Comune di Trieste


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130 anni dalla nascita di Cesare Sofianopulo:
al Revoltella in mostra le opere dell'artista concittadino


Quest’anno ricorrono i centotrenta anni dalla nascita dell’ illustre concittadino Cesare Sofianopulo, personaggio di raffinata cultura e sorprendente originalità, “anima bizantina di greco moderno” (A. Berlam). Ecco le sue principali tappe formative, per molti aspetti analoghe alla maggior parte degli artisti triestini, ma basilari per comprendere la specificità del suo linguaggio artistico: dopo gli esordi formativi al seguito di Argio Orell, che frequentò dal 1908, tra il 1910 e il 1913 studiò all’Accademia di Monaco di Baviera con Angelo Yank, quindi a Parigi nel 1911 presso l’Académie Julian, allievo di Jean Paul Laurens e, nuovamente, per tutto il 1913, presso l’accademia bavarese, dove fu ammesso agli insegnamenti del protagonista della Secessione monacense Franz von Stuck.

Riferendosi alla ritrattistica rigorosa e intensa del celebre pittore triestino di origini greche, Salvatore Sibilia si esprimeva con queste parole nel 1922 : “Il ritratto, per Cesare Sofianopulo, deve essere il simbolo della persona, il simbolo di un’anima, potenzialmente completo: la sintesi di tutti i sentimenti, la somma di tutti i vari aspetti mutabili di un carattere specifico. […]” (Sibilia, 1922). Quale esemplificazione migliore di questo assunto, profondo e mistico come la personalità colta e sfaccettata di Sofianopulo, se non il dipinto da lui realizzato nel 1930 intitolato Maschere e dal Comune di Trieste donato al Museo Revoltella nel 1931.

Oltre a distinguersi per le sue capacità artistiche di raffinata qualità, Cesare Sofianopulo, ancora oggi, è ricordato per le sue caratteristiche di intellettuale e 'sociologo' a tutto campo. Dedito alla riflessione letteraria, alla poesia, all'attività di traduttore, l’artista fu perfettamente immerso nella realtà del suo mondo quale “solerte indagatore di civiche vicende”, in nome delle quali si impegnò costantemente intervenendo, con un linguaggio perspicace e talvolta sferzante, su quasi una trentina di testate giornalistiche triestine e regionali. Tale attitudine giornalistica era l'espressione del suo sensibilissimo impegno civile che, nel corso della prima metà del Novecento, oltre ad estendersi alle questioni irredentistiche e alle fasi storiche del tormentato passaggio di Trieste al territorio nazionale, si volgeva sistematicamente anche agli accadimenti quotidiani della sua città, oltreché al dibattito artistico del suo tempo.

Il più noto dipinto di Cesare Sofianopulo delle raccolte del Museo Revoltella, dall'intitolazione complessa quanto il suo metafisico contenuto, Autoritratto bifronte (Autoritratto dualistico o pirandelliano / Il mio riflesso), è paradigmatico di quella febbrile tensione psicologica attraverso cui l'artista si esprimeva per l'affermazione di un principio, per la circoscrizione di un valore, da lui profondamente sostenuto e ambito. L'opera, ascrivibile al 1936, rappresenta la concreta protesta dell'artista all'imbonimento del tratto terminale del canale sul quale, fino al 1934, si affacciava la chiesa di Sant'Antonio Nuovo.

Alla modernità di pensiero di Cesare Sofianopulo, al cui spirito combattivo e eroico contribuì senz'altro anche la sua origine ellenica, e ai centotrenta anni dalla sua nascita, è dedicato il nuovo allestimento della saletta al pianterreno della Galleria d’arte moderna.

L’esposizione, che rimarrà aperta ai visitatori dal 16 novembre 2019 al 12 gennaio 2020 e che raccoglie le sei opere di proprietà del Museo Revoltella, rappresenta inoltre una importante occasione per presentare al pubblico per la prima volta le cinque opere concesse al museo in comodato d’uso dalla famiglia Sofianopulo. La rilevante concessione, recentemente sancita, costituirà per tutti una significativa opportunità di conoscenza più approfondita della figura e dell’opera di questo illustre nostro concittadino.

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