Comune di Muggia


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Al Museo d’Arte Moderna Ugo Carà di Muggia
la mostra "Germi di forma", personale
dello scultore muggesano Villibossi


Da sabato 27 giugno 2020, presso il Museo d’Arte Moderna Ugo Carà di Muggia, è visitabile la mostra “Germi di forma”, personale dello scultore muggesano Villibossi, curata da Massimo Premuda e organizzata dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Muggia, per festeggiare gli ottant’anni dell’artista. La mostra presenta sculture e disegni recenti ed è corredata da un catalogo che ripercorre la vita e la ricerca artistica dello scultore dalla metà degli anni Sessanta ad oggi, attraverso le numerose partecipazioni a prestigiosi simposi internazionali di scultura in tutta Europa e attraverso testi storici di Stelio Crise, Sergio Molesi e Giulio Montenero, per arrivare alla produzione su legno dell’ultimo decennio. Nel volume, oltre a un ricco apparato biografico e bibliografico, sono riportati molti pensieri e riflessioni di Villibossi sul duro lavoro dello scultore, e si apre con un sentito augurio da parte del Sindaco e Assessore alla Cultura del Comune di Muggia, Laura Marzi: “Una grande mostra per celebrare gli ottant’anni dello scultore Villibossi è sicuramente un’occasione straordinaria per presentare le più recenti sculture e opere su carta dell’artista a dimostrazione della sua inesauribile creatività, ma è anche un’occasione imperdibile per raccontare la sua ricerca artistica così intimamente legata alla sua vicenda umana. 

Una personale molto attesa per celebrare la carriera di un artista muggesano che, con le sue numerosissime partecipazioni a prestigiosi simposi internazionali di scultura, con gli importanti premi vinti e con le monumentali commissioni pubbliche e private in tutta Europa, ha portato, dalla metà degli anni Settanta fino ad oggi, il nome di Muggia ben oltre i confini nazionali.”

La mostra presenta una ventina di sculture recenti di grandi dimensioni su legno, ma anche su pietra e marmo, a cui vengono affiancati significativi disegni dell’ultimo decennio che integrano il mondo e la poetica dell’artista, e anche tanti bozzetti in terracotta funzionali alla produzione delle sculture in esposizione. La personale si prefigge il compito di rileggere il rapporto fra disegno e scultura nel percorso dell’artista e intende approfondire i temi propri della ricerca di una vita analizzando le sue fonti di ispirazione, in primis la natura in tutte le sue declinazioni. Così Massimo Premuda, curatore della mostra, investiga la figura e la poetica dell’autore: “Pensare a Villibossi, equivale a pensare alla scultura. In particolare, ci piace immaginarlo come un “pellegrino internazionale della pietra”, per riprendere la definizione di Sergio Molesi, intento a ripercorrere le sue numerose partecipazioni a simposi internazionali di scultura in tutta Europa dalla metà degli anni Settanta ad oggi.

Una vita dedicata alle arti plastiche sotto tutte le loro possibili declinazioni, dalla pietra, sua materia d’elezione, fino al legno, sempre più investigato negli ultimi anni. Una rigorosa ricerca artistica di oltre cinquant’anni che proprio nella profonda relazione con la natura e con l’altro da sé trova le sue forme più alte, partendo da una rispettosa osservazione dell’elemento naturale e del materiale organico di cui è intrinsecamente composto, e che genera potenti opere capaci di coniugare e far convivere con esiti felicissimi la spinta naturale e l’intuizione razionale, modellando sculture in cui l’apparente contrasto tra forma e materia sembra mediato dalla natura stessa.

Che Villibossi sia un raffinato scultore e un acuto disegnatore già lo sappiamo, ma ciò che ci interessa investigare in questa mostra, fra sculture e disegni dell’ultimo decennio, è innanzitutto il rapporto fra queste due tecniche nel caso di un artista che è riuscito ad eccellere in entrambe. Si potrebbe cadere facilmente nell’errore di considerare i suoi disegni solo schizzi preparatori, ma si tratta invece di opere autonome e indipendenti nell’euritmica poetica tipica dell’autore. La mostra si propone dunque di superare questa chiave di lettura per valorizzare segni e colori dell’artista, e il secondo punto da indagare è proprio l’estrema coerenza di una ricerca artistica priva di contraddizioni che, dai primi lavori della metà degli anni Sessanta ad oggi, è sempre riuscita a restare in equilibrio fra natura e artificio, organico e razionale, carnalità e astrazione allusiva. […]

La ricerca recente di Villibossi è così ambientata in un’eterna primavera in cui, in una sorta di biomorfismo, viene scandito il tempo vitale dei cicli naturali fra infiorescenze ed effervescenze vegetali, e in cui l’artista, assecondando i ritmi dell’universo, genera dalle materie prime, quali carta, legno e pietra, quei germi di forma propri del suo immaginario.”

Sabato 27 giugno 2020, verranno proposte 4 visite guidate con l’artista alle ore 10.30, 11.30, 17.30 e 18.30 per incontrare l’autore e confrontarsi sulle opere in mostra. Per consentire a tutti di godere della mostra in sicurezza, il pubblico verrà contingentato in gruppi da 18 persone previa prenotazione obbligatoria, scrivendo un’email all’Ufficio Cultura ufficio.cultura@comunedimuggia.ts.it, o telefonando allo 040 3360340.

La mostra potrà essere visitata a ingresso libero fino a domenica 16 agosto 2020 con il seguente orario: venerdì dalle 17 alle 20, sabato dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20, domenica e festivi dalle 10 alle 13.

Ricordiamo infine che i Musei comunali di Muggia hanno riaperto le porte al pubblico dai primi di giugno nel rispetto delle linee guida per contenere il rischio epidemiologico nei musei e nei luoghi della cultura, con nuovi orari e nuove modalità d’accesso.

La prima novità è il cambio degli orari di apertura al pubblico dei musei che vanno a concentrarsi nel weekend e che godono di orari di visita più ampi. Nello specifico il Museo Carà rispetta i seguenti orari: venerdì dalle 17 alle 20, sabato dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20, domenica e giorni festivi dalle 10 alle 13.

All’interno dei musei vanno osservate semplici regole che ormai ben conosciamo: si indossa sempre la mascherina e anche i guanti se si sfogliano i cataloghi del bookshop, si possono igienizzare le mani in entrata, si rispetta la distanza di sicurezza di 1m con gli altri visitatori, a eccezione delle famiglie o dei congiunti, e infine si accede ai servizi igienici uno per volta. Inoltre, per garantire il distanziamento interpersonale del pubblico, potranno accedere contemporaneamente al Museo Carà 18 visitatori. È prevista infine anche una nuova modalità d’accesso con la possibilità di prenotare la visita, telefonando allo 040 3360340 o scrivendo un’email all’Ufficio Cultura ufficio.cultura@comunedimuggia.ts.it

info e prenotazioni
Comune di Muggia - Assessorato alla Cultura
040 3360340 - ufficio.cultura@comunedimuggia.ts.it 
www.benvenutiamuggia.eu - www.comune.muggia.ts.it


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