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Il Comune di Nova Gorica candidato
a Capitale Europea della Cultura per il 2025


È un nuovo Rinascimento quello che sta vivendo il territorio isontino: grazie alla candidatura del Comune di Nova Gorica a Capitale Europea della Cultura per il 2025, per la quale la città slovena ha chiesto la partnership della sorella italiana Gorizia, e la nascita del Distretto Culturale Europeo Isontino patrocinato dall’UNESCO e dall’Unione Europea, la cultura in questo momento è all’ordine del giorno.

I due progetti hanno trovato terreno comune stamattina al Castello di Kromberk, dove si sono riuniti una cinquantina di studiosi e personalità italiane e slovene, tra cui alcuni membri gruppo di lavoro sloveno che sta portando avanti il percorso di Nova Gorica verso l’ambita nomina, i rappresentanti del Comitato Nazionale per i Distretti Culturali, e i rappresentanti dell’Istituto per gli Incontri Culturali Mitteleuropei, guidato dal vice presidente Nicolò Fornasir.

Ciò che è risultato dall’incontro è una grande e concreta condivisione di obiettivi e di contenuti tra i due progetti e la precisa volontà di perseguire uno scopo non solo comune, ma di innegabile funzionalità per il futuro del territorio. 

Neda Bric, alla guida del gruppo di lavoro sloveno per la candidatura di Nova Gorica a Capitale Europea della cultura, ha illustrato i contenuti essenziali del progetto, le problematiche riscontrate finora e le potenziali ricadute che la nomina avrebbe sul territorio. “Abbiamo riscontrato una grande sintonia di lavoro e di impegno tra le due città – ha commentato la Bric - anche nelle loro numerose espressioni culturali e sociali, diverse ma intrinsecamente simili”. 

È seguito il saluto e l’intervento del sindaco di Nova Gorica, Klemen Miklavič, che ha confermato la decisa impronta innovativa e propulsiva che aveva già trasmesso nel suo precedente incontro con la cittadinanza di Gorizia. “È importante che il Comitato per i distretti culturali europei patrocinato da UNESCO intenda far riconoscere dall’UNESCO stessa la specialità del nostro territorio nel patrimonio culturale europeo – ha dichiarato il sindaco – La società civile e organizzazioni come l'ICM e il Forum za Goriško hanno dato un grande contributo a questo processo. La nostra regione è sempre stata un tutt’uno, fino a quando non è stata divisa dal confine. È una terra di quattro lingue e diverse nazioni, ma condivide una base culturale comune. Pochi sanno che questo è stato esattamente il motivo per cui i sindaci di Nova Gorica e Gorizia Jožko Štrukelj e Michele Martina si sono incontrati nel 1965 e hanno stabilito come obiettivo comune il superamento del confine. Sono molto motivato a portare avanti ciò che loro hanno iniziato e portarlo a un livello ancora più alto insieme al sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna.”

Il saluto del Comune di Gorizia è stato portato dall’assessore alla Cultura e allo Sviluppo turistico Fabrizio Oreti, accompagnato dalla portavoce del sindaco Patrizia Artico, i quali hanno ribadito l’importanza del progetto per il futuro europeo delle due città, soprattutto in funzione delle generazioni più giovani. “In totale sintonia con Nova Gorica stiamo lavorando a favore delle nostre comunità – ha dichiarato Oreti – perché sentiamo la responsabilità di vivere in un momento storico in cui poter dimostrare che siamo un territorio unico ed unito pieno di specificità che può benissimo essere preso da esempio dall’Unione Europa. In questo contesto si inserisce ottimamente il distretto culturale Europeo che sarà un volano prezioso a favore di Nova Gorica-Gorizia capitali europee della cultura.”

Tre esponenti del Comitato Nazionale per i Distretti Culturali, i professori Giulio Maria Chiodi, Lucio Minervini e Giovanni Cordini, hanno apprezzato l’impegno e la qualità del lavoro illustrato da Neda Bric e dal sindaco Miklavic, confermando il pieno sostegno alla candidatura a capitale europea riconoscendone il pieno titolo a risultare di fondamentale importanza per lo stesso futuro dell’Europa. In tal senso la proposta e il successivo progetto del Distretto Culturale “Goriziano” potrà costituire un fattore di valorizzazione e anche una utile sperimentazione di sinergia tra soggetti diversi, impegnati in progetti diversi ma con obiettivi in gran parte comuni.

Ha concluso i lavori l’ingegner Fornasir, vice presidente di ICM, illustrando la proposta del Distretto Culturale intitolato “GO – Mosaico: 3 civiltà/4 lingue/1 cultura”, ancorato geograficamente al cuore del territorio centrale costituito da Gorizia e Nova Gorica e delle aree contermini, esteso a tutta la fascia confinaria italo-slovena a cavallo dell’Isonzo e comprendente anche le zone di Aquileia, Cividale, il Tarvisiano, la bassa Carinzia, le Giulie e la valle dell’Isonzo fino al mare, da Aurisina a Grado.

L’incontro è proseguito anche nel pomeriggio con una tavola rotonda di dialogo tra i partecipanti, alla quale è seguito un primo percorso turistico-culturale e che domani si replicherà con una giornata di escursione che toccherà il Collio, Monte San Michele, Aquileia, Grado e Palmanova. Le conclusioni di questa due-giorni verranno tratte nel Convegno Nazionale UNESCO che avrà luogo il 3 e 4 maggio a Napoli. Durante il convegno verranno individuati i primi Distretti Culturali sperimentali, per il loro sostegno da parte dell’UNESCO presso l’Unione Europea avviandone concretamente l’attività con specifici provvedimenti finanziari, e l’obiettivo è che il progetto “Mosaico” venga assunto come progetto pilota proprio per l’avviata candidatura di Gorizia Nova Gorica a capitale della cultura europea.


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