Comune di Trieste


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"Il cinema in posa negli scatti della Fototeca
dei Civici Musei di Storia ed Arte di Trieste"
in mostra a Palazzo Gopcevich


E’ stata presentata nella Sala A. Selva di Palazzo Gopcevich (via Rossini 4) la mostra: “IL CINEMA IN POSA negli scatti della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte di Trieste”, che sarà inaugurata venerdì 26 luglio, alle ore 17.00 e visitabile dal 27 luglio al 13 ottobre (da martedì a domenica, dalle 10.00 alle 17.00, lunedì chiusura).

Sono intervenuti l'Assessore alla Cultura Giorgio Rossi, la Direttrice del Servizio Musei e Biblioteche Laura Carlini Fanfogna e la Responsabile della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte Claudia Colecchia.

La mostra, ideata e realizzata dai Civici Musei di Storia ed Arte, con la direzione di Laura Carlini Fanfogna, a cura di Claudia Colecchia, propone un percorso narrativo per vedere il cinema a Trieste, e non solo, dal secondo dopoguerra alla prima metà degli anni Sessanta.

“Un periodo in cui il cinema aveva un grande peso – ha sottolineato l’assessore Rossi -. Il neorealismo, i grandi film d’essai su temi di riflessione ma anche comici, illustri registi. Un mondo che attraverso l’arte cinematografica è stato ricostruito in un significativo percorso in questo museo, grazie al patrimonio di oltre 3 milioni di fotografie della Fototeca. Immagini che parlano di cinema, di attori italiani e hollywoodiani di fama internazionale che sono venuti a Trieste per girare film importanti in vari set cittadini”.

Un’arte cinematografica all’epoca molto popolare – ha spiegato la direttrice Carlini – seguitissima dal pubblico, che ha visto in molte occasioni protagonista la nostra città quale location ideale per grandi produzioni con attori e registi di notevole calibro. Attraverso la ricostruzione e la ricerca storico-scientifica la mostra mette in campo per immagini scattate da fotografi triestini una carrellata di situazioni, in vari periodi del dopoguerra, collegate anche alla letteratura, che hanno fatto la storia del cinema a Trieste”.

Claudia Colecchia ha rilevato come proprio i fotografi abbiano guidato nel raccontare questa storia anche delle sale cinematografiche che oggi non ci sono più. Una ricognizione sistematica dei fondi custoditi in Fototeca di Adriano de Rota e Ugo Borsatti, di proprietà della Fondazione CRTrieste e qui depositati, di Giornalfoto e dell’Archivio Comunale, incrociata con lo studio di altre fonti documentali e bibliografiche coeve, consente di raccontare il mondo del cinema. I fotografi documentano con continuità la frequentazione dei triestini, rendendo omaggio, attraverso la memoria visiva, a quella moltitudine di luoghi che oggi non esiste più come il cinema Fenice, l’Excelsior o l’Alabarda perché trasformati in garage, palestre, supermercati o negozi. Il cinema Paradiso che la sera proiettava film e al pomeriggio ospitava incontri di pugilato o il cinema Arcobaleno, nel rione di Barriera, il primo a dotarsi di aria condizionata o ancora il Nazionale che disponeva di una calotta apribile nelle calde serate estive.

I professionisti immortalano i volti noti di Trieste: Fulvia Franco, Federica Ranchi, Mario Valdemarin, Gianni Garko o Elio Ardan ma anche attori come Claudia Cardinale, Vittorio Gassman, Alberto Sordi, Silvana Mangano e Sophia Loren, i critici Tullio Kezich e Tino Ranieri e i registi Mario Bolognini, Vittorio De Sica, Federico Fellini, Mario Monicelli, Dino Risi. La fotografia non dimentica le anonime presenze di chi lavora nel mondo del cinema in perenni coni d’ombra: una moltitudine silenziosa e operosa composta da bigliettaie, maschere, pulitrici, parrucchiere, comparse e assistenti. Un’umanità silente che la fotografia salva dall’amnesia storica.

Gli scatti, talvolta aneddotici, allusivi, retorici, alcuni dotati di grande sapienza compositiva e intelligenza nel cogliere le sfumature della luce, ci lasciano un’illustrazione puntuale del complesso mondo di celluloide.

Il fotografo cattura, curioso, le emozioni, i volti, i cappellini, gli abiti del pubblico al cinema. I ruminatori di lupini come li chiama Tino Ranieri, poi ruminatori di popcorn. Un pubblico assolutamente simile a quello immortalato nel resto d’Italia, tutto teso verso un processo di modernizzazione sotto molteplici profili. La fotografia restituisce appieno l’agognata ricerca di una nuova identità individuale e collettiva.

La matrice linguistica di Adriano de Rota, Ugo Borsatti e dell’agenzia Giornalfoto risente dell’esperienza del cinema neorealista, raccontando senza orpelli e artifizi la Trieste di quegli anni. Il racconto dell’uomo e delle sue relazioni con il contesto sociale ed economico in cui vive non consente di affermare che siamo di fronte a fotografi neorealisti tout court, tuttavia è palese la qualità dell’aria respirata, la pregnanza della contaminazione culturale.

Anch’essi registi di scena, in grado di catturare istanti che diventano magici, grazie a un’abilità che non si estrinseca solo nel merito di trovarsi nel posto giusto al momento giusto, ma come amava ripetere instancabilmente de Rota ai suoi assistenti, nella capacità di fermare sul positivo ciò che la mente ha già visto.

Traslando da Kezich, non fiori di celluloide, ma fiori d’argento, proiezioni estetiche di luce e ombra che fissano per sempre ciò che va custodito per essere preservato, guardato, interrogato, di contrasto all’assenza.

Il percorso espositivo/narrativo propone una selezione delle sale ospitanti, dei film, degli attori, dei critici e dei registi, nonché dei consumatori, come documentati in Fototeca: itinerario indotto dai fotografi, veri protagonisti del percorso visivo e insostituibili compagni di viaggio. A corredo dell'esposizione, sono proposti documenti e preziosi cimeli provenienti dal Civico Museo della Guerra per la Pace “Diego de Henriquez”, dal Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”, dall’Archivio Generale del Comune di Trieste e interviste che fanno riemergere ricordi personali e collettivi.

La mostra prevede un calendario di visite guidate, con inizio alle ore 16.00: mercoledì 21 agosto; mercoledì 4 settembre; mercoledì 18 settembre; mercoledì 2 ottobre; mercoledì 9 ottobre; sabato 12 ottobre.

Info: Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte,via Rossini 4, tel +39 040 6754039
www.fototecatrieste.it 
www.triestecultura.it 


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