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News da Miramare


APERTA LA TORRE DEL CASTELLO

Un gran successo dell'Art Bonus
Sold out le prime visite 

“Un giorno importante per il Museo storico e il Parco del Castello di Miramare, un altro obiettivo sostanziale per il raggiungimento di una missione perseguita da alcuni anni e mirata a conservare, valorizzare e rendere accessibile al pubblico il sito museale, incluse quelle parti del Museo che fino ad ora non lo erano”.
Con queste parole il direttore del Museo storico e il Parco del Castello di Miramare Andreina Contessa ha inaugurato lo scorso mese il restauro della Torretta e dell’orologio meccanico del Castello, Art Bonus realizzato dalla Fondazione CRTrieste come sponsorizzazione tecnica . Alla cerimonia inaugurale erano presenti la presidente della Fondazione CRTrieste Tiziana Benussi e il segretario generale Paolo Santangelo. Ospite d’eccezione, il Direttore generale Musei Mibact Massimo Osanna che a Miramare ha compiuto una delle prime visite in Italia dopo la recente nomina al vertice dei Musei italiani e ha speso parole di elogio per l'operazione “un esempio virtuoso di rapporto tra pubblico e privato per riportare allo splendore originale un luogo unico, magico, non solo per la vista ma anche per il singolare orologio che è stato ripristinato nell’uso. Un esempio di come si debba continuare”.

Grazie al restauro della Torretta e dell’orologio meccanico del Castello di Miramare, iniziato nel 2019 e costato circa 120 mila euro, anche queste parti del Castello sono ora visitabili e fruibili dal pubblico, in piccoli gruppi accompagnati dal personale del Castello. Visite che hanno da subito avuto un gran successo facendo registrare il sold out a poche ore dall'apertura delle iscrizioni.

La Torretta, visibile da tutto il Golfo di Trieste – aveva sottolineato il direttore Contessa -, è un elemento noto e fortemente identitario del Castello, nuovamente fruibile grazie alla virtuosa partnership con la Fondazione CRTrieste che ringrazio anche per non aver receduto davanti ai problemi che le fasi del restauro di volta in volta presentavano”.

La prossima visita alla Torretta, nell’ambito delle aperture serali straordinarie, è programmata per il 30 ottobre (due turni per 6 persone al massimo alle ore 20 e 21).

Sempre venerdì 30 ottobre è prevista anche la visita guidata alla mostra di Marcello Dudovich alle Scuderie del Castello alle ore 20.30 (max 15 partecipanti). Prenotazioni da lunedì 26 fino alle ore 12 di giovedì 29 scrivendo a eventi.miramare@beniculturali.it 

NUOVA LUCE PER IL SALOTTINO DI CARLOTTA

Il Salottino di Carlotta è un ambiente intimo e appartato che si incontra nel percorso di visita al Museo di Miramare fra le magnifiche stanze del piano terra. Qui, illuminata dal riverbero del mare e al caldo della stufa che si trovava appena fuori dal suo salottino, Carlotta amava dipingere e scrivere lunghe lettere. Anche il boudoir dell'arciduchessa è stato oggetto recentemente di importanti interventi volti alla migliore fruizione da parte del pubblico e alla sua valorizzazione nel contesto del patrimonio del Museo storico di Miramare. Il più recente ha coinvolto l'impianto di illuminazione.

Come per il resto delle stanze nel Castello, l’illuminazione di tipo ambientale non permetteva di mettere in risalto l’arredo della stanza e le testimonianze dell’attività di pittrice dell’arciduchessa che, fin da giovanissima ricevette un’educazione artistica come era costume per le gentildonne della sua posizione. Per questo, la Direzione del Museo storico ha disposto un progetto di illuminazione led che è stato realizzato nelle scorse settimane volto a valorizzare i dipinti di piccole dimensioni eseguiti da Carlotta durante la sua breve permanenza a Miramare e le altre opere conservate nel boudoir. Si tratta di paesaggi e vedute, molti con il mare che era uno dei suoi soggetti preferiti, e del ritratto dell’arciduchessa Carlotta in costume della Brianza (1857), a figura intera, del pittore belga Jean Portaels. Rappresenta l’arciduchessa che indossa il costume delle contadine della Brianza, omaggio delle donne lombarde durante la permanenza a Milano. Nel Salottino privato si conservano vari elementi di servizi da scrittoio, portadocumenti, cassette da scrivania. Come le altre stanze di Carlotta, anche il Salottino è decorato secondo le prescrizioni di Massimiliano con tappezzerie di seta azzurra alle pareti.
L’impianto di illuminotecnica è stato realizzato tramite cavi minerali di diametro ridotto e per nulla invasivi dal punto di vista estetico. Portano la corrente nei punti luce direzionali a basso consumo puntai sulle singole opere. Nei mesi scorsi nel boudoir erano stati fatti anche importanti lavori per la conservazione e la valorizzazione di questa sala: tutte le parti lignee (pavimenti, boiserie, arredi) sottoposti a pulitura, consolidamento e lucidatura. Le tappezzerie e i tendaggi di seta erano stati oggetto di restauro. Infine, allo scopo di filtrare i raggi solari che compromettono la conservazione di arredi e materiali così delicati, sono state posizionate speciali tende tecniche schermanti fra i vetri delle finestre, che non impediscono di intravedere il mare tanto caro a Massimiliano e Carlotta.

UFO-RESIDENZE D'ARTISTA 

Per il terzo anno del progetto UFO – RESIDENZE D’ARTE NON IDENTIFICATE di Marcela Serli, a cura del Teatro stabile La Contrada di Trieste, il Castello di Miramare ospita la guest star Chiara Bersani, la coreografa Premio Ubu 2018. Il progetto, di grande valenza culturale, è promosso dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo.
Chiara Bersani è stata ospite degli spazi del Museo storico di Miramare per alcuni giorni, durante i quali si è lasciata ispirare dagli spazi, dal contesto e dalla quotidianità del Museo per la sua ricerca artistica che produrrà una performance prevista per venerdì 23 Ottobre, dalle 19 nella Sala del Trono del Castello di Miramare. La residenza di Chiara Bersani “CORDATA” è realizzata con la sound artist F. De Isabella e con il performer Marco D’Agostin. Un progetto sull’impossibilità e sul limite. L’impossibilità per alcuni corpi di abitare gli spazi. Una riflessione attraverso la performance su quanto l’uomo a volte abbia modificato la natura per raggiungere mete impossibili, a quale scopo, e con quale violenza verso la natura, ma soprattutto a quale prezzo.
Chiara Bersani è una performer e autrice italiana attiva nell’ambito delle Performing Arts, del teatro di ricerca e della danza contemporanea. Sia come interprete che come regista/coreografa si muove attraverso linguaggi e visioni differenti. I suoi lavori, presentati in circuiti internazionali, nascono come creazioni in dialogo con spazi di diversa natura e sono rivolte prevalentemente a un pubblico “prossimo” alla scena.

DUDOVICH E LE DONNE DEL SUO TEMPO

Marcello Dudovich è stato un grande interprete del suo tempo: ha disegnato l’Italia del ‘900 esprimendo i desideri, le conquiste e la modernità incipiente del secolo breve. Lo si vede bene nella mostra allestita alle Scuderie del Castello di Miramare fino al 10 gennaio 2021 che indaga un particolare aspetto della sua creatività artistica, legato al rapporto che Dudovich aveva con la fotografia, usata come una sorta di appunto visivo per preparare il bozzetto e, poi, l’opera definitiva. In mostra a Miramare si trovano gli insuperabili cartelloni pubblicitari, manifesto di un’epoca nella quale emergeva una nuova classe sociale, la borghesia, e un nuovo concetto di femminilità. Dudovich ritrae donne emancipate, libere, eleganti, che passeggiano da sole su una spiaggia, che siedono da sole al bar o mostrano le spalle, irriverenti, in pose sensuali. Il grande cartellonista triestino era, tuttavia, il ritrattista solo di una parte della società. La modernità delle sue donne derivava forse dal particolare contesto storico e culturale, quello della Trieste dei primi del Novecento, da cui il maestro proveniva?
A questa domanda hanno cercato di dare una risposta le quattro donne che ne hanno parlato al convegno che si è tenuto nella Sala del Trono del Castello di Miramare nelle scorse settimane. Sicuramente affermativa la risposta che ne hanno tratto Andreina Contessa, direttore del Museo di Miramare, Arianna Boria, responsabile della pagina della cultura de Il Piccolo di Trieste, la giornalista Micaela Zucconi e l’invitata speciale al convegno, la pronipote di Marcello Dudovich, Cristina Luce che è stata una delle modelle del maestro e la cui foto, bellissima diciottenne, è stata usata per la copertina del catalogo della mostra. Il fermento culturale e l’apertura della società nella Trieste dei primi anni del secolo scorso erano certamente straordinari rispetto a quanto avveniva in altre parti d’Italia, soprattutto riguardo all’universo femminile. C’era grande partecipazione delle donne italiane e slovene alla vita culturale; scrittrici, poetesse, redattrici di giornali femminili e femministi, insegnanti, avevano un ruolo importante ed erano voci ascoltate.
C’erano anche donne che avevano scelto una professione tipicamente maschile e una vita fuori dagli stereotipi del tempo: le sorelle Wulz, Marion e Wanda, erano fotografe e modelle all’interno dell’atelier di famiglia, ricevono un’istruzione liceale, anziché le più tradizionali magistrali, e conoscono artisti e letterati che frequentano lo studio. Alla morte del padre nel 1928, Wanda venticinquenne assume la direzione che manterrà con la sorella fino al 1981.
Naturalmente, c’erano anche le donne operaie, quelle che facevano turni impegnativi e in condizioni di lavoro precarie nello stabilimento per la pilatura del riso, alla manifattura tabacchi o in ospedale e in sartoria. Ma non erano le donne del mondo di Dudovich.


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