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Etica del lavoro: resoconto del
convegno CIDA svoltosi a Trieste


Si è parlato di etica del lavoro, deontologia, buona fede e servizio nelle sue varie declinazioni nel corso del convegno “Etica del lavoro, deontologia, buona fede, servizio” che si è tenuto il 20 marzo scorso a Trieste: dalla necessità di restituire dignità al lavoro e al lavoratore, rimettendo al centro i diritti della persona, alla dottrina sociale della Chiesa, con riferimenti alle encicliche papali, fino all’etica degli affari e della responsabilità sociale di impresa. Passando per i risvolti etici nella professione medica tra bioetica e deontologia, osservandola dal punto di vista della letteratura e della poesia, dell’educazione e della formazione dei “cittadini del futuro” e rimarcando l’importanza di adottare principi etici per costruire “un bellissimo futuro”.

Organizzato da CIDA Friuli Venezia Giulia, il convegno, a cui è seguita una tavola rotonda, ha voluto avviare una riflessione sui vari aspetti dell’etica del lavoro, distinguendo tra la deontologia delle singole professioni e quella più generale, specificando i comportamenti che garantiscono le imprese e i cittadini da ogni sorta di abuso e scorrettezza, condividendo, nelle categorie riunite nella CIDA, il culto della buona fede e dello spirito di servizio.

L’iniziativa è stata articolata in modo da coinvolgere sia le categorie professionali in attività presenti in CIDA, sia i giovani che si avviano verso il mondo del lavoro, per fornire le linee-guida di un processo di maturazione e di formazione continuo e che consenta un arricchimento culturale, in grado di andare oltre le tecnicalità delle singole professioni.

Dopo l’introduzione del Segretario CIDA FVG, Maurizio Bressani, ha preso la parola l’assessore al Lavoro della Regione Friuli Venezia Giulia, Alessia Rosolen, che ha individuato “nell’uscire dall'equivoco secondo cui il lavoratore è semplicemente un numero e nel rimettere al centro i diritti della persona, l'umanizzazione dei contratti, la sussidiarietà e il dialogo sociale” il primo requisito “per ridare dignità al concetto di etica nel lavoro”.

“In una fase di profondi cambiamenti nel lavoro - ha aggiunto - è necessaria la capacità di fornire risposte su diversi fronti. Il contratto, nell'epoca dell'economia globale, deve tutelare tutti i soggetti interessati e le regole vanno applicate all'insegna del buon senso, adattandole alla realtà e dimostrando flessibilità”.

Va in questo senso l'indicazione, recentemente approvata dalla Giunta regionale, che prevede di “condizionare aiuti e sostegni rivolti alle aziende alla permanenza degli stabilimenti produttivi sul territorio regionale e alla tutela dei livelli occupazionali”.

L’assessore Rosolen ha colto infine l'occasione per ricordare i principi dell’etica del lavoro e il sogno, ovverosia lo “statuto dei lavoratori”, sviluppati dal compianto giuslavorista prof. Marco Biagi, “riformatore lungimirante e coraggioso il cui contributo, a 17 anni dalla morte, continua a mantenersi di grande importanza e attualità al quale – ha concluso - sarebbe opportuno venisse finalmente riconosciuta la correttezza delle analisi e la lucidità delle intuizioni”.

Il coordinatore scientifico e moderatore del convegno, prof. Giorgio Baroni, ha quindi illustrato il tema dell’etica vista da varie angolazioni e introdotto i numerosi relatori.

L’arcivescovo di Trieste, S.E. Monsignor Giampaolo Crepaldi, ha trattato il tema dell’etica attraverso la dottrina sociale della Chiesa, con numerosi riferimenti alle encicliche di Papa Giovanni Paolo II e Papa Francesco, che nel giugno scorso aveva rilevato come “rinnovare il lavoro in senso etico significa rinnovare tutta la società, bandendo la frode e la menzogna, che avvelenano il mercato, la convivenza civile e la vita stessa delle persone, soprattutto dei più deboli”.

Numerosi i principi di base sviluppati nel corso dell’articolato intervento, a cominciare dalla dimensione soggettiva del lavoro a fronte di quella oggettiva di concezione marxista e l’importanza dell’efficienza e della solidarietà. S.E. Monsignor Crepaldi ha tratto quindi il tema della professionalità intesa come “economia civile, della precisa e alta visione dell’uomo che l’etica del lavoro implica e la forte visione del lavoratore, che – ha affermato l’Arcivescovo - deve dare senso al lavoro stesso”. E’ stata infine rimarcata la stretta dipendenza esistente tra il diritto al lavoro e la famiglia.

Due i relatori dell’Università Cattolica di Milano.

Il prof. Dario Sacchi ha trattato il tema dell’etica degli affari e della responsabilità sociale di impresa, auspicando che sia l’etica a governare l’economia per evitare che questa accorpi tutto e che il mondo venga “economizzato”. “La responsabilità sociale di impresa – ha detto - può e deve contenere indicazioni rilevanti per la conduzione e sviluppo dell’impresa e i detentori di interessi, quali sono i rappresentanti della Comunità per le questioni ambientali, devono diventare praticamente gli “azionisti” dell’azienda stessa”.

La prof.ssa Anna Bellio ha considerato il tema dell’etica dal punto di vista della letteratura e della poesia, con un’approfondita e accurata trattazione di come il tema è stato affrontato da questo lato nel corso dei secoli da scrittori e poeti.

Paolo Goliani, già primario medico legale dell’Azienda Sanitaria Universitaria di Trieste, ha illustrato il tema dell’etica della professione medica tra bioetica e deontologia, evidenziando, a partire dal giuramento di Ippocrate al quale tutti i medici sono tenuti, le grandi problematiche alla base del rapporto tra medico, paziente e familiari: dal diritto alla salute alle cure e alle pratiche - quali aborto e eutanasia - con riferimento alle leggi esistenti o sotto esame sul delicato argomento.

Roberto Gerin, presidente regionale dell’UCID – Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti, si è soffermato sulla deontologia d’impresa, sottolineando “la necessità, a partire dai fenomeni generali in atto (quali slittamento del pensiero verso un’espansione illimitata dei diritti, finanziarizzazione del mercato, innovazione tecnologica e andamento demografico) di recuperare il “senso del lavoro”, da intendersi non solo come un mezzo di sostentamento, ma la matrice di un’identità e di operare utilizzando i principi sociali fondamentali, come il rispetto per la dignità umana e il mettersi al servizio del bene comune, considerando l’impresa come una comunità”.

La dirigente scolastica dell’I.C. Divisione Julia, Cinzia Scheriani, ha analizzato la tematica al centro dell’incontro dal punto di vista dell’educazione e formazione dei “cittadini del futuro” enunciando i principi etici base nella gestione di un istituto scolastico: “la centralità della persona nella scuola, l’importanza dello sviluppo della dimensione interculturale, della vita sociale e del lavoro di team, l’etica per l’inclusione e la valorizzazione delle eccellenze, l’apprendimento nel corso di tutta la vita, la continuità e trasparenza della scuola e la valorizzazione dell’autonomia professionale”.

L’etica e il diritto sono stati al centro dell’intervento del prof. Roberto Kostoris dell’Università degli Studi di Padova. “In presenza di un irrigidimento del diritto nel nostro Paese, di una “voracità normativa”, di una burocrazia che legittima sé stessa generando nuova burocrazia, - ha affermato - bisogna ridare il giusto peso all’individuo e all’etica. In sostanza, “diritto per l’uomo e non l’uomo per il diritto”.

Maurizio Argentieri, senior advisor della Banca d’Italia, ha sviluppato il tema dell’etica e servizio di una rilevante Istituzione Pubblica, evidenziando l’importanza di rilanciare il ruolo di una gestione etica a fronte di una normativa che tende a diventare sempre più invasiva e determinante nella gestione dell’Istituzione e dei suoi compiti.

Fabio Pettarin, presidente di Animaimpresa e della Società Tecnest ha infine illustrato l’importanza di adottare principi etici da parte delle persone e delle aziende per costruire “un bellissimo futuro”: le parole chiave per la gestione etica di un’azienda – ha riferito - sono importanza dei valori intangibili, responsabilità sociale di impresa, sostenibilità, innovazione sociale, lotta allo spreco, cura dell’ambiente e “restituzione al territorio”.

CIDA è la Confederazione sindacale che rappresenta unitariamente a livello istituzionale dirigenti, quadri e alte professionalità del pubblico e del privato. Le Federazioni aderenti a CIDA sono: Federmanager (industria), Manageritalia (commercio e terziario), FP-CIDA (funzione pubblica), CIMO (sindacato dei medici), Sindirettivo (dirigenza Banca d’Italia), FENDA (agricoltura e ambiente), Federazione 3° Settore CIDA, FIDIA (assicurazioni), SAUR (Università e ricerca), Sindirettivo Consob (dirigenza Consob), Sumai Assoprof (Sindacato Medici ambulatoriali)


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