torna alla homepage


Comitato Testamento Solidale: dal dono
al lascito il passo è breve

Artisti, scrittori e letterati italiani tutti pazzi per il dono. Per informazioni visita testamentosolidale.org e scarica la guida ai lasciti.

Cosa accomuna Seneca a Erri De Luca, Giorgio Gaber a Eugenio Montale e Danilo Mainardi a Enzo Bianchi? Apparentemente poco e niente. E invece tutti, ciascuno a modo suo, sono rimasti affascinati dal gesto del dono, forma di generosità che si è prestata a numerose interpretazioni e che è diventata fonte ispiratrice per alcune importanti loro opere. Una delle più alte forme di donazione moderna, dietro la quale c’è la libertà di chi decide di donare senza alcuna contropartita, è rappresentata dal lascito solidale, un gesto di generosità, di speranza e di grande umanità. Per promuovere la cultura del testamento solidale in Italia, alla vigilia della Giornata dei Lasciti Solidali (13 settembre), il Comitato Testamento Solidale, di cui fanno parte 19 prestigiose organizzazioni no profit - ActionAid, AIL, AISM, Fondazione Don Gnocchi, Lega del Filo d’Oro, Save the Children, Aiuto alla Chiesa che Soffre Onlus, Amnesty International, Amref, Cesvi, Intersos, Fondazione Operation Smile Italia Onlus, Fondazione Pasteur, Fondazione Telethon, Fondazione Umberto Veronesi, Progetto Arca, Telefono Azzurro, Unicef, Università Campus Bio-Medico di Roma - con il patrocinio del Consiglio Nazionale del Notariato ha presentato, questa mattina, al Teatro Quirinetta di Roma, un evento dall’alto valore simbolico dal titolo “Italiani dal dono al lascito. DNA Solidale”. Un viaggio nella cultura del popolo italiano che da sempre ha la generosità nel proprio codice genetico e che sempre più sceglie il testamento solidale per lasciare una traccia di sé oltre la vita e aiutare chi è in difficoltà. 

Ideale prosecuzione di “Italiani, brava gente”, l’evento “Italiani dal dono al lascito. DNA Solidale” ha raccontato il lascito solidale sotto una veste nuova: massima espressione di solidarietà, un dono presente nelle ultime volontà. La cultura italiana racconta e testimonia, sotto molteplici forme,di un popolo che ha fatto della generosità, della solidarietà e dell’altruismo una delle basi su cui costruire la propria storia. 

Così, per uno dei letterati e pensatori più eminenti della letteratura latina,L.A.Seneca,donare è dare agli altri senza ricevere nulla in cambio e, soprattutto per piacere a sé stessi. Per lo scrittore Erri De Luca il dono è l’atto con cui diamo il nostro sostegno agli altri, in modo spontaneo, libero e gratuito e aggiunge: “Poter donare qualcosa di nostro, la vita, il tempo, gli organi, ci fa appartenere al genere umano, ci dà consistenza per far parte di una comunità più vasta”. Da un lato il Signor G, Giorgio Gaber, in “Libertà obbligatoria”, gioisce per un dono regalato, dall’altro sente il peso di contraccambiare: “Questa è l’insidia del dono, la donazione oggi è sempre sospetta di intenzioni inconfessate, e ti viene fretta di sdebitarti, tremendo, no non per i soldi, capire cosa lui ama, cercare tra le sue gioie, un oggetto che lui possa toccare, con gusto”. 

Ma gli risponde, indirettamente, il saggista Enzo Bianchi:è vero,contrariamente al passato, in cui il dono si caratterizzava per naturalezza e spontaneità, oggi tale atto è utilizzato come scambio di mercato. Tuttavia, per il fondatore della Comunità ecumenica di Bose, anche oggi il dono ha fondamento di esistere, nel suo senso più profondo:quello di un rapporto con gli altri senza la necessità della reciprocità né l’aspettativa di una riconoscenza. “Si dona ciò che si è, non quello che si ha”.

Lo aveva già pensato e scritto, nel secolo scorso, uno dei più grandi poeti della storia italiana, Eugenio Montale in “Ciò che di me sapeste”:donare sé stessi, dare ciò che si è, a qualcun altro. Perfino la biologia, come evidenziato dall’etologo Danilo Mainardi, si è scomodata per trovare una spiegazione scientifica al dono: ogni volta che siamo altruisti il nostro cervello rilascia dopamina. Chi dona, insomma, avrebbe ha un ritorno positivo.

“La cultura del dono è molto radicata tra i nostri connazionali e non è un caso che ci siano così tanti intellettuali che hanno dedicato a questa espressione di altruismo scritti e riflessioni.– dichiara Rossano Bartoli, portavoce di Comitato Testamento Solidale –Quest’anno la Giornata Internazionale dei Lasciti solidali offre ancora più motivi per essere celebrata. Dobbiamo festeggiare gli importanti risultati ottenuti in cinque anni di campagna informativa, il sostegno degli Italiani e il lavoro costante delle organizzazioni no profit. L’insieme di questi fattori ci ha permesso di aiutare molte persone in Italia e nel mondo. Ma il nostro lavoro non si ferma qui, anzi. Adesso proviamo ad alzare l’asticella e cerchiamo, tutti insieme, di porci nuovi obiettivi per far conoscere sempre più lo strumento del testamento solidale per fare del bene a chi ne ha più bisogno e mostrare sempre più i risultati del nostro lavoro”.

Gli Italiani sembrano dare infinite prove di generosità. Stando ai numeri sono oltre 32 milioni i nostri connazionali che hanno sostenuto nell’ultimo anno una causa benefica e sono aumentati anche i testamenti solidali. Dall’ultima indagine GFK Eurisko del 2016, commissionata da Comitato Testamento Solidale, è emerso che il 14% dei nostri connazionali è pronto a inserire nelle disposizioni testamentarie un lascito; il 3% ha dato già dato indicazioni mentre l’11% è intenzionato a farlo. Non solo, da una stima elaborata dall’Osservatorio Fondazione Cariplo, potenzialmente da qui al 2030, la propensione degli italiani verso il lascito solidale continuerà a salire: circa 420.000 famiglie italiane utilizzeranno il testamento solidale per lasciare in beneficenza parte del proprio patrimonio in favore di cause sociali, scientifiche e umanitarie, nel rispetto dei diritti dei propri eredi. Così facendo, il Terzo Settore, potrà contare su circa 129 miliardi di euro provenienti da eredità e lasciti.

Tra coloro che decidono di aiutare mediante il lascito migliaia di persone, in Italia e nel mondo, da un’indagine presentata oggi nel corso dell’evento, condotta dal Consiglio Nazionale del Notariato in collaborazione con il Comitato Testamento Solidale, ci sono anche i notaiche non fanno mancare il loro sostegno per le cause importanti. Infatti, oltre a raccogliere efar rispettare le volontà testamentarie di tanti italiani, 3 notai su 10 hanno già redatto il loro testamento e in 1 caso su 4, ha inserito un lascito scegliendo uno o più progetti benefici. Tra i notai che, invece, non hanno dato indicazioni sul testamento solidale, ben il 63% non esclude che lo farà in futuro (vedi focus in allegato).

IL DONO TRA ANTROPOLOGIA E FILOSOFIA
Il dono può sembrare un tema poco presente nella società contemporanea, eppure esistono diverse forme di donazione nel nostro tessuto sociale: il dono di organi, della vita, del tempo. Proprio per il suo essere “unico e molteplice”, il dono ha catalizzato l’attenzione di molte discipline tra cui l’antropologia e la filosofia. A partire da uno dei principali studi realizzati dall’antropologo Marcel Mauss-il quale riteneva che alcune comunità arcaiche rispondessero alla logica del dono e al triplice obbligo di “dare, ricevere, ricambiare”-secondo l’antropologo Matteo Aria, intervenuto all’evento,nel contesto storico attuale di crisi e decrescita che stiamo vivendo il dono rafforza la somiglianza e la relazione tra le società. In altri casi il dono può essere visto come un oggetto dalla pluralità di significati, e al tempo stesso ambiguo, al limite fra altruismo e manifestazione del potere. A riguardo, la filosofa Francesca Brezzi nell’opera “Oltre la società degli individui. Teorie ed etica del dono”, afferma che rispetto al passato quando il dono era manifestazione di ricchezza e di potere, oggi questo si presenta con le caratteristiche della gratuità e della libertà senza ricevere nulla in cambio. 

ITALIANI DAL DONO AL LASCITO. DNA SOLIDALE: UN EVENTO NELL’EVENTO
Il 12 settembre 2017, alla vigilia della Giornata Internazionale del Lascito Solidale (13 settembre), Comitato Testamento Solidale ha organizzato “Italiani dal dono al lascito. DNA solidale”, un viaggio nella cultura del popolo italiano che inizia a scegliere il testamento solidale per lasciare una traccia di sé oltre la vita. Per un giorno, il Teatro Quirinetta è diventato la location di un evento che si snoda lungo un percorso dedicato al tema del dono e del lascito solidale. Un evento nell’evento: un ted talk sul tema del testamento solidale durante il quale sono stati presentati i dati di una ricerca inedita realizzata tra i notai del Consiglio Nazionale del Notariato alla presenza, tra gli altri, di Rossano Bartoli portavoce di Comitato Testamento Solidale e Segretario Generale della Lega del Filo d’Oro, Gianluca Abbate Consigliere e Responsabile dei Rapporti con il Terzo Settore del Consiglio Nazionale del Notariato, Matteo Aria professore ordinario di Antropologia Culturale e Francesca Brezzi professoressa di Filosofia Morale; un reading teatrale con la partecipazione degli attori della scuola di teatro dell’Associazione 21grammi, Idee in movimento, diretti dai trainers M. Grossi e G. Oppedisano, per dare voce alle testimonianze della nostra cultura solidale; una mostra fotografica e un’originale istallazione artistica che ha visto i partecipanti compiere un gesto a sostegno della campagna di Comitato Testamento Solidale. 

LA CAMPAGNA TESTAMENTO SOLIDALE 
La campagna informativa di Comitato Testamento Solidale è nata con lo scopo di diffondere la cultura dei lasciti solidali in Italia e rispondere a quanti vogliono avere maggiori informazioni sul lavoro condotto dalle 19 organizzazioni del Comitato Testamento Solidale. Accedendo al sito www.testamentosolidale.org è possibile avere un’esaustiva panoramica sui progetti, iniziative realizzati dalle associazioni no profite scaricare la guida ai lasciti solidali che da indicazioni dettagliate su come si fa un lascito solidale. 

[home page] [lo staff] [meteo]