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Andrea Segre presenta il film "L’ordine delle cose!" all’Ariston di Trieste e al Kinemax di Gorizia


Il regista Andrea Segre prosegue il tour di presentazione del suo terzo lungometraggio L’ordine delle cose (Italia/Francia/Tunisia, 2017, 112’), programmato in anteprima 74.ma edizione della Mostra del Cinema di Venezia e incentrato sul tema attualissimo delle migrazioni; martedì 19 settembre il regista sarà a Gorizia e Trieste grazie alla collaborazione tra Kinemax e Cinema Ariston. Andrea Segre interverrà a Trieste all’Ariston alla proiezione delle ore 18.30 per un incontro organizzato da La Cappella Underground in collaborazione con il festival S/paesati, a Gorizia al Kinemax incontrerà il pubblico alla proiezione delle ore 20.00, ospite dell'Associazione Palazzo del Cinema - Hiša filma. Il film vede nel cast Paolo Pierobon, Giuseppe Battiston, Valentina Carnelutti, Olivier Rabourdin, Fabrizio Ferracane, Yusra Warsama, Roberto Citran.

“L’ordine delle cose ha per protagonista Corrado, un alto funzionario del Ministero degli Interni italiano specializzato in missioni internazionali contro l’immigrazione irregolare. Il Governo italiano lo sceglie per affrontare una delle spine nel fianco delle frontiere europee: i viaggi illegali dalla Libia verso l’Italia. La missione di Corrado è molto complessa, la Libia post-Gheddafi è attraversata da profonde tensioni interne e mettere insieme la realtà libica con gli interessi italiani ed europei sembra impossibile. Corrado, insieme a colleghi italiani e francesi, si muove tra stanze del potere, porti e centri di detenzione per migranti. La sua tensione è alta, ma lo diventa ancor di più quando infrange una delle principali regole di autodifesa di chi lavora al contrasto dell’immigrazione, mai conoscere nessun migrante, considerarli solo numeri. Corrado, invece, incontra Swada, una donna somala che sta cercando di scappare dalla detenzione libica e di attraversare il mare per raggiungere il marito in Europa.

Come tenere insieme la legge di Stato e l’istinto umano di aiutare qualcuno in difficoltà? Corrado prova a cercare una risposta nella sua vita privata, ma la sua crisi diventa sempre più intensa e si insinua pericolosa nell’ordine delle cose.

Scrive Andrea Segre nelle note di regia: “Quando tre anni fa ho iniziato a lavorare a questo film non sapevo che le vicende tra Italia e Libia sarebbero andate proprio come le abbiamo raccontate, ma purtroppo lo immaginavo. Per molti mesi ho incontrato insieme a Marco Pettenello alcuni “veri Corrado” e parlando con loro ho intuito che l’Italia si apprestava ad avviare respingimenti di migranti nei centri di detenzione libica. Nessuno lo diceva pubblicamente, ma ora che il film esce è tutto alla luce del sole. Mi auguro che il film aiuti a riflettere su cosa stiamo vivendo in questi giorni e sulle lunghe conseguenze che vivremo ancora per anni. Infatti credo che quella di Corrado sia la condizione di molti di noi in quest’epoca che sembra aver metabolizzato l’ingiustizia. La tensione tra Europa e immigrazione sta mettendo in discussione l’identità stessa dell’Europa. Corrado e la sua storia raccontano questa crisi di identità. Ho cercato in lui, nel suo ordine e nella sua tensione emotiva, quelle della nostra civiltà e del nostro tempo. Sappiamo bene quanto stiamo abdicando ai nostri principi negando diritti e libertà a essere umani fuori dal nostro spazio, ma proviamo a non dircelo o addirittura a esserne fieri. È questa crisi che mi ha guidato eticamente ed esteticamente nel raccontare il mondo di Corrado, un mondo tanto rassicurante quanto inquietante.”

Andrea Segre, nato a Dolo (Venezia) nel 1976, ha sviluppato un percorso registico particolarmente attento al territorio sociale e geografico del Veneto, specialmente nei documentari Marghera Canale Nord e La mal’ombra. Ha conseguito un dottorato di ricerca in sociologia della comunicazione presso l’Università di Bologna. Da diversi anni porta avanti l’interesse per i temi delle migrazioni verso l’Europa (Come un uomo sulla terra, A sud di Lampedusa, Il sangue verde, Mare chiuso) e collabora a progetti di cooperazione internazionale. Io sono Li (2010), il suo primo lungometraggio di finzione, è stato presentato in numerosi festival internazionali conseguendo molti riconoscimenti e tre anni dopo il suo secondo lungometraggio dal titolo La prima neve è stato selezionato alla 70.ma edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, nella sezione Orizzonti.

Continua ad esplorare il tema delle migrazioni nel 2014 con uno speciale per RAI3 dal titolo Come il peso dell’acqua, realizzato insieme a Giuseppe Battiston, Stefano Liberti e Marco Paolini in occasione dell’anniversario della strage di Lampedusa del 3 ottobre 2013. Nel 2015 presenta il suo nuovo documentario I sogni del lago salato al 68.mo Festival del Film di Locarno e due anni dopo è presente sempre al Festival di Locarno con il documentario Ibi.

Trailer ufficiale: https://youtu.be/fM16rfT-A98


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