Comune di Monfalcone


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Il Comune di Monfalcone alleato con commercianti, artigiani ed esercenti per il rilancio produttivo della città


Il Comune di Monfalcone affiancherà gli operatori del commercio, dell’artigianato, dei pubblici esercizi per favorire e sostenere la ripresa delle attività di un settore, quello del terziario, che svolge un ruolo essenziale nell’economia cittadina sia con un’ampia gamma di interventi diretti, sia facendosi portavoce delle esigenze nei confronti delle istituzioni ai vari livelli. E’ questo l’impegno assunto dal sindaco Anna Maria Cisint al termine dell’incontro avuto stamane con le rappresentanze delle categorie interessate e nel corso del quale sono stati trattati in modo concreto i bisogni legati alla ripartenza e sono stati individuati gli ambiti e le modalità dell’azione dell’ente locale. Il sindaco Cisint ha portato al tavolo il programma di iniziative inserito nel bilancio comunale che si sviluppa su tre assi: riduzione delle tasse, piano straordinario di attività per promuovere lo sviluppo delle imprese e fondo speciale, oggetto di particolare approfondimento nel corso della riunione. A monte di tutto si pone il problema di fondo del superamento della fase attuale e dell’insufficienza dei provvedimenti governativi.

“Condivido pienamente – ha sottolineato il sindaco Cisint – la vostra richiesta di riavviare subito le attività. Il rinvio delle aperture nel commercio, nell’artigianato e nei servizi alla persona sta provocando il rischio di collasso con conseguenze pesanti per alcune migliaia di concittadini, così come condivido la richiesta dei governatori delle Regioni del nord per una immediata ripartenza con una maggior autonomia dei territori, che devono essere coinvolti nella gestione di questa fase perché vicini alle reali necessità. Nello stesso tempo è del tutto evidente l’inadeguatezza degli strumenti che il governo ha adottato, mancando del tutto un sostegno finanziario da assegnare direttamente, alle diverse imprese, essendo la disponibilità di liquidità un fattore essenziale di sopravvivenza, la poca chiarezza e la troppa burocrazia delle norme e le difficoltà nell’accesso ai crediti bancari”.

Il sindaco ha illustrato gli interventi straordinari del Comune che si attestano sui 2 milioni di euro: al dimezzamento del costo Tari, annullamento della Tosap temporanea e delle tasse sulla pubblicità, dimezzamento dei canoni delle concessioni sull’arenile, un piano di oltre 1,5 milioni di euro come volano dell’edilizia e dei lavori pubblici e un fondo con 300 mila euro, che potrà essere rimpinguato già a giugno con l’avanzo d’amministrazione del 2019. Su questo aspetto fra sindaco e rappresentanti delle categorie è stato convenuto di indirizzare le risorse disponibili verso le spese iniziali che gli operatori si troveranno ad affrontare per l’apertura vera e propria dei locali. Questione di fondo sarà quella delle disposizioni previste, anche dopo l’emergenza, per il controllo della diffusione del virus, non solo i distanziamenti fra le persone, ma anche tutti quelle attrezzature che dovranno essere installate, i presidi igienico-sanitari da rendere disponibili e l’igienizzazione degli ambienti.

“Sulle procedure e gli adempimenti – ha rilevato il sindaco Cisint – la confusione da parte del governo è generale. Manca completamente un criterio di proporzionalità che tenga conto del fatto che le realtà, e quindi anche le esigenze non sono tutte uguali e standardizzabili, e c’è diversità fra la piccolissima impresa e una maggiore e fra un comparto e l’altro delle diverse tipologie degli eserciti, dei negozi e delle aziende artigiane. Fondamentale è poi il superamento dell’attuale codice degli appalti che rischia di rendere meno efficaci i piani di intervento come quello nostro per lavori e manutenzione di fronte a complicati e lenti iter procedurali. Importante è anche sostenere con appositi contributo lo sviluppo dei siti internet e delle vendite on line anche per i piccoli negozi”. La drammaticità della situazione del settore è confermata da un’indagine campione su 50 esercizi commerciali di Monfalcone. Rispetto al fatturato del 30 marzo 2019, quello del 30 marzo 2020 ha visto una perdita del 31% per le vendite al dettaglio dell’abbigliamento, del 33% per bar e ristoranti e del 12% per l’alimentare. “Un dato quello della riduzione dei fatturati che va preso in considerazione – secondo il sindaco – perché è legato alla redditività dell’impresa e all’occupazione e che va compensato con una corrispondente riduzione da parte del governo della tassazione”.

Il Comune di Monfalcone è ora su Facebook: https://www.facebook.com/pages/Comune
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