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Trieste e la scienza. Storia e personaggi: un libro per capire il passato e il presente della ricerca a Trieste


L’Italia ha un piccolo gioiello di scienza e tecnologia nel suo Nord-est più estremo, a Trieste. Si tratta di una realtà di portata mondiale, e se è vero che si è sviluppata soprattutto negli ultimi quarant’anni, ha più di duecento anni di storia scientifica alle spalle.

Qui si è formato un vero e proprio sistema, il Sistema Trieste, che ha fatto scuola nel mondo. Un fatto ancora più straordinario se si pensa alle dimensioni di una città di confine con poco più di duecentomila abitanti. Le radici di tutto ciò partono addirittura dal Settecento e si incrociano con le vicende economiche, politiche, sociali e culturali della città. E con quelle dei protagonisti che hanno reso fertile il terreno scientifico di Trieste.

Il libro “Trieste e la scienza. Storia e personaggi” racconta in modo divulgativo le storie di famosi personaggi come Sigmund Freud, che a Trieste ha passato un periodo fondamentale, Erwin Schrödinger, che sul Carso ha conosciuto le teorie di Einstein, la coppia Edoardo Weiss e Vanda Shrenger, che ha portato la psicoanalisi in Italia, i geniali matematici triestini Bruno de Finetti e Pierpaolo Luzzatto Fegiz, ma anche Massimiliano d’Asburgo, che da Trieste ha organizzato una delle più grandi spedizioni naturalistiche mondiali via mare o Humphry Davy, il chimico che ha ispirato il personaggio di Victor Frankenstein e che nel porto adriatico ha condotto i suoi ultimi esperimenti, ossessionato da un’apparente nuova forma di elettricità. Ovviamente ci sono pure Franco Basaglia, Franco Panizon, Margherita Hack, Dennis Sciama, Rita Levi Montalcini, tutti accomunati da un profondo legame con la città.

Il libro esplora anche le storie ancora poco note di triestini di nascita o d’adozione come Carl Weyprecht, intrepido esploratore ottocentesco che ha concepito l’Anno polare internazionale, Giacomo Ciamician, pioniere della fotochimica e dei sistemi a energia solare, Michele Besso, il migliore amico di Albert Einstein che ha aiutato nella formulazione della teoria della Relatività ristretta, Pietro Valdoni, il caposcuola della chirurgia italiana, Gaetano Kanizsa, uno dei più grandi psicologi sperimentali italiani, Mario Tosi, il padre della fisica della materia condensata in Italia e molti, moltissimi altri.

Immancabili ovviamente i protagonisti che tra gli anni Sessanta e Ottanta hanno trasformato Trieste nella città della scienza conosciuta nel mondo: in testa Paolo Budinich, il caparbio fisico che assieme al collega e premio Nobel Abdus Salam ha saputo sfruttare la situazione politica del dopoguerra. I due, beneficiando soprattutto del lavoro di scienziati del calibro di Francesco Vercelli, Carlo Morelli, Arturo Falaschi e Luciano Fonda (solo per citarne alcuni) sono riusciti a concepire un sistema integrato di ricerca di peso mondiale, proiettato nel futuro ma che ha solide radici in duecento anni di storia.

È un libro che racconta anche l’evoluzione della scienza stessa, dagli scienziati eclettici e individualisti ai grandi team internazionali della Big Science dei giorni nostri. Oltre alle 70 biografie dei protagonisti principali, un excursus storico inquadra l’evoluzione degli istituti di ricerca nel contesto degli eventi storici internazionali e locali, raccontando come l’immigrazione, la multiculturalità e lo slancio economico abbiano influito positivamente anche sullo sviluppo della ricerca. Un lungo capitolo è dedicato alle ultime frontiere scientifiche e tecnologiche che si stanno esplorando ora a Trieste, per capire cosa ci potrà riservare il futuro di un sistema di ricerca integrato unico in Europa.

Il libro “Trieste e la scienza. Storia e personaggi” fa parte di un progetto comunicativo più ampio. Dal 26 settembre al 31 ottobre si svolge infatti l’omonima mostra multimediale e interattiva che amplia i temi del libro. 

Gli autori:

Davide Ludovisi
Dal 2001 lavora nell’ambito della comunicazione per varie realtà private e accademiche. Con Sissa Medialab si occupa come project manager di diversi progetti di comunicazione, marketing e ufficio stampa. Ha curato la comunicazione della SISSA, la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste, e dal 2012 al 2014 ha insegnato al master in Giornalismo scientifico digitale e in altri contesti formativi. Come giornalista ha scritto per varie testate italiane e attualmente collabora con WIRED Italia, edizioni Condé Nast. È autore del libro “Il potere dei dati. Il data journalism e le nuove forme del comunicare” (Effequ, 2016). È laureato in Pubblicità e comunicazione d’impresa e ha un master in Comunicazione della scienza.

Federica Sgorbissa
Lavora nel campo della comunicazione della scienza dal 2003, collaborando prima con il Laboratorio dell’Immaginario Scientifico, il science centre di Trieste, e poi con Sissa Medialab. È dottore di ricerca in scienze cognitive, ma dopo aver conseguito il titolo di master in Comunicazione della scienza alla SISSA, la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste (scuola dove ha anche insegnato) si è occupata esclusivamente di divulgazione e giornalismo scientifico. Per quattro anni è stata direttore della rivista scientifica online OggiScienza e si è occupata a lungo dell’ufficio stampa della SISSA. Come giornalista scrive per le riviste italiane Le Scienze, Mind (ex-Mente e Cervello), entrambe del gruppo editoriale L’Espresso, e Il Tascabile, per Edizioni Treccani.


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