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Mittelfest 2017: una grande produzione sull'Europa
con tutti gli enti teatrali del FVG
per l'apertura della 26ª edizione


Aria come bene comune da salvaguardare, da un lato, e mobilità delle genti dell’altro. Elemento naturale da tutelare ma anche figura dell’immaginario: nell’aria si muovono i suoni, le parole ma, simbolicamente, anche i sogni, gli afflati, le utopie dei popoli e delle persone.

La 26.ma edizione di Mittelfest, in programma a Cividale del Friuli tra il 15 e il 23 luglio prossimi, chiude proprio sul tema dell’Aria la trilogia degli elementi che hanno fatto da suggestione tematica a queste ultime edizioni, a cominciare da una dedica all’Acqua nel 2015 e un omaggio ai diversi volti della Terra nella passata edizione. Questo terzo, e conclusivo tassello della trilogia ideata dal direttore artistico Franco Calabretto non solo accende i riflettori sul tema di questa edizione, ma riprende un’inesausta riflessione sui destini dell’Europa coinvolgendo, per la prima volta contemporaneamente, tutti i principali teatri regionali di produzione che, proprio nei giorni scorsi, hanno sottoscritto con il festival di Cividale un protocollo d’intesa che li impegna a portare avanti nel tempo una collaborazione in campo teatrale, coreutico e musicale.

Il sogno europeo collettivo delle ultime generazioni, l’aspirazione ad una comune identità così come il fallimento di un’Europa realmente unita nella politica e nelle genti, le guerre che l’hanno lambita e attraversata, così come la difficile gestione delle recenti migrazioni di massa saranno al centro di un grande evento multidisciplinare tra musica, teatro e danza ideato, prodotto e realizzato da Mittelfest, Teatro Stabile FVGil Rossetti, Slovensko stalno gledališče - Teatro Stabile Sloveno, ArtistiAssociati di Gorizia, La Contrada Teatro Stabile di Trieste, Css Teatro Stabile di Innovazione del Friuli Venezia Giulia.

Sabato 15 luglio, Mittelfest sarà il palcoscenico ideale per raccontare questi ultimi 25 anni d’Europa in uno spettacolo a “stazioni” dal titolo EU Europa Utopia, allestito nel complesso di San Francesco, tra il consueto spazio indoor della Chiesa, la sua corte esterna - spesso sede degli spettacoli di danza - e gli spazi ai piani superiori. Momenti spettacolari formati da brevi performance che saranno ripetute più volte per consentire al pubblico di muoversi liberamente tra gli spazi allestiti e assistere a tutte le esibizioni, partecipando attivamente ad un intenso momento di spettacolo dal vivo che richiama, per temi e modalità di fruizione itinerante, la più antica e, insieme, viva tradizione del festival della Mitteleuropa.

«È davvero una grande soddisfazione per me aver riunito intorno ad un unico tavolo di lavoro i più importanti enti teatrali di produzione presenti in regione e sostenuti dal Ministero (FUS)», spiega il direttore artistico Franco Calabretto, «e sono particolarmente grato ai cinque direttori artistici che hanno subito aderito con entusiasmo a questo mio invito».

«Mittelfest offre così il suo prestigioso palcoscenico ad un progetto “corale”, frutto di una collaborazione su un piano paritario allo stesso tempo artistica ed istituzionale, in cui emerge la volontà del festival di fare rete: non solo per ottimizzare costi e servizi, come la politica chiede, ma soprattutto per valorizzare la creatività di queste eccellenze territoriali, ognuna con peculiarità proprie, su un tema preciso che Mittelfest ha dato loro».

«Lo spettacolo frutto di questa collaborazione, che aprirà la 26.ma edizione, introduce un importante fil-rouge accanto al tema portante dell’Aria, ovvero una disincantata quanto necessaria riflessione sul destino dell’Europa, l'ideale che per noi tutti è stato, le delusioni e i fallimenti che in questi ultimi anni ci ha purtroppo regalato; quel sogno sul quale è stato concepito lo stesso festival di Cividale, ma che oggi come non mai è messo in discussione.

EU, non più Europa Unita, ma “Europa Utopia”, è significativamente il titolo dello spettacolo e, come dicevo, di un percorso che percorre trasversalmente le proposte teatrali di quest’anno», conclude Calabretto.


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