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Ritornano a Lignano gli
"Incontri con l’autore e con il vino"


Lignano palcoscenico privilegiato per conoscere da vicino gli autori di cui si assaporano le pagine sotto l’ombrellone: dal 15 giugno al 7 settembre, tornano gli “Incontri con l’autore e con il vino”, promossi dall’Associazione Lignano nel terzo Millennio e con la cura artistica dello scrittore Alberto Garlini. Ogni giovedì – più un fuori programma mercoledì 26 luglio – dalle 18.30 al PalaPineta nel Parco del Mare, appuntamento con alcuni dei maggiori protagonisti della scena letteraria nazionale: Tullio Avoledo, Luca Barbareschi, Mauro Corona e Luigi Maieron, Enos Costantini, Enea Fabris, Marcello Fois, Enrico Galiano, Federica Manzon, Michela Marzano, Piero Melati, Nino Migliori, Anna Migotto e Stefania Miretti, Gian Mario Villalta,Federico Zampaglione e Giacomo Gensini.

Le presentazioni dei libri, come sempre, saranno accompagnate da altrettanti grandi vini del territorio, raccontati dal tecnologo alimentare Giovanni Munisso. Si avvicenderanno di volta in volta, le aziende Casa di Legno, Rodaro Paolo Winery, Bracco, Scubla, Colutta, Piera Martellozzo, Le Due Torri, Subida di Monte, Principi di Porcia, Modeano, Milic, Conte d’Attimis Maniago, Vini de Lorenzi e Cà Bolani. Le serate poi proseguiranno con le cene e le degustazioni assieme agli autori in alcuni ristoranti di Lignano.

Il via giovedì 15 giugno alle 18.30 al Kursaal, con il vincitore del Premio Hemingway 2017 nella sezione fotografia Nino Migliori. In dialogo con Italo Zannier, Migliori racconta Lumen (Quinlan), nel quale ha sintetizzato e assemblato una recente ricerca di visualizzazione, esplorando antichi “paesaggi” architettonici arricchiti da complesse presenze scultoree, attraverso un’originale lettura fotografica “a lume di candela” che focalizza i dettagli prospettici, emergenti dalle sculture del “Compianto sul Cristo Morto” di Nicola dell’Arca, in Santa Maria della Vita a Bologna.

Il secondo appuntamento degli Incontri, giovedì 22 giugno, alle 18.30 nell’usuale location del Palapineta nel Parco del Mare, la presentazione del libro “Lignano: ti racconto” (La Nuova Base Editore), che raccoglie i racconti brevi ambientati nella città balneare frutto dell'estro narrativo dei partecipanti al corso di scrittura creativa nel 2016 organizzato dall'Associazione Lignano nel Terzo Millennio e curati da Alberto Garlini.

Seguirà la presentazione dell’ultimo libro di Enea Fabris“Un tuffo nel passato”, una raccolta di aneddoti che partono dalla sua giovinezza trascorsa a Ronchis per arrivare, nella seconda parte del libro, a Lignano, dove l’autore si è trasferito.

Giovedì 29 giugno Anna Migotto e Stefania Miretti presentano “Non aspettarmi vivo” (Einaudi Stile libero), il libro scritto a quattro mani, pieno di inedite testimonianze, che parla della banalità dell'orrore delle giovani leve jihadiste. Dopo anni di lavoro sul campo, le due giornaliste italiane restituiscono per la prima volta le voci di una generazione «pericolosamente in bilico tra Europa e Califfato».

Il mese di luglio è aperto da Federica Manzon, che giovedì 6 svela le pagine del suo ultimo lavoro, “La nostalgia degli altri” (Feltrinelli). Il romanzo sente con rarissima precisione la contemporaneità, ma è prima di tutto una storia sulla fatica di capirsi quando ci si ama, o quando l’amore è solo una storia ben raccontata.

Lizzie è volubile, egoista e piena di fascino, una dittatrice nata, circondata da una fama temeraria fin dall’adolescenza. Adrian è timido, maldestro, incapace di fare una mossa audace, eppure animato da desideri pericolosi. I due si incontrano all’Acquario: una grande industria dell’intrattenimento, un luogo dove si trasformano sentimenti e sogni in mondi digitali. Non si frequentano, ma ogni notte si scrivono. Un guaio per due persone convinte che a raccontare bene una storia la si possa rendere reale. E quanto più i corpi si sottraggono e il contatto virtuale dilaga, tanto più cresce il loro innamoramento. Ma chi è davvero Adrian? Un amante dedito o un tiranno crudele? Una persona in carne e ossa o un fake da social network? E soprattutto, cosa sa Lizzie di lui? Perché non si spaventa quando inizia ad accorgersi che tutto ciò che Adrian ha raccontato di sé manca di coerenza?

Sullo sfondo, una Milano vivida nei suoi tic, le terrazze, gli arrampicatori, l’alcol e le droghe, le notti, e per contro una Trieste selvaggia e poetica da cui si può solo andare via. Milano è ambizione, Trieste è sentimento. Adrian e Lizzie diventano, pagina dopo pagina, personaggi da cui non vorremmo separarci mai. Immersi fino all’osso e malgrado se stessi nella storia del loro amore, nello struggimento per tutto quello che non potrà mai essere, nella nostalgia per un tempo magnifico che è da subito perduto e per sempre rimpianto.

Federica Manzon costruisce un racconto limpido e coinvolgente sull’identità e la necessità di nasconderla, sul nostro presente dove la verità sta sempre dietro uno schermo e l’autenticità appare una questione fuori moda, ma anche sulle nostre infanzie e i giochi dimenticati, sulle regole dell’attrazione. 

Ci sono poi storie capaci di toccare le emozioni più profonde:“Eppure cadiamo felici” (Grazanti) è una di quelle. Il 13 luglio, sempre alle 18.30 al Palapineta, l’autore Enrico Galiano – l’insegnante di lettere nominato nella lista dei migliori cento professori d’Italia, un vero fenomeno della rete che ogni giorno con i suoi post su Facebook e i suoi video raggiunge milioni di visualizzazioni – racconta il suo romanzo su quel momento in cui il mondo ti sembra un nemico, ma basta appoggiare la testa su una spalla pronta a sorreggere, perché le emozioni non facciano più paura.

Giovedì 20 luglio agli incontri con l’autore e con il vino Piero Melati e il suo “Giorni di mafia” (Laterza), dove racconta i cento giorni che hanno cambiato per sempre il volto della Sicilia e dell’Italia intera, dalla strage di Portella della Ginestra fino alla morte di Bernardo Provenzano. Tutta la nostra storia repubblicana può essere letta anche attraverso la chiave dei fatti di mafia perché molti dei nodi irrisolti dell’attualità italiana trovano lì la loro radice.

Mercoledì 26 luglio, alle 18.30 un fuori programma al Kursaal: “Cercando segnali d’amore nell’universo” (Mondadori). Senza negare né rinnegare nulla, Luca Barbareschi – con la "spudoratezza" di sempre – si racconta. Che lettori va cercando questo libro che cerca segnali d'amore nell'universo? Coloro che vogliono conoscere tutto di uno dei più grandi attori italiani? Anche, certo. Ma più ancora chi, di questo personaggio che non si può dire si sia negato alle cronache lungo gli ultimi quarant'anni, pensa di sapere già tutto. Perché ogni pagina, ogni riga, ogni parola risulterà una scoperta. Luca Barbareschi cerca segnali. D'amore. In una autonarrazione ironica, divertente, piena di energia. Di ciò che ha vissuto come uomo, come attore, come manager culturale, ci dice per la prima volta le motivazioni profonde. E come la ricerca di ciò che sta dietro l'apparenza si sia trasformata via via in cammino spirituale, un cammino che unisce ebraismo e neuroscienze, trasgressione e restituzione, rabbia e amore. Il "pirata" Barbareschi all'assalto non più dei velieri nemici ma di se stesso.

E il giorno successivo, giovedì 27 luglio gli Incontri si spostano al Tenda Bar alle 18.30 con “L’amore che mi resta” (Einaudi Stile libero), di Michela Marzano, un commovente romanzo sulla maternità. Affondando il bisturi nel dolore assoluto, trova le parole esatte per nominarlo. Ci racconta che siamo nudi, vulnerabili. Eppure, quando smettiamo di chiedergli salvezza, l'amore ci salva. La sera in cui Giada si ammazza, Daria precipita in una sofferenza che nutre con devozione religiosa, perché è tutto ciò che le resta della figlia. Una sofferenza che la letteratura non deve aver paura di affrontare. Per questo siamo disposti a seguire Daria nel suo buio, dove neanche il marito e l'altro figlio riescono ad aiutarla; davanti allo scandalo di una simile perdita, ricominciare a vivere sembra un sacrilegio. Daria si barrica dietro i ricordi: quando non riusciva ad avere bambini e ne voleva uno a ogni costo, quando finalmente ha adottato Giada e il mondo «si è aggiustato», quando credeva di essere una mamma perfetta e che l'amore curasse ogni ferita. Con il calore avvolgente di una melodia, Michela Marzano dà voce a una madre e al suo struggente de profundis. Scavando nella verità delle relazioni umane, parla di tutti noi. Del nostro desiderio di essere accolti e capiti, della paura di essere abbandonati, del nostro ostinato bisogno di amore, perché «senza amore si è morti, prima ancora di morire».

Il 3 agosto si torna al Palapineta con Gian Mario Villalta e la sua “Scuola di felicità” (Mondadori). Un romanzo di formazione, in cui ad affrontare un processo di profondo cambiamento non sono solo gli adolescenti, ma anche il loro insegnante, che alla fine di un anno scolastico che ricorderà per tutta la vita ritroverà, forse, un senso nel proprio, preziosissimo, lavoro. 

Il connubio perfetto tra autori e vino è segnato il 10 agosto da Enos Costantini e “Ribolla story” (Forum Editore). Vini e vitigni che hanno sfidato i secoli: l’ampia diffusione di vini chiamati Ribolla emerge da tanti documenti che il medioevo ci ha consegnato. Alcuni vitigni, grazie al prestigio ispirato dal vino, ne hanno assunto il nome e i migliori fra di essi sono ancora produttivi. I vini Ribolla si sono evoluti passando dai filtrati dolci, a quelli fermi e a quelli spumantizzati, che hanno messo recentemente in nuova luce il vitigno Ribolla gialla coltivato in Friuli.

A cavallo di Ferragosto, come da tradizione, l’appuntamento della rassegna estiva di Lignano è caratterizzato dalla presenza di Mauro Corona. Giovedì 17 agosto, dunque, alle 18.30 al Palapineta, lo scrittore di Erto presenta assieme a Luigi Maieron il loro romanzo “Quasi niente” (Chiarelettere). Questo libro ha un precedente nella voce. Nasce dall’incontro tra due grandi amici che, in una conversazione appassionata e godibilissima, alternano delicatamente storie, aneddoti, riflessioni e citazioni regalandoci un piccolo e prezioso gioiello. Una filosofia minima e pratica che al linguaggio gridato preferisce l’arte di sussurrare, in cui l’etica del fare ha sempre la meglio sull’estetica dell’apparire. Una filosofia che proviene da un passato rievocato senza nostalgie. Quasi niente è l’ultima traccia di un mondo ben diverso da quello in cui viviamo oggi. Un mondo duro, feroce, ma che ha ancora molto da insegnarci. 

“Del dirsi addio” (Einaudi) è il nuovo romanzo di Marcello Fois: un noir al calor bianco, tesissimo ma continuamente franto, interrotto dalla vita e dai pensieri di chi la sta vivendo, incentrato sui sentimenti e sulla capacità di riconoscerne la voce piú autentica. Lo presenta l’autore il 24 agosto, sempre alle 18.30 al Palapineta.

Giovedì 31 agosto penultimo appuntamento con Federico Zampaglione e Giacomo Gensini e “Dove tutto è a metà” (Mondadori). Coniugando talenti e temperamenti in una jam session inattesa e sorprendente, i due autori danno vita a un romanzo fresco, generoso e pieno di ritmo, che racconta l'amicizia, i sogni e le passioni di donne e uomini di generazioni diverse, disperatamente, come tutti, alla ricerca della felicità.

Gran finale degli “Incontri con l’autore e con il vino” giovedì 7 settembre: Tullio Avoledo presenta “Chiedi alla luce” (Marsilio) dove, come sempre nei suoi romanzi, tutti i mondi inventati sono terribilmente reali.

Incontri con l’autore e con il vino 2017. A Lignano Pineta dal 15 giugno al 7 settembre, ore 18.30 Palapineta.

Ingresso libero, info: http://www.lignanonelterzomillennio.it 


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