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Un premio all’Associazione Reset di Trieste:
il progetto Più o meno positivi# premiato
al Community Award di Gilead Sciences

In Friuli Venezia Giulia i giovani diventano “protagonisti” dell’informazione e della formazione sull’infezione da HIV: comunicazione, multimedialità, alleanze per sensibilizzare sul virus e combattere lo stigma.

I giovani d’oggi saranno gli adulti di domani. Puntare sull’informazione dedicata a loro e soprattutto costruita da loro significa invitarli ad impegnarsi, a divenire consapevoli e a renderli protagonisti della costruzione dell’informazione che deve coinvolgerli. Nasce da queste considerazioni e dalla necessità di non “concentrare” la comunicazione sul tema dell’infezione da HIV solamente nelle fasi di allarme epidemiologico il progetto “PIU’ O MENO POSITIVI# = INSIEME VINCIAMO L’AIDS” dell’Associazione Reset Onlus di Trieste, che rivolgendosi ai giovani abbraccia a 360 gradi la problematica della prevenzione e dell’informazione in tema di HIV. 

Il progetto diventerà realtà grazie al finanziamento di 25.000 euro ricevuto al Community Award Program, Bando di concorso promosso in Italia dalla società biofarmaceutica Gilead Sciences per selezionare e premiare i migliori progetti di assistenza e supporto al paziente proposti da da Associazioni pazienti e Organizzazioni no profit del Paese.

Grazie a questo finanziamento, sarà possibile sviluppare una progettualità che prevede due diverse attività: in primo luogo la realizzazione di una campagna di comunicazione sociale finalizzata alla corretta informazione sul virus dell’HIV e alla promozione di scelte comportamentali che proteggano dall’infezione. Sfruttando social network, video e tecniche di “guerrillia marketing” la campagna, attraverso un tour itinerante, verrà proposta nelle scuole superiori della Regione Friuli Venezia Giulia. La campagna sarà ideata e realizzata da un gruppo di giovani coinvolti in laboratori creati ad hoc. La seconda attività riguarderà la partecipazione all’organizzazione della manifestazione che porta lo stesso nome del progetto nella settimana che segue la giornata mondiale dell’Aids dell’1 dicembre, con una mostra internazionale di arti visive, conferenze e l’attività di un presidio sanitario per eseguire test sul territorio. 

“Questo premio, oltre a renderci orgogliosi, ci permette di sviluppare un progetto di grande importanza, che si inserisce nelle attività e nei protocolli regionali del Friuli Venezia Giulia per la diffusione di scelte comportamentali protettive dall’infezione da HIV, in particolare tra i giovani – sottolinea Ileana Zumbo, coordinatrice del progetto -. L’impegno di tutti sarà cercare il massimo coinvolgimento dei giovani e soprattutto definire messaggi e strumenti informativi espressamente messi a punto dai giovani per i giovani, con l’aiuto di professionisti della comunicazione. L’obiettivo ultimo è massimizzare l’impatto di conoscenza, prevenzione e diagnosi precoce dell’infezione da HIV”.

Il progetto della Cooperativa sociale Reset Onlus, proprio per le sue caratteristiche di unicità e la possibilità di rappresentare un modello replicabile in altre realtà, è stato selezionato dalla Commissione Giudicatrice del Community Award, composta da Massimo Andreoni, Professore Ordinario di malattie infettive dell’Università di Roma Tor Vergata e da Marco Simonelli, Esperto in programmi e finanziamenti per attività HIV/AIDS nei paesi in via di sviluppo. Reset Onlus con il suo progetto si è distinta oltre che per originalità e replicabilità dell’iniziativa anche per la possibilità di coinvolgere tutti i giovani, sia come realizzatori della campagna che come fruitori finali e per la capacità di integrazione dell’iniziativa con altre progettualità in corso, come ad esempio la realizzazione di un mensile per i due istituti carcerari della Regione. In questo senso ha pesato nell’attribuzione del premio anche la lunga esperienza di Reset Onlus nell’ambito delle progettualità mirate a diffondere la diffusione delle informazioni sul virus HIV e la lotta allo stigma che l’associazione sta portando avanti da tempo. 

La scelta del progetto dell’Associazione triestina è avvenuta tra i 25 presentati da altrettante Associazioni pazienti e Organizzazioni No Profit del paese. Insieme a quello di Reset ne sono stati premiati altri 14.

Per saperne di più sulla Comunità di San Patrignano: www.cooperativareset.org  

Community Award Program
Il Community Award Program è arrivato quest’anno alla sua 6a edizione. Con questo Bando vengono selezionati e premiati i migliori progetti proposti da Associazioni pazienti e più in generale da Organizzazioni No Profit italiane che, secondo il giudizio di una Commissione giudicatrice indipendente, dimostrino di avere ricadute positive sulla qualità di vita e sull’assistenza terapeutica delle persone affette da HIV, Epatiti e patologie oncoematologiche (Leucemia Linfatica Cronica e Linfoma Follicolare). Nei sei anni del Bando sono stati presentati 147 progetti e le Commissioni Giudicatrici di ogni Edizione ne hanno selezionati e premiati in totale 63, 15 solo quest’anno. 4 i criteri con cui vengono valutati i progetti: 1.contenuto, 2.obiettivi e fattibilità, 3.originalità e innovatività, 4.esperienza del proponente nell‘ambito tematico del progetto. Nel corso dei 6 anni sono stati assegnati oltre 1.200.000 euro, di cui oltre 340.000 quest’anno. Per saperne di più: www.communityawardprogram.it

Gilead Sciences
Gilead Sciences è una società biofarmaceutica basata sulla ricerca e impegnata nella scoperta, sviluppo e commercializzazione di terapie innovative in aree terapeutiche nelle quali vi siano ancora esigenze mediche non soddisfatte. Con ogni nuova scoperta e ogni molecola sperimentale, cerchiamo di migliorare in tutto il mondo l’assistenza ai pazienti affetti da malattie potenzialmente letali. Le aree terapeutiche sulle quali ci concentriamo comprendono HIV/AIDS, malattie epatiche, ematologia e oncologia, malattie infiammatorie e respiratorie e patologie cardiovascolari. Gilead è presente in Italia dal 2000 e collabora attivamente con i partner istituzionali, scientifici, accademici, industriali e delle comunità locali per sviluppare e rendere disponibili le terapie ai pazienti italiani.

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