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Parole O_Stili: gay, migranti ed ebrei le categorie
più colpite da odio e violenza online


Venerdì 8 e sabato 9 maggio, partirà la diretta streaming della quarta edizione di Parole O_Stili che quest’anno sarà dedicata al secondo principio del Manifesto, Si è ciò che si comunica e si svolgerà sotto i riflettori dell’attuale emergenza coronavirus.

Il secondo principio recita: “Si è ciò che si comunica”, soprattutto sui social, che per il 74% delle persone sono un vero e proprio megafono di linguaggi violenti pregressi, percezione in crescita soprattutto tra i millennials (+8%). Secondo rilevazioni SWG, odio e falsità fanno parte del nuovo modo di comunicare per l’80% degli intervistati, dato in crescita del 14% rispetto al 2018. Il 63% ritiene che i giovani si abitueranno a usare toni offensivi e solo il 22% pensa che le giovani generazioni riusciranno a scegliere uno stile comunicativo più corretto.

Gay, migranti ed ebrei sono le categorie più colpite dal linguaggio violento, dato in crescita del +15% (gay), +9% (migranti), +12% (ebrei). Numeri confermati anche dall’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCAD) che registra una crescita di atti discriminatori verso le minoranze, del +186% dal 2014 al 2018.

Tuttavia, se l’antisemitismo cresce del +13, l’omofobia è in continuo calo (-12%) così come l’islamofobia (-14%).

In questo contesto si inserisce il Manifesto della comunicazione non ostile e inclusiva, che sarà presentato sabato 9 maggio, alle ore 16:00 insieme a Alex Zanardi e Bebe Vio, atleti paralimpici, Don Luigi Ciotti, fondatore dell’Associazione Libera, Andrea Delogu, presentatrice tv, Pepitosa, blogger dei temi della disabilità, Barbara Falcomer, Presidente di ValoreD, Chris Richmond, Founder di MyGrants, Costanza Rizzacasa d'Orsogna, giornalista, Igor Suran direttore esecutivo di Parks - Liberi e Uguali, Francesca Vecchioni, Presidente di DiversityLab, realtà che ha partecipato anche al lavoro di revisione del decalogo. Sarà Sorgenia il main sponsor di questo speciale evento.

La crescente ignoranza e il crescente individualismo sono le principali cause dell’odio e della violenza sulla rete, ma anche i politici danno il cattivo esempio: il 91% degli intervistati dichiara che in Italia esiste un grande problema di violenza verbale nel fare politica, tanto che le fake news confondono le idee di 1 cittadino su 3 (35%), ma nell’87% delle risposte, sono diventate la normalità della comunicazione tra i partiti.

“Più che mai in questi ultimi due mesi abbiamo imparato che la Rete è un bene preziosissimo che merita di essere curato e a cui va dato il giusto valore. Ed è per questo che abbiamo deciso di ritrovarci online, per continuare a mettere al centro le parole e il loro enorme potere, ma soprattutto, per riflettere sull’importanza delle nostre relazioni digitali, oggi più che mai.” - dichiara Rosy Russo, Presidente di Parole O_Stili - “Accorciare le distanze” è il nostro obiettivo, perché la Rete fa la differenza quando porta con sé quell’umanità che sa andare oltre lo schermo.”

L’aggressività verbale emerge anche nelle aziende: 2/3 dei dipendenti denunciano linguaggi irrispettosi e solo il 26% delle imprese italiane sono attente alle esigenze dei propri dipendenti su temi di welfare aziendale, genitorialità, barriere architettoniche ecc. 

Queste tematiche e molte altre saranno al centro del dibattito insieme ad Alessandro Baricco, la Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, Malika Ayane, Bebe Vio, Enrico Letta, Giorgio Gori, Federico Ferrazza, direttore Wired.it, Imen Jane, fondatrice di Will, Mauro Magatti, sociologo ed economista, Oscar De Montigny, Chief Innovability and Value Strategy Officer a Banca Mediolanum, Daniele Grassucci, Founder di Skuola.net, Federico Taddia, conduttore tv per ragazzi, Marta Losito, influencer e tik toker, il gamer Pow3r, Selvaggia Lucarelli e molti altri.

Una chiamata lanciata da Parole O_Stili per la scrittura collettiva di una nuova carta etica: dieci principi a cui ispirarsi per scegliere parole che sappiano superare le differenze, oltrepassare i pregiudizi e abbattere i muri dell’incomprensione. 

Il Manifesto ha ispirato anche l’illustrazione dall'artista Viola Gesmundo dal titolo “Le parole ci uniscono”. Grazie allo sviluppo attraverso la realtà aumentata interagendo con l’opera attraverso uno smartphone questa si animerà mostrando un breve cortometraggio che vuole raccontare come ognuno di noi è aggrappato al linguaggio e quando questo viene meno, tutte le relazioni che ci legano cadono nel vuoto come i personaggi rappresentati. L'animazione è stata possibile grazie al contributo di BEPART.

Questa edizione è sostenuta dal progetto BMW SpecialMente, una piattaforma che include tantissime iniziative e che testimonia come il tema sia radicato nella cultura aziendale di BMW Italia.

Anche quest’anno Sorgenia è al fianco di Parole Ostili con cui condivide valori e obiettivi. Inclusione, condivisione e sostenibilità sono le parole chiave che guidano l’operato della prima digital energy company italiana che mette la tecnologia al servizio delle persone.

Gli Sponsor di questa edizione: Sorgenia, Vodafone, Istituto Toniolo, Coca Cola HBC, ZKB, Ordine Nazionale dei Giornalisti, Autorità portuale di Trieste. Con il contributo di Fondazione CRTrieste.

I Partner di questa edizione: SEC Newgate, SWG, iscopy, ScuolaZoo, Skuola.net, Pigna e il social media team di Matera 2019.

Le associazioni che hanno partecipato alla scrittura del Manifesto:

Amnesty International Italia, CILD, UNAR, ValoreD, Arcigay, FIABA Onlus, AVIS, DiversityLab, Osservatorio Nazionale Adolescenza, Lega Pro, Centro di Salute Mentale di Cividale, CCM - Comitato Collaborazione medica, Coordinamento CARE - Associazioni familiari Adottive e Affidatarie in Rete Garante dei diritti della persona FVG, Associazione Per i Diritti Umani, ARCI APS, COSPE Onlus, Amici dei Popoli, Scuola Penny Wirton, ICS – Consorzio Italiano di Solidarietà – Ufficio Rifugiati Onlus, Associazione Carta di Roma, Città Nuova, UCSI, Testimoni di Geova, FOCSIV, Differenza Donna, Stati Generali delle Donne, Women in White society, WFWP ITALIA | Federazione delle Donne per la Pace nel Mondo, Non Profit Women Camp, SCOM, AIDIA Trieste, Soroptimist International d'Italia, Rete al Femminile, Libere Sinergie, Assist Associazione Nazionale Atlete, Avvocatura per i Diritti LGBTI - Rete Lenford , Associazione Certi Diritti, Rete Genitori Rainbow, Disabili.com, MID - Movimento Italiano Disabili, Abili Oltre, Fight the stroke, cooperativa sociale “Il Mosaico”, Associazione L'Arca di Monte San Savino, Casa delle Donne del Mediterraneo, Associazione Atobiu, ILIKEPUGLIA, Gruppo Missione Alem, La Casa di Chiara e Francesco, Asd Calicanto Onlus, KARATE DO TRIESTE asd, Zeno Trieste, Coopertiva Nuovi Vicini di Pordenone, Associazione Via Wibicky, Associazione Salusmundi, Endofap Sicilia Don Orione, Organizzazione di volontariato “INSIEME”, AGESCI, Binario 49, Associazione Risvolta, Cooperativa CONVOI.

Le aziende che hanno partecipato alla scrittura del Manifesto:

Bmw, Pigna, Sorgenia, Rai, Erickson, Armani, De agostini scuola, Newton, Auticon, Ibm e Fondazione Ibm, Coca-cola HBC Italia, Costa Crociere, Illy, Scuola Zoo, Danone, Camst, Tim, Discovery Italia, Fondazione Mondo Digitale, Divercity Magazine, Ubi banca, Base Milano, Italtrike, Spin Master Italia, Fastweb, Smemoranda, Young Digitals, Vodafone, Unlimited Views.

Gli esperti che hanno partecipato alla scrittura del Manifesto:

Guido dall'acqua, Stefano Biancu, Manuela Manera, Alessandro Tudino, Angelo Fallico, Carlotta Cubbeddu, Marco Bressan, Marco Magnano, Giorgia Serughetti, Marco Sanavio, Silvia Rizzi, Tania Holzer, Raffaele Buscemi, Paolo Ricciardelli, Laura Gibertoni, Patrizia Di Fresco, Laura Cianci.

Gli utenti della community che hanno partecipato alla scrittura del Manifesto:

Fabiola Maria Bertinotti, Fabiola fenili, Claudia Malva, Francesco Lia, Giobbe Pellegrino, Paola Monisso, Gaetano Moraca, Chiara Bigatti, Rosa Perupato, Cinzia Clinteo, Isabella Tomassucci, Giulia Sergiacomo.

Altre istituzioni:

Università Cattolica del Sacro Cuore, Biblioteca Civica multimediale Archimede di Settimo Torinese.  TRAMONTO DELLA LUNA. RACCONTI E PENSIERI MENTRE TUTTO CAM

PAROLE O_STILI PRESENTA IL MANIFESTO DELLA COMUNICAZIONE NON OSTILE E INCLUSIVA.

Continua la diretta streaming della quarta edizione di Parole O_Stili che quest’anno sarà dedicata al secondo principio del Manifesto, Si è ciò che si comunica e si svolgerà sotto i riflettori dell’attuale emergenza coronavirus. E’ stato presentato il Manifesto della comunicazione non ostile e inclusiva insieme a Alex Zanardi e Bebe Vio, atleti paralimpici, Don Luigi Ciotti, fondatore dell’Associazione Libera, Andrea Delogu, presentatrice tv, Pepitosa, blogger dei temi della disabilità, Barbara Falcomer, Presidente di ValoreD, Chris Richmond, Founder di MyGrants, Costanza Rizzacasa d'Orsogna, giornalista, Igor Suran direttore esecutivo di Parks - Liberi e Uguali, Francesca Vecchioni, Presidente di DiversityLab, realtà che ha partecipato anche al lavoro di revisione del decalogo. Sorgenia è il main sponsor di questo speciale evento.

Don Ciotti interpreta il terzo principio “le parole danno forma al pensiero” - “Le parole sono azioni e dunque sono “responsabilità”. Oggi c’è bisogno di bonificare le parole che offendono e umiliano e di fare una dieta delle stesse. Dobbiamo stare attenti perché la radice del male è l’ignoranza: si odia quello che non si conosce e conoscere è smettere di odiare. Ecco quindi l’importanza del Manifesto dell’Inclusione. Avere la responsabilità delle parole significa che dobbiamo impegnarci su due piani: il piano etico, quello della relazione, della parola che accoglie e riconosce, che denuncia e chiama in causa la nostra credibilità e la nostra coerenza e il piano è teorico, ovvero quello della parola che cerca la verità che rifiuta i pregiudizi e il sentito dire. Quando la parola non risponde al bisogno di verità diventa lettera morta perché è parola senza anima e senza spirito. Un esempio per tutti: la legalità è uno strumento di giustizia e non di potere. Il popolo non è una massa da illudere. L’antimafia non è una bandiera che si può sventolare a seconda delle circostanze ma è un fatto di coscienza che si nutre di azioni e non di parole.

ANDREA DELOGU - principio numero 1 VIRTUALE È REALE - “Lascio pochissimo spazio alla maleducazione e di solito quando cercano di ferirmi rispondo con un consiglio. Le persone dovrebbero capire che non c’è differenza tra virtuale e reale, pensano che sul web tutto sia concesso ma le cose scritte su un profilo social dovrebbero essere le stesse dette al bancone di un bar, quindi chi avrebbe davvero il coraggio di dire certe cattiverie? La parola che per me rappresenta più di tutti l’inclusione è ACCETTAZIONE”
Pepitosa -principio numero 9 “Gli insulti non sono argomenti”: “chi vive on line sa che gli insulti sono all’ordine del giorno. Avere la pensione di invalidità non è un valore aggiunto ma un diritto conquistato, è qualcosa che ci aiuta a vivere una vita più o meno normale. L’insulto va stoppato e la disabilità non va usata come aggettivo per descrivere un limite di una persona normodotata. La mia parola è ABBRACCIO perché è una condizione di benessere emotivo.” 

BEBE VIO – principio numero 2 SI È ciò CHE SI COMUNICA - “ho avuto la fortuna di entrare nel fantastico mondo dello sport paraolimpico nel 2009 quando sono tornata a fare scherma: la prima para olimpiadi che ho visto è stata Londra 2012, che è stata la prima vera paraolimpiade che ha spaccato il mondo e ha fatto sì che gli atleti potessero dimostrare al mondo di non essere persone con una disabilità che giocano a fare sport, ma che sono veri atleti. Ho avuto la fortuna di entrare in quel mondo quando andava già nella giusta direzione. Se dovessi dire la parola che veramente rappresenta l’inclusione direi “lo sport”: perché per me quello che veramente ha creato, e mi ha portato alla vita normale, e a vivere è stato sempre e comunque lo sport. Non lo sport di per sé, l’attività fisica (anche quella perché comunque è servita a molto) ma tutto ciò che lo sport crea: la mia squadra, che all’inizio era la mia famiglia e poi si è creata la squadra all’interno della Nazionale; l’energia che può creare un atleta e l’energia che ti dà la tua squadra. Di barriere da buttar giù ce ne sono tantissime però ho la fortuna di avere una famiglia che mi sta tanto dietro e mi aiuta ad abbattere questo tipo di barriere mentali e fisiche.

ALEX ZANARDI: “È vero, le parole sono importantissime ma comunichiamo soprattutto con i nostri comportamenti. Le parole fotografano un breve momento, ma sono i comportamenti che nel lungo periodo sono in grado di far emergere la nostra anima e le nostre intenzioni.
Nella vita ho sempre cercato di capire le buone intenzioni e ancora oggi ho poche certezze ma ammetto con orgoglio che la mia forza più grande è stata avere dei dubbi e coltivarli per cercare negli altri un esempio da seguire. Mentre la vita accade possiamo perfezionare le nostre intenzioni e capire cosa è davvero importante, in questi mesi più che mai abbiamo l’opportunità di diventare migliori.
Quello che noto positivamente è che anche sui social la comunicazione è cambiata tantissimo, siamo più sensibili a certe immagini, stiamo riscoprendo un’emotività diversa. Mi auguro che saremo in grado di consolidare questa capacità riscoperta e traghettarla verso il futuro per consegnare ai giovani un mondo migliore.
La parola che per me rappresenta più di tutti l’inclusione è TOLLERANZA, perché quando comunichiamo con le parole è necessario sceglierle con le migliori intenzioni, la vera perfezione non è la parola scelta ma l’intenzione perfetta”

LA COMUNICAZIONE DELLA CHIESA AI TEMPI DEL COVID-19

VIVIAMO NELL’EPOCA DEI TRE SOLI: SCIENZA, POLITICA E RELIGIONE


Mauro Magatti sociologo ed economista: noi viviamo nell’epoca dei tre soli: “scienza” a cui guardiamo e che è in grado di dirci tante cose, “politica” che organizza la nostra vita, ci fa arrivare le mascherine, ma non è più in grado di indicarci il futuro, “religione” che parla senza pretesa di indicare alla scienza cosa deve fare, ma rappresenta il piano della domanda del mistero e della ricerca. La scienza è stata all’inizio la salvezza ma poi ha manifestato i suoi limiti e non è un caso che la religione è intervenuto esprimendosi nel suo punto più alto, che è Papa Francesco. 

E’ POSSIBILE UN UMANESIMO CONCRETO. NON CERCHIAMO FORMULE ASTRATTE PER DEFINIRE LE COSE

Marco Tarquinio, direttore di Avvenire: è aumentata la richiesta di informazioni di qualità in mezzo alle tante chiacchiere. Nella Fase 1 noi abbiamo scelto due parole: unità di fronte alla scena che ci stava davanti e prudenza. Nella fase due invece coraggio e saggezza. Abbiamo visto un’informazione isterica che parlava di strage, di incubo e noi abbiamo cercato di stare vicino alla gente. Siamo convinti sia possibile un umanesimo concreto. Siamo sempre a cercare formule astratte per descrivere le cose, ma Papa Francesco ha saputo trovare tempi e modi per scandire il tempo per le relazioni e ci ha messo in condizione di parlare anche dei momenti più bassi delle persone. Un esempio per tutti … abbiamo visto medici che non pregavano da anni, benedire i morti.

LA CHIESA HA ANCORA TANTO DA DIRE: BISOGNA TROVARE NUOVI LINGUAGGI

Don Alberto Ravagnani (sacerdote di Busto Arsizio): “In questo periodo è stato ancora più evidente che l’oratorio non è solo un luogo fisico, ma è fatto dalle persone che lo compongono. Per rimanere in contatto con i miei fedeli ho realizzato video con consigli spirituali, traducendo quello che avrei detto loro spiritualmente, in digitale. Ho anche aperto un canale YT, una scelta dettata dalla contingenza e mi sono accorto che i video mi aiutano a parlare con i miei ragazzi. La Chiesa ha ancora tanto da dire, dobbiamo solo trovare nuovi linguaggi. Stiamo aiutando la gente a considerare la trascendenza nella contingenza della propria vita. La chiesa sta lì come un faro.” 

PROVIAMO A ESSERE PELLEGRINI DIGITALI

Don Dino Pirri (parroco di San Benedetto del Tronto): Ho provato a smettere di essere il parroco e mi sono calata nella persona in difficoltà. Questo tempo ci aiuta a ricordare che la chiesa non è solo la messa in chiesa ma è il popolo che vive nelle case. Ho cercato di stare vicino alle persone con il telefono, facendo un podcast feriale e uno domenicale e mi sono anche lasciato interrogare dalle persone che ho incontrato sui social, credenti e non. E’ stato importante rimettere i cristiani al centro insieme alle loro case.. Prima ci eravamo atrofizzati nelle riunioni e nelle liturgie, ora siamo la chiesa della comunicazione e non dei comunicati. Proviamo a fare i pellegrini digitali in questo tempo strano.

Le tecnologie sono dei buoni luoghi in cui abitare ma bisogna viverci bene la fede. I giovani hanno avuto occasione di guardarsi dentro e di frsi delle domande. Chissà se noi religiosi sapremo rispondere. Dovremmo provare a non mettere contenuti vecchi su strumenti nuovi. Se saremo capaci cammineremo ancora avanti verso il regno dei cieli.

MINISTRA AZZOLINA A PAROLE O_STILI: PANEL “Quando a settembre rivedrò i miei compagni” con Malika Ayane, Marta Losito, Daniele Grassucci, direttore di Skuola.net 

“Abbiamo il dovere di pensare di tornare alla normalità, scenario epidemiologico permettendo. Primo step sarà riportare gli studenti in aula per l’esame di stato, con tutte le dovute cautele. Stiamo lavorando su più opzioni possibili insieme a tantissimi attori, dal mondo della scuola, alle associazioni, al comitato tecnico scientifico o della salute perché la scuola risponde alle famiglie e agli studenti. Il nostro compito è immaginare tutte le opzioni possibili così da essere pronti a far si che diritto all’istruzione venga rispettato.

“Quando si è deciso che 8 milioni e mezzo di studenti in Italia e 1,6 miliardi di studenti nel mondo non potevano più andare a scuola, ho provato una fitta di dolore come ha detto il Presidente della Repubblica. Io ero innamorata persa della scuola quando ero giovane e dei compagni di classe. Quindi provo un senso di desolazione enorme. Abbiamo quindi provato a inventarci un’altra forma di contatto con gli studenti: la didattica a distanza. Non è stato facile, non lo è ancora oggi ma è un modo per rimanere in contatto. Ringrazio il personale scolastico le famiglie e gli studenti perché si son date tanto da fare in questo periodo.

“Il digitale non deve essere demonizzato, ma bisogna usarlo anche per combattere il cyberbullismo con la cultura dicendo agli studenti che le parole possono far male anche più di uno schiaffo. Il digitale ha svolto un ruolo importantissimo in questo periodo per mantenere i contatti. Abbiamo scoperto dei valori nuovi l’empatia, la solidarietà umana, il mondo si è trasformato anche rispetto a quella che era l’idea del digitale anche a scuola.” 

MALIKA AYANE A PAROLE O_STILI: PANEL “Quando a settembre rivedrò i miei compagni” con Lucia Azzolina, Marta Losito, Daniele Grassucci, direttore di Skuola.net 

“Cerco sempre di dialogare con le persone, di arrivare a una riflessione. È capitato a volte che ci fossero persone, degli haters, che poi portate a una riflessione hanno cambiato opinione. Coi “cocci” invece non c’è niente da fare e bisogna adottare il principio dell’ignorare anche se è molto difficile. In tv mi è capitato di essere oggetto della frustrazione di alcune persone e mi sono resa conto che manca il dialogo. Ho notato, inoltre, che tante persone sono sole. Bisogna sempre cercare di dialogare, fino a dove è possibile. Naturalmente quando si vede che non è possibile, bisogna cercare di far aiutare queste persone – soprattutto quelle piccole – da chi è vicino a loro. Se vedete qualcuno vicino a voi che si sente solo, non isolatelo ma fategli domande. È più facile intervenire nella vita reale che cercare di raggiungere una persona dall’altra parte del paese via web.”

“Utilizzo i social media per imparare cose nuove perché a volte sottovalutiamo quanto i social possano essere dei mezzi di informazione: dei contenitori di grandi lezioni, a volte, e in altri casi semplici vettori di nuove informazioni. Durante la quarantena, ad esempio, ho imparato tanto su posti nel mondo dove non sono mai stata. Con un gruppo di amici abbiamo anche aperto una pagina Instagram, Decameretta, dove tutti possono mandare dei contenuti, anche ripresi da altri profili, e dove condividiamo cultura e divertimento secondo un tema preciso scelto quotidianamente.

“Quando è iniziato il lockdown, studenti e insegnanti sono stati straordinari e hanno trovato subito un modo per tornare al lavoro. In tanti sono stati molto fortunati ma non tutti hanno avuto la stessa fortuna. Faccio il tifo per tutti quelli che fanno parte della scuola italiana: alcune famiglie non hanno sempre la disponibilità di fornire dispositivi e connessione, stessa cosa vale anche per gli insegnanti. Complimenti davvero a insegnanti e studenti.

“Spero che a settembre si possa ritornare a fare tutto quello che ci piace, in sicurezza, e che le scuole riaprano per far sì che i ragazzi possano fare le loro scoperte e i loro errori. La cosa che vorrei sempre ricordare agli studenti è di creare un rapporto con i professori. Capiterà che ci saranno quelli che non ci piacciono ma l’insegnante nasce proprio per rendere la vita più semplice allo studente, per poterlo comprendere come un genitore a volte non può fare. Deve essere un adulto che avvicina alla crescita: è una cosa molto faticosa ma molto bella. Più cose si conoscono più si ha la possibilità di proporre qualcosa che gli altri non hanno mai fatto. Se non fossi stata attenta durante le lezioni delle figure retoriche non avrei fatto il lavoro che faccio. Se sono ancora qui, con tutti gli alti e bassi, è solo perché ogni parola e ogni frase la studio con grande attenzione.”

ROSY RUSSO E ALESSANDRO BARICCO - APRONO LA QUARTA EDIZIONE DI PAROLE O_STILI

DICHIARAZIONE ROSY RUSSO – FONDATRICE DI PAROLE O_STILI

“Questa edizione è caratterizzata da tre parole: casa, distanza e il verbo abitare. E’ infatti un’edizione fatta in casa e per me casa significa famiglia.

Il web misura anche la distanza, non ci permette di misurare l’empatia, i sorrisi. Questa insolita distanza fa la differenza. Manca il salutarsi e abbracciarsi. Il digitale è il luogo che significa responsabilità. La rete è un luogo che va abitato con tutti e 5 i nostri sensi. L’umanità è l’unica che può bucare lo schermo.

Parole O_stili è una splendida community di amici, esperti, professionisti, famiglie, insegnanti, studenti, giornalisti, sociologi, influencer. Quello che abbiamo cercato di fare in questa edizione è stato “accorciare anziché abbattere. L’anno trascorso è stato caratterizzato da quasi 400 sindaci d’Italia che hanno aderito al Manifesto compreso il ministro dello sport e del parlamento europeo, abbiamo raccontato il manifesto in Israele, abbiamo accompagnato la fantastica avventura di Matera 2019, abbiamo consegnato il manifesto a Liliana Segre, e realizzato ulteriori 70 schede didattiche.

Siamo qui per accompagnare quello che sta succedendo, sapendo che nei prossimi mesi la distanza continuerà. Siamo entrati nella fase 2, in cui stiamo capendo il valore della liberta.”

ALESSANDRO BARICCO A PAROLE O_STILI

“E’ cambiata la relazione che abbiamo con il digitale, è caduta una sorta di barriera. Il mondo che verrà sarà più capace di vivere il digitale, ma resterà un problema di bilanciamento tra virtuale e reale. Abbiamo un’opportunità enorme che ci offre il periodo: perderemo dei pezzi di mondo e qualcuno ne soffrirà. Una volta il mondo cambiava in seguito a guerre, ora abbiamo imparato a crescere e maturare in un altro modo. Per rinnovare dobbiamo partire da ciò che è vivo e il modo per far passare una crisi è accettarla. Approfittiamo della tempesta e cerchiamo di andare oltre. È sciocco pensare che sarà tutto come prima. Gli umani hanno paura delle cose finchè non gli danno un nome. Il processo linguistico è una specie di onda… è come se avessimo un colore di cui non abbiamo il nome… alla domanda come stai? Non c’è una parola che ci dica come stiamo… non c’è ancora, la stiamo cercando. 

REMO ANZOVINO inaugura "Parole O_Stili 2020", il festival della comunicazione non ostile: venerdì 8 maggio con Rosy Russo e Alessandro Baricco

Il compositore pianista Remo Anzovino sarà tra i protagonisti della nuova edizione di “Parole O_Stili”, festival della comunicazione non ostile e straordinario progetto sociale di sensibilizzazione contro la violenza delle parole.

L’intervento sonoro di Anzovino, in programma alle ore 10:45 di venerdì 8 maggio, lancerà la quarta edizione di “Parole O_Stili” che si aprirà con l’ideatrice del festival Rosy Russo e lo scrittore Alessandro Baricco per tracciare una panoramica sulle relazioni, digitali e non solo, che abbiamo costruito o ri-costruito in questi ultimi mesi, per parlare insomma di sentimenti. Per iscriversi all’evento in streaming https://bit.ly/2WxwmW9 

"Si è ciò che si comunica" è uno dei dieci principi del manifesto “Parole O_stili” e sarà il tema portante dell’evento inaugurale che vedrà Anzovino protagonista tra parole e musica, una delle sue forme per comunicare ciò che è. Come si è anche potuto ammirare nelle ultime settimane attraverso il suo “Diario Sonoro”, il format online realizzato dal compositore che attraverso la fantasia, la musica e i suoi racconti, ha guidato il pubblico in viaggi immaginifici nei luoghi che non abbiamo potuto vivere.

Positività, possibilità, innovazione e digitale saranno le parole chiave della quarta edizione del festival e sono anche le stesse che l’artista sta portando avanti con i suoi progetti: dalla creazione di una nuova colonna sonora, passando per il diario sonoro, per arrivare al ritorno sui palchi da concerti, quando sarà possibile. 

“Andiamo al supermercato per nutrire il corpo – ha affermato Anzovino – e andremo ai concerti per nutrire la mente e l’anima.”


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