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Duomo Venzone: il ritorno delle statue


Sette copie delle dodici statue trecentesche che abbellivano il Duomo di Venzone, sono state collocate nei luoghi dove prima c’rano gli originali, rimasti seriamente danneggiati dal sisma del 1976..Cinque statue sono state all’esterno e due all’interno del duomo. IL progetto prevede il rifacimento di tutte e 12 le statue e il restauro degli originali che potranno essere visti all’interno di un futuro lapidario.

“Il ritorno delle statue sul Duomo di Venzone è un segno di speranza: ricostruire si può….una giornata storica che Venzone, la sua comunità e l’intera comunità del Friuli Venezia Giulia attendevano da 41 anni”, così la presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, che ha salutato il ritorno delle statue insieme a don Roberto Bertossi, il sindaco di Venzone Fabio Di Bernardo, al soprintendente Corrado Azzollini, e a Guido Biscontin, dell’Università Ca’Foscari di Venezia

Le dodici statue originali, datate attorno al 1300, erano state in gran parte distrutte a seguito della seconda scossa di terremoto del 1976.

Adamo ed Eva, il Cristo e i dolenti, le Annunciazioni, i Santi Giorgio, Giacomo e Michele, erano stati messi al riparo in attesa del restauro in un magazzino dove però hanno subito danni ancor maggiori a causa di un incendio doloso nel 1983.

Da qui la decisione, sostenuta dalla Regione, di intraprendere il restauro degli originali, che oggi sono collocati all’interno del Duomo, ed affidare ad uno scultore e ad un team di esperti in restauro la realizzazione di copie fedeli da ricollocare nelle posizioni precedentemente occupate.

“Ora l’impegno della Regione sarà rivolto – ha sottolineato Serracchiani – “a collaborare con tutte le istituzioni coinvolte per completare il collocamento delle altre copie sul Duomo e trovare un luogo più idoneo dove esporre gli originali e renderli fruibili alle migliaia di visitatori che raggiungono Venzone, meta turistica rilevante”.

Lo ha confermato anche il Soprintendente regionale ai beni archeologici, belle arti e paesaggio, Corrado Azzollini, per il quale “questo è un passaggio di un progetto complessivo in cui il futuro del Duomo di Venzone è essere completato da un lapidario che permetta la fruizione, tutela e valorizzazione non solo delle statue originali ma anche di altre opere e materiali lapidei, oltre alle mummie cui spetta una collocazione degna inclusa in un sistema espositivo”.

Di “emblema di una ricostruzione riuscita” ha parlato anche il sindaco di Venzone, Di Bernardo, mentre il pievano Bertossi ha elogiato la lentezza opposta al concetto del “tutto e subito” che ha consentito in 40 anni di raggiungere non solo una ricostruzione materiale filologica ma anche una ricostruzione spirituale e comunitaria.

Guido Biscontin, dell’Università Ca’Foscari di Venezia, ha invece sottolineato come le statue collocate al posto degli originali non siano semplici copie ma vere e proprie opere d’arte che completano l’architettura stessa del Duomo, nate dalla maestria dello scultore romeno Dimitru Ioan Serban.


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