Sano” per bambini:, visite guidate alla mostra “Io vivo sano – Alimentazione e DNA” realizzata in collaborazione con Fondazione Veronesi, e la versione per adulti, che consente, al termine della guida, di porre domande ad un esperto nutrizionista ; e infine Live EsperiMUSME: i classici laboratori manuali per bambini, questa volta in diretta su Instagram https://www.musme.it/liveesperimusme/

“L’idea – spiega il Presidente della Fondazione MUSME, Francesco Peghin – nasce dalla necessità, in questo particolare momento storico, di offrire a tutti la possibilità di visitare il Museo, pur restando a casa, senza rinunciare al dialogo e all'interazione. Per questo abbiamo pensato di mettere a disposizione dei visitatori una guida reale che, in totale sicurezza, potrà rispondere alle domande, porne a sua volta, fornire spunti e approfondimenti. Si tratta di un’iniziativa che parte dal Museo di Storia della Medicina anche per dare un contributo concreto alla divulgazione di informazioni scientificamente corrette e precise, con un racconto divertente, ma rigoroso, della medicina”. 

Con LiveMUSME è possibile ripercorrere l'intero allestimento museale che si snoda lungo 3 piani e 8 spazi tematici (ciascuno dedicato a un organo o apparato), interfacciare alcune metodologie con la piattaforma di Instagram per mostrare ogni dettaglio delle varie postazioni digitali e potere essere guidati virtualmente da Galileo Galilei oppure ammirare in tutta la sua lunghezza di 8 metri il modello di corpo umano dell’Uomo vesaliano, simbolo del Museo, sul quale sono regolarmente proiettate lezioni, dissezioni anatomiche e altri esperimenti. I visitatori della diretta IG potranno sfogliare virtualmente preziosi libri antichi, vedersi riflessi su un magico specchio che svelerà gli organi, le ossa e i muscoli, auscultare cuore e polmoni e vedere al microscopio i principali agenti patogeni delle malattie oggi più note.

Per tutti i partecipanti alla diretta, infine, in regalo un biglietto omaggio con validità annuale per poter entrare al Museo e vederlo “realmente”.

Prenotazione obbligatoria a: https://www.musme.it/iorestoacasa-con-livemusme/ 
Costo: 8 euro per ogni esperienza.
Durata: 1ora
Sito: www.musme.it 

Per un piccolo tour del Museo, Clicca qui
https://www.youtube.com/watch?time_continue=
7&v=XH3MKkuqJlk&feature=emb_title

IL MUSEO DOV'E' VIETATO NON TOCCARE!

Il MUSME è un Museo di nuova generazione, nato nel 2015, che racconta lo straordinario percorso della Medicina con particolare attenzione alla Scuola medica padovana. Ospitato nel quattrocentesco palazzo sede del primo "hospitale" padovano, l’ospedale di San Francesco Grande, dove, nella seconda metà del '500 per la prima volta è stata aperta la strada al moderno approccio didattico in Medicina, l'innovativo allestimento rivoluziona il concetto stesso di “museo scientifico”, coniugando storia e tecnologia.

Il percorso, vero e proprio viaggio alla scoperta del corpo umano, si snoda lungo tre piani e 8 spazi tematici dedicati ognuno ad un organo/apparato. Ai reperti antichi si affiancano exhibit interattivi, video e giochi multimediali, per garantire un’esperienza sensoriale a 360 gradi. Ogni sala è introdotta, attraverso una porta virtuale, dall'ologramma di un protagonista della Scienza padovana del passato. 

La prima sala è incentrata sulla storia dell'edificio con la guida di Sibilia de’ Cetto – nobildonna padovana che ha progettato nel 1414 l’ospedale. La seconda sala si concentra sull’Università di Padova e la sua centralità nella Rivoluzione Scientifica, illustrata dall'ologramma di Galileo Galilei.

Ai piani superiori si incontrano quattro spazi dedicati ai grandi quesiti della Medicina relativamente al Corpo Umano: - Come è fatto? Sala di Anatomia, - Come funziona? Sala di Fisiologia, - Come si ammala? Sala di Patologia, - Come si cura? Sala di Terapia.

Percorse le sei sale, si entra nello stupefacente Teatro Anatomico Vesaliano, un grande salone in cui Anatomia e Fisiologia vengono illustrate – grazie a proiezioni mappate – da un modello di corpo umano lungo 8 metri, che parla al pubblico e sembra un gigante vivo: l’omone del MUSME, come ormai lo chiamano i bambini in visita.

Dal 2018 il Museo si è arricchito di una speciale nicchia, intitolata “Sport, Tecnologìa e Disabilità”. Per la prima volta tre meravigliosi campioni, Martina Caironi, Bebe Vio e Alex Zanardi, hanno deciso di “esporsi” in un museo italiano, mettendo a disposizione le protesi e i supporti con cui hanno vinto gare di livello mondiale. Accanto ai tre oggetti-simboli, le video testimonianze in cui i protagonisti raccontano la loro storia.

COS’È IL MUSME?
La medicina come non l’hai mai vista prima


Il MUSME è un Museo di nuova generazione che racconta lo straordinario percorso della Medicina da disciplina antica a scienza moderna, con particolare attenzione alla storia della Scuola medica padovana.

In equilibrio tra passato e futuro, il MUSME rivoluziona il concetto stesso di “museo scientifico”, coniugando storia e tecnologia. 

Il modernissimo allestimento, con postazioni interattive e multimediali, è ospitato infatti nel palazzo quattrocentesco sede del primo "hospitale" padovano, l’ospedale di San Francesco Grande, costruito nel 1414 dai coniugi Sibilia de’ Cetto e Baldo da Piombino, dove, nella seconda metà del 500 per la prima volta gli studenti di Medicina iniziarono a imparare la pratica clinica direttamente al letto dei malati, aprendo la strada al moderno approccio didattico in Medicina.

Incrocio tra una tradizionale collezione di reperti e un moderno Science Centre – costantemente aggiornato in campo medico grazie all’apporto dell’Università di Padova– propone un percorso espositivo che si adatta al visitatore, dalla narrazione divertente per i più piccoli all’approfondimento per gli studiosi, con un unico motto per tutti: VIETATO NON TOCCARE!

Il MUSME pone il corpo umano al centro di un percorso storico e scientifico, che si snoda lungo tre piani, e 8 spazi tematici dedicati ognuno ad un organo/apparato. La collezione può vantare oltre 300 pezzi, provenienti dalle più importanti istituzioni cittadine e da privati, 30 pc, 24 proiettori, 32 sensori, 28 monitor. Ai reperti antichi si affiancano exhibit interattivi, video e giochi multimediali, per garantire un’esperienza sensoriale a 360 gradi.

Lungo il percorso il visitatore si imbatte in sette grandi porte virtuali dotate di un concretissimo batacchio metallico. “TOC TOC” e il portone si apre, facendo comparire un protagonista della Scienza padovana del passato che, presentandosi, affronta gli argomenti cruciali della sala che gli è “affidata. Di sala in sala, di portone in portone, la narrazione si dipana in modo rigoroso ma anche divertente, componendo il grandioso racconto della Scuola medica padovana.

La prima sala, a piano terra, è dedicata alla storia dell’ex Ospedale di San Francesco Grande. Dal suo portone virtuale, Sibilia de’ Cetto –nobildonna padovana che progetta l’ospedale, insieme al marito Baldo Bonafari, la prima donna amministratrice delegata di un’azienda ospedaliera ante litteram– racconta le motivazioni e le peculiarità dell’intero complesso, ben descritto da un plastico con proiezioni mappate, mentre Giovanni Battista Da Monte spiega l’importanza di introdurre la pratica anatomica e la pratica clinica nell’insegnamento universitario della Medicina.Sempre a piano terra, la seconda sala è dedicata all’Università di Padova e alla sua centralità nella Rivoluzione Scientifica, illustrata proprio da Galileo Galilei. Una proiezione sul soffitto narra la stretta relazione tra Astrologia e Medicina antica, mentre dei touch-screen presentano biografie e opere dei medici illustri che nei secoli hanno trovato nell’Ateneo patavino il luogo ideale in cui lavorare.

Ai piani superiori si incontrano quattro sale dedicate alla nascita e allo sviluppo delle scienze mediche moderne, cherispondono ai grandi quesiti che la Medicina si è posta, nei secoli, relativamente al Corpo Umano: -Come è fatto? Sala di Anatomia, - Come funziona? Sala di Fisiologia, - Come si ammala? Sala di Patologia, - Come si cura? Sala di Terapia.

Tra le attrazioni, il visitatore potrà sfogliare virtualmente preziosi libri antichi, normalmente inaccessibili al pubblico, oppure vedersi riflesso su un magico specchio che svelerà gli organi, le ossa e i muscoli; o ancora auscultare cuore e polmoni e vedere al microscopio i principali agenti 

patogeni causa delle malattie oggi più note. Giochi a diversi livelli di difficoltà insegnano la corretta anatomia del corpo umano, il lessico medico, l’associazione tra patologie e agenti patogeni. Un tavolo settorio virtuale permette di effettuare dissezioni anatomiche secondo le indicazioni di Vesalio. Pannelli interattivi con domande e risposte incoraggiano il visitatore a ragionare sui temi affrontati, sia in termini di conoscenze storico-scientifiche sia in riferimento alla propria salute. E alcune postazioni con disegni animati esplicativi permettono di misurarsi la pressione e altri parametri fisiologici a scopo didattico. 

Percorse le sei sale, si entra nello stupefacente Teatro Anatomico Vesaliano, grande salone in cui Anatomia e Fisiologia vengono illustrate – grazie a perfette proiezioni mappate – da un modello di corpo umano lungo 8 metri, il grande uomo Vesaliano, su cui è possibile assistere ad innovative lezioni di anatomia.

CURIOSITÀ DEL PERCORSO ESPOSITIVO

Nell’affascinante itinerario all’interno dei progressi della storia della medicina si parte con il ritratto di Andrea Vesalio, autore nel 1543 del De humanicorporisfabrica, l’ “atlante” illustrato del corpo umano, nel quale l’anatomia diventa per la prima volta un’attività osservativa sistematica e verificabile attraverso le illustrazioni. Solo grazie a lui l’anatomia umana comincia ad essere raffigurata correttamente, dopo averla osservata in modo diretto. 

Dalle illustrazioni di Vesalio alle ottocentesche tavole anatomiche “pop up” del medico-architetto Gustave Witkowski la riproduzione del corpo umano a fini didattici diviene un viaggio nella storia della tradizione medica e culturale: utilizzati per l’insegnamento dell’anatomia, gli antichi “pop up” sono illustrazioni contenute in diversi atlanti, ritagliate in modo tale da assumere forma tridimensionale quando le pagine del libro vengono sfogliate; gli atlanti risultano in tal senso “scomponibili” con diversi organi e sistemi umani, magnificamente rappresentati. 

Dalla rappresentazione alla realtà il passo è breve al MUSME: accanto ai libri cartacei e digitali, che illustrano i progressi scientifici attraverso vere e proprie opere d’arte, sono esposti reperti reali e unici, come i crani frenologici, oggetti di studio ritenuti un tempo utili per dedurre la personalità e le caratteristiche psicologiche di un individuo. Secondo la frenologia nella struttura del cranio è racchiusa la nostra personalità. Fondata nell’ ‘800 da Franz Joseph Gall e ripresa da Filippo Lussana, professore di Fisiologia all’Università di Padova dal 1866 al 1889, la teoria, sebbene priva di un fondamento scientifico, è stata considerata precorritrice della neuropsicologia e delle neuroscienze cognitive, tanto da influenzare, com’è noto, uno dei padri dell’antropologia criminale, Cesare Lombroso. 

Insieme ai crani frenologici sono esposte anche altre parti del corpo, come mani e piedi, ossia i reperti anatomici tannizzati, di Lodovico Brunetti (1813-1899), fautore del Museo di Anatomia Patologica di Padova e iniziatore di una nuova metodica di conservazione dei corpi: la tannizzazione, consistente nell'iniettare nelle arterie acqua per lavare il letto vascolare, etere solforico per rimuovere i lipidi, una soluzione di acido tannico per tannizzare, aria compressa asciutta e calda per prosciugare i tessuti. 

Dalle membra si passa poi alle iperrealistiche cere anatomiche. Già nel ‘600 la cera permette, infatti, di “riprodurre” i primi organi, perfette repliche di quelli reali. Il grande lavoro dei modellatori oggi è sostituito dalle immagini a tre dimensioni che si ottengono da ecografie, risonanza magnetica e TAC. 

Il percorso espositivo prosegue con un’importante sezione riservata al primo trapianto di cuore eseguito in Italia, a Padova, il 14 novembre 1985 dall'equipe del professor Vincenzo Gallucci. Al MUSME si trova il cuore di Ilario Lazzari, ossia il modello espiantato e rigenerato del primo cuore artificiale impiantato in Italia. Il dispositivo TAH (Total ArtificialHeart) da 70 cc ha un peso paragonabile a quello del cuore biologico di un maschio adulto (300 g) e sostituisce definitivamente il cuore biologico malato, evitando la ricerca di un donatore.


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