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Preoccupazioni per la numerosa comunità
di Testimoni di Geova in Russia




Destano forti preoccupazioni nella numerosa comunità di Testimoni di Geova della provincia di Rovigo e Padova le notizie provenienti da Mosca sulle violenze subite da Testimoni di Geova in Russia. In realtà, da quando nell’estate del 2017 la Corte Suprema russa ha dichiarato i testimoni di Geova un’organizzazione estremista, la situazione è andata peggiorando sempre più: si ripetono casi di irruzioni nelle loro case, cresce l’emarginazione mentre aumentano gli arresti e le detenzioni di testimoni giovani e anziani, uomini e donne, solo per il loro credo religioso.

Unione Europea e governo degli Stati Uniti hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali che condannano la Russia per questa evidente e drammatica violazione delle libertà fondamentali. L’Unione Europea ha sollecitato la Russia a “rispettare gli impegni presi a livello internazionale per garantire la libertà di religione o credo, la libertà di espressione e la libertà di riunione”, mentre gli Stati Uniti hanno esortato la Russia a “rilasciare immediatamente tutti quelli che sono stati imprigionati unicamente per aver esercitato la propria libertà di religione o credo”.

Purtroppo non c’è nessuna evidenza che le cose stiano cambiando, anzi.

Philip Brumley, referente legale dei Testimoni di Geova, ha affermato: “Si tratta dello stesso tipo di repressione a cui furono sottoposti i testimoni durante il regime comunista. I continui abusi della Russia sono una palese violazione degli impegni presi per garantire il rispetto dei diritti umani fondamentali”.

Solo nelle ultime settimane sono giunte le seguenti notizie

Gli ufficiali torturano il fratello Vadim Kutsenko a Chita, in Russia

La mattina del 10 febbraio 2020, agenti della Federal Security Services (FSB) perquisiscono circa 40 abitazioni di Testimoni a Chita, inclusa la casa del fratello Vadim Kutsenko. Alle 23, le forze speciali russe arrestano Kutsenko a casa di sua suocera. Gli agentilo ammanettano, gli coprono la testa e lo portano in una foresta vicina dove lo torturarono con scariche elettriche allo stomaco e alle gambe. Nonostante le torture, il fratello Kutsenko si rifiuta di divulgare informazioni sui compagni Testimoni. Rendendosi conto che questi metodi non avrebbero avuto successo, gli agenti lo portano in caserma per ulteriori interrogatori. Attualmente Kutsenko è sotto custodia.

Orenburg.Guardie carcerarie russe picchiano brutalmente 5 Testimoni

Il 6 febbraio 2020 in una colonia penale a Orenburg (Russia), cinque testimoni di Geova (Aleksej Budenčuk, Gennadij German, Roman Gridasov, Feliks Machammadiev e Aleksej Mireckij) sono picchiati selvaggiamente con dei manganelli dalle guardie carcerarie. Dopo queste violenze, il fratello Machammadiev viene ricoverato in ospedale per aver riportato una frattura a una costola, una perforazione polmonare e un trauma renale, mentre i fratelli Budenčuk, German, Gridasov, e Mireckij sono trasferiti in celle di rigore sulla base di accuse assurde e fittizie.

Tribunale russo condanna Aleksandr Prjanikov e le sorelle Venera e Dar’ja Dulova

Il 27 gennaio 2020 il Tribunale cittadino di Karpinsk condanna il fratello Aleksandr Prjanikov e le sorelle Venera e Dar’ja Dulova. Nei loro confronti sono previste pene de-tentive con la condizionale rispettivamente di due anni e mezzo, due anni e un anno. Anche se non andranno in prigione, i tre fratelli saranno in libertà vigilata per la durata della pena. I tre presenteranno ricorso.

Tribunale russo condanna il fratello Grigorij Bubnov

Il 21 gennaio 2020 il tribunale distrettuale Nadeždinskij condanna il fratello Grigo-rij Bubnov a sei anni di carcere, pena al momento sospesa. Anche se per ora non andrà in prigione, rimarrà in libertà vigilata per la durata della pena. Il fratello Bubnov ricor-rerà in appello.

Per ulteriori informazioni: https://www.jw.org/it/news/jw-news/area-geografica/russia/?start=0


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