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Alla biblioteca di Pordenone la prima presentazione
nel Nordest de "Il libro degli addii" di Izet Sarajlic

Martedì 30 gennaio a cura dell’associazione Thesis. Prefazione di Erri Deluca

“Durante l’accerchiamento di Sarajevo, Izet Sarajlic nella sua casa ha resistito agli inverni balcanici bruciando libri nella stufa e scrivendo poesie. Insieme alla compagna della vita, Mikica, ha estratto da lì calore e calorie di resistenza”. (ERRI DE LUCA)

Izet Sarajlić è stato è stato uno dei maggiori protagonisti della poesia europea del secondo Novecento, il cantore della Sarajevo città martire dalla quale si è rifiutato di fuggire. Nella guerra ha perso le sorelle Nina e Raza, e subito dopo la guerra, la moglie, provata dagli stenti e dalle ristrettezze. Di famiglia musulmana, membro del “Circolo 99” di Sarajevo, sposato con una cattolica, con un genero di religione ortodossa, ha lottato fino alla morte, avvenuta nel 2002, per il mantenimento di quella cultura laica della pluralità e della convivenza, che è l’eredità storica della Bosnia-Erzegovina.

Il “Libro degli addii”, suo testamento poetico, scritto durante l’assedio di Sarajevo, racconta di un congedo dal suo mondo di cose, affetti e persone che è andato perduto per sempre. In mezzo e dopo la distruzione del suo mondo il poeta avverte la necessità, tutta interiore, di scrivere queste poesie, perché dopo la violenza non prevalga l’oblio e la memoria non possa essere spazzata via”. Pubblicato meno di un mese fa da Multimedia Edizioni, con la prefazione di Erri De Luca (che con Sarajlić intrattenne un carteggio, pubblicato nel 2007 con il titolo “Lettere fraterne”) arriva a Pordenone per la sua prima presentazione nel Nordest, in programma martedì 30 gennaio, alle 18, nella biblioteca di Pordenone, su iniziativa dell’associazione Thesis.

Interverranno Sinan Gudžević, serbo, poeta, linguista, italianista e traduttore che ha pubblicato diverse raccolte di versi tra cui Epigrammi Romani e Sergio Iagulli, editore e operatore culturale, che dopo aver maturato esperienze di direzione di varie riviste ha fondato con Raffaella Marzano la casa editrice Multimedia Edizioni e poi la Casa della Poesia di Baronissi/Salerno. 

Nel corso dell'incontro sarà proiettato il video “Izet Sarajlić, Sarajevo, febbraio 1994”, lettera a voce dalla Sarajevo assediata, di Marina e Andreas Achembach.

“Sarajlić – scrive Erri De Luca - fu visitato in casa da due guerre. Una gli portò via il fratello maggiore, l'adorato Eso, fucilato dalle camicie nere italiane, che occupavano la Jugoslavia al seguito delle truppe naziste. La seconda guerra, degli anni Novanta, gli portò via due sorelle. [..] Chi è sopravvissuto nel 1900 si è trasformato in facchino, portatore su di sé delle vite falciate intorno a lui. Durante l’accerchiamento di Sarajevo, Izet Sarajlic nella sua casa ha resistito agli inverni balcanici bruciando libri nella stufa e scrivendo poesie. Insieme alla compagna della vita, Mikica, ha estratto da lì calore e calorie di resistenza”.

IZET SARAJLIĆ
nato a Doboj nel 1930 è considerato uno dei grandi protagonisti della poesia europea del secondo Novecento. Laureato in Lettere all’ Università di Sarajevo,inizia a scrivere nel primo dopoguerra. Nel 1954, fonda il Gruppo 54 che dà inizio alle nuove correnti di poesia in Bosnia Erzegovina. E’ autore di una trentina di raccolte poetiche, alcune delle quali pubblicate anche in Italia: Qualcuno ha suonato (2001 e 2009), Il Libro degli addii (1996 e 2017), 30 Febbraio (1999), Un’altra volta saprei (2004). Nel nostro paese ha pubblicato inoltre la raccolta Chi ha fatto il turno di notte (2012) e il carteggio con Erri De Luca Lettere fraterne (2007). Grande conoscitore e traduttore della poesia russa, è stato a sua volta tradotto in numerose lingue. Fino alla morte avvenuta nel 2002, ha sempre lottato per il mantenimento della cultura laica, della pluralità e della convivenza.


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