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FilmForum: 27ª edizione della manifestazione
scientifica dedicata al cinema


Prende avvio lunedì 2 novembre la 27ª edizione di FilmForum, la manifestazione scientifica interamente dedicata al cinema. Come ogni anno, FilmForum propone momenti intensivi di formazione avanzata, elaborazione della ricerca e disseminazione a cui partecipano studiosi e studenti di dottorato e magistrali provenienti da università europee ed extra-europee e in collaborazione con atenei e centri di ricerca e studio italiani, europei e internazionali. L’iniziativa è organizzata dal Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale (DIUM) dell’Università di Udine, in collaborazione con Associazione Palazzo del Cinema – Hiša Filma di Gorizia, il laboratorio La Camera Ottica, Film and Video Restoration dell’Ateneo di Udine a Gorizia e il Digital Storytelling Lab dell’università di Udine e il coinvolgimento di venti università italiane ed europee. L’apertura è in programma alle 11 di lunedì 2 novembre.

L’edizione 2020, nel rispetto delle norme di sicurezza dettate dalla pandemia, si svolgerà interamente online. Per seguire l’edizione 2020 del FilmForum è necessario registrarsi attraverso il form all’indirizzo https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSeTjdQLVJKmi
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.  Verranno quindi inviati via email i link per accedere ai canali streaming Zoom. Informazioni sulle modalità di partecipazione e sul programma dell’iniziativa sono disponibili sul sito (https://ff2020.filmforumfestival.it e sulla pagina Facebook (https://www.facebook.com/fimforumfestival/) del FilmForum.

FilmForum si articola in quattro sezioni.

Il Convegno Internazionale di Studi di Cinema è dedicato quest’anno a “Retuning the Screen Sound Methods and the Aural Dimension of Film & Media history”. Si svolgerà da lunedì 2 a mercoledì 4 novembre e cercherà di indagare prospettive orientate alla dimensione sonora come punti di analisi per la storia del cinema e dei media.

Il XVIII Premio Limina, in collaborazione con la Consulta Universitaria del Cinema, si terrà mercoledì 4 novembre e sarà assegnato agli autori dei migliori libri sul cinema e i media audiovisivi, suddivisi nelle tre categorie “miglior libro italiano di studi sul cinema”, “miglior traduzione italiana di un importante contributo agli studi cinematografici”, “miglior libro internazionale di studi sul cinema”.

Il Simposio organizzato dal progetto VICTOR-E si svolgerà martedì 10 novembre. Il Simposio mira a esplorare le intersezioni tra memoria e public history adottando una prospettiva mediologica e costituisce inoltre un’occasione di presentare i risultati parziali del progetto di ricerca internazionale in corso HERA VICTOR-E - Visual Culture of Trauma, Obliteration and Reconstruction in Post-WW II Europe, che esplora film di saggistica sulla ricostruzione di comunità locali, nazionali e transnazionali in tutta Europa nel periodo dal 1945 al 1956, cercando di individuare come le rappresentazioni audiovisive degli spazi pubblici - e in particolare la documentazione dei danni di guerra e degli sforzi di ricostruzione -, hanno plasmato la politica, le politiche e le politiche dell'Europa del secondo dopoguerra. Al progetto di ricerca partecipano, con l’Università di Udine, la Goethe University Frankfurt am Main (Germania), l’Academy of Sciences of the Czech Republic (Repubblica Ceca), l’Université Paris 1 - Panthéon Sorbonne (Francia), in collaborazione con Deutsches Filminstitut und Filmmuseum di Francoforte, il Centre National de la Cinématographie di Parigi, la Cineteca Nazionale di Praga, l'Archivio Nazionale Cinema Impresa di Ivrea e l'Association des Cinémathèques Européennes (ACE).

Infine, la da MAGIS – International Film and Media Studies Spring School è intitolata Pandemic Media. New Frameworks for Teaching and Research. In programma da martedì 10 novembre a martedì 1 dicembre, è dedicata all’analisi di come il "paradigma Covid-19" ha influenzato la ricerca scientifica, l'insegnamento, gli eventi culturali e le istituzioni.

Fra i vari appuntamenti, il programma di FilmForum (in allegato) propone gli interventi di alcuni fra i maggiori studiosi ed esperti di cinema.

In particolare, in apertura del Convegno internazionale di Studi sul Cinema, lunedì 2 novembre alle 11.30, Carolyn Birdsall, dell’Università di Amsterdam, interverrà sul tema delle interrelazioni tra patrimonio d'archivio sonoro e cinematografico, in linea con uno degli interessi di ricerca maggiormente frequentati nel corso degli anni dal FilmForum e dall'Università di Udine.

Mercoledì 4 Novembre, dalle 15.30 alle 16.30, Trevor Pinch, sociologo della tecnologia della Cornell University di New York, chiuderà i lavori del Convegno internazionale con un intervento su uno dei temi portanti della sua decennale ricerca: la "stabilizzazione" delle tecnologie musicali e in particolare del sintetizzatore. 

Martedì 10 novembre, dalle 9 alle 12.30, Dagmar Brunow (Linneus University) e Andrea Peto (dell'Università dell'Europa Centrale di Budapest) si interrogheranno sul ruolo svolto dal cinema non-fiction nel plasmare la memoria collettiva europea dopo la seconda guerra mondiale. Il tema è un asse portante del progetto di ricerca europeo ViCTOR-E, portato avanti dall'Università di Udine insieme all'Accademia delle Scienze di Praga, all'Università Goethe di Francoforte e All'Università di Parigi 1. I membri del gruppo di ricerca presenteranno gli sviluppi ottenuti durante il primo anno di lavori.

Sempre martedì 10 novembre, dalle 18 alle 19.30, la lettura inaugurale della serie "Pandemic Media" promossa dalla MAGIS Spring School sarà tenuta dallo storico dell'arte T.J. Demos con una lezione su Ecology-as-intersectionality.

Gli appuntamenti della MAGIS Spring School nelle settimane seguenti vedranno alternarsi relatori impegnati a esplorare il "paradigma pandemico" e il suo impatto sullo scenario mediale da diverse angolazioni.

In particolare, il consumo videoludico, martedì 17 novembre dalle 16 alle 17.30, con la lezione di Audrey Anable, della Carleton University, PLay during a Pandemic. Il consumo di audiovisivo pornografico, mercoledì 18 novembre dalle 18.30 alle 20, con Pandemic Porn Cultures di Lynn Comella dell'University of Nevada. Martedì 24 novembre dalle 16 alle 17.30 l'attivismo ai media come antidoto al distanziamento sociale, con la lezione di Alexandra Juhasz del Brooklyn College We need gentle truths for now.

E ancora, a chiusura della Suola, le condizioni della ricerca, della valorizzazione e dell'insegnamento della storia del cinema nel workshop Times of Distance, in programma martedì 1 dicembre dalle 15 alle 18. Relatori saranno Hans-Michael Bock, Swenja Schiemann ed Erika Wottrich (organizzatori CineFest/CineGraph), Jan Distelmeyer (Università di Potsdam), Simone Venturini (dell’Università di Udine, coordinatore del FilmForum).

FilmForum in epoca di pandemia: la riflessione del coordinatore Simone Venturini.

«In questo momento delicato – sottolinea Simone Venturini, del DIUM dell’Ateneo di Udine e coordinatore del FilmForum -, il pensiero va innanzitutto alle vittime dirette e indirette della pandemia e ai tanti colleghi, ai collaboratori, alle imprese e lavoratori in oggettiva e grave difficoltà. Il FilmForum era inizialmente programmato a marzo 2020 per poi essere posticipato a novembre 2020. Il coordinamento scientifico di FilmForum, fin dalla scorsa estate, lo ha ripensato in forma digitale, in considerazione del suo carattere internazionale, delle priorità che il sistema universitario nazionale e il nostro Ateneo si sarebbe dato e si stava dando in vista del nuovo anno accademico e dei possibili scenari futuri, i quali durante il periodo estivo erano solo delle possibilità e che ora purtroppo si delineano nella loro tragica concretezza».

In linea quindi con i quadri normativi, le indicazioni e i protocolli sanitari d’Ateneo, il FilmForum si tiene in forma digitale. «Ciò – spiega Venturini - ha significato ripensare ancora una volta le forme della ricerca e della formazione a distanza e il ruolo di mediazione attiva incarnato dalle tecnologie digitali, questione che ci sta particolarmente a cuore e su cui il gruppo di cinema, musica e culture mediali dell’Ateneo e del DIUM ha creato progetti di ricerca, corsi di studio, infrastrutture laboratoriali. Ciò ha comportato un forte investimento in software e hardware, capace di offrire un’esperienza convegnistica e di alta formazione innovativa, con sessioni live, pre-registrati, spazi seminariali, editing e filmmaking smart per i social media, e molto altro ancora. La risposta in corso è davvero ottima, abbiamo appena ‘scalato’ le dimensioni e volumi di accoglienza previsti in virtù del crescente numero di accreditati».

«Le nuove forme di erogazione della divulgazione della conoscenza – aggiunge Venturini - comportano inoltre una rivisitazione delle mappe delle utenze di riferimento, sempre più capillari e interconnesse. Gli effetti sulla didattica, che abbiamo già misurato fin dallo scorso semestre aprono paradossalmente a opportunità assolutamente originali e creative. La riflessione sulle modalità di comunicazione distanza per istituzioni di ricerca, archivi, comunità creative e gruppi culturali è poi divenuto il tema stesso della MAGIS Spring School (Pandemic Media), dedicata appunto ad analizzare come il “Paradigma Covid-19” ha influenzato la ricerca, l’insegnamento, gli eventi e le istituzioni culturali del settore».

«Le proiezioni, inizialmente previste in presenza, sono ora state, alla luce dei recenti Dpcm, rimediate online. Su quest’ultimo aspetto – conclude Venturini -, pur condividendo le misure prese per la mitigazione del contagio, non si può non rilevare come la decisione di mantenere le proiezioni e gli eventi festivaliere di FilmForum in presenza, in sala, fosse scaturita proprio dalla volontà di sostenere le imprese culturali e creative del territorio e le produzioni cinematografiche indipendenti in una fase durissima, senza contare il mancato impatto di FilmForum sul territorio in termini di strutture ricettive, commercio, promozione turistico-culturale dei patrimoni diffusi di cui spesso gli ospiti internazionali si fanno indiretti ambasciatori. Una tale fase di recrudescenza del virus comporterà con ogni probabilità, almeno per quanto riguarda il settore cinema, una frattura decisiva nelle condizioni di fruizione futura delle immagini in movimento nei luoghi pubblici e quindi dello statuto stesso delle sale per spettacoli cinematografici così come le abbiamo conosciute finora».


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