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Camillo Castiglioni e il mito della BMW: presentata la mostra e il volume "La Trieste-Opicina motociclistica"


A Palazzo Gopcevich ha avuto luogo la conferenza stampa di presentazione della mostra “Camillo Castiglioni e il mito della BMW”, co-organizzata dal Comune di Trieste e dalla Fondazione Franco Bardelli, curata da Mauro Martinenzi e Susanna Ognibene in collaborazione con BMW Group Classic e Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice, e dedicata alla storia incredibile del triestino che all'inizio del '900 fondò la BMW. L’esposizione – che sarà inaugurata sabato 29 giugno, alle ore 12, dal Sindaco Roberto Dipiazza e dal Governatore della Regione Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, presenti il direttore di BMW Group, Ulrich Knieps e il capo del BMW Group Archiv, Fred Jacobs e la pronipote di Castiglioni, signora Claudia - nella Sala “Attilio Selva” di Palazzo Gopcevich (via Rossini 4), sarà visitabile, a ingresso gratuito, dal 29 giugno al 21 luglio, dalle 10 alle 17 (lunedì chiuso).

Nel corso della conferenza è stato anche presentato il volume “La Trieste Opicina Motociclistica”, voluto dal MotoClub Trieste, scritto da Franco Damiani di Vergada, in cui si racconta la storia della velocissima corsa in salita disputata fino al 1971. Sono intervenuti Giorgio Rossi, Assessore alla Cultura del Comune di Trieste, Laura Carlini Fanfogna, Dirigente del Servizio Musei e Biblioteche, Mauro Martinenzi e Susanna Ognibene, curatori della mostra, Stefano Zuban in rappresentanza del MotoClub Trieste, e Franco Damiani di Vergada, autore del volume dedicato alla Trieste Opicina motociclistica.

In concomitanza, sempre nella giornata di sabato 29, alle ore 11, in piazza Unità d’Italia, si terrà l’evento finale del FIVA WORD MOTORCYCLE RALLY 2019, dove collezionisti da tutto il mondo presenteranno 130 motociclette d’epoca tra le più importanti della storia del motociclismo.

A seguire, alle 13.30/14, piazza Unità d’Italia sarà sorvolata da biplani d’epoca con fumogeni tricolori.

Il Sindaco Dipiazza ha voluto rivolgere ringraziamenti a tutti coloro che hanno collaborato per realizzare a Trieste “Una rievocazione straordinaria che rappresenta un ulteriore importante evento di valenza internazionale che dà visibilità e prestigio alla città”.

“Dopo un lungo percorso, grazie all’impegno e alla stretta collaborazione instaurata, si celebra la vita “romanzesca” e avventurosa di Camillo Castiglioni, un grande personaggio triestino finora poco conosciuto ma che ha lasciato dei segni importanti in vari periodi storici”.

Un lavoro rilevante, come ha sottolineato la direttrice Carlini, che ha impegnato molti uffici comunali, oltre al personale scientifico, e che ha coinvolto anche il museo della BMW di Monaco di Baviera. Di sicuro richiamo per il pubblico locale e per i turisti”.

Il rapporto culturale di condivisione e di impegno con il Comune di Trieste è stato magnifico e unico sotto tutti i punti di vista e ha consentito di portare oltre alla mostra anche un evento altrettanto importante che vedrà sfilare moto d’epoca prestigiose nella piazza centrale cittadina, ha poi evidenziato il curatore Martinenzi.

Susanna Ognibene ha poi illustrato nel dettaglio la mostra e l’evento che caratterizzerà la giornata di sabato 29 giugno: Camillo Castiglioni nato a Trieste il 22 ottobre del 1879 da Vittorio, pedagogista ed ebraista, (vice rabbino di Trieste, poi rabbino capo di Roma dal 1903 al 1911), è stato uno dei più grandi finanzieri e industriali europei negli anni Venti del Novecento, la mostra si pone l’obiettivo di raccontare la sua straordinaria vita, con un particolare approfondimento relativo al periodo in cui come proprietario della BMW ne favorisce la trasformazione in una fabbrica motociclistica. L’intento è quello di esplorare sia la singolare storia umana del Castiglioni, che va oltre la connotazione politica dell’epoca, sia la società, il contesto culturale, politico ed economico attraverso cui il nostro personaggio si muove e vive, con particolare riferimento alle sue radici triestine ed ebraiche. Nella mostra sarà possibile ammirare l’originale della prima moto prodotta con il marchio BMW, la R32 ed il primo motore boxer realizzato dalla società, l’M2B15, capostipite di una tecnologia ancora oggi adottata a bordo delle moto BMW. I due cimeli arriveranno direttamente dal museo di Monaco di Baviera, per concessione della BMW Group Classic.

Il catalogo della mostra Camillo Castiglioni e il mito della BMW (Goliardica Editrice - Trieste, 2019) è curato da Susanna Ognibene e Mauro Martinenzi, con introduzioni di Fred Jacobs, Head BMW Group Archiv e di Gianni Scipione Rossi, autore della biografia Lo "squalo" e le leggi razziali. Vita spericolata di Camillo Castiglioni (Rubbettino Editore - Soveria Mannelli, 2017) e contributi di Claudia Colecchia, Mauro Tabor, Susanna Gregorat e Lorenza Resciniti. L’inaugurazione della mostra è fissata in concomitanza con un altro importante evento: l’arrivo a Trieste del Fiva World Motorcycle, il più importante raduno mondiale di moto d’epoca, che quest’anno si svolge in Slovenia e Croazia, con tappa finale a Trieste. Alle ore 11.00 di sabato 29 giugno giungeranno nella splendida cornice di Piazza Unità d’Italia 130 moto d’epoca, tra le più belle del mondo. Alla manifestazione saranno presenti anche moto provenienti dal Museo BMW di Monaco. La giornata proseguirà con la presentazione, presso la Sala Bobi Bazlen di Palazzo Gopcevich, del libro di Franco Damiani Di Vergada, voluto dal MotoClub Trieste, dal titolo La Trieste-Opicina motociclistica. Una storia famosa, dimenticata. Nel libro si ripercorrono le 12 edizioni della Trieste-Opicina e la sua conclusione.

Infine, su Piazza Unità d’Italia alcuni velivoli, repliche degli aerei della Prima Guerra Mondiale, sotto la direzione del Comandante Zanardo, eseguiranno un passaggio con i fumogeni tricolore salutando i partecipanti del FIVA Word Motorcycle 2019.

La giornata si concluderà con tutte le moto, scortate dai mezzi storici di Polizia e Carabinieri, che ripercorreranno il tracciato della Trieste-Opicina, la storica corsa in salita.

FONDAZIONE FRANCO BARDELLI
La Fondazione Franco Bardelli nasce nel 2016, per iniziativa di IDS – Ingegneria dei sistemi S.p.A., intitolata al fondatore della società, a testimonianza del contributo di pensiero e di opere fornito da Franco Bardelli, come ingegnere innovativo, manager e imprenditore.
La Fondazione dedica le sue risorse alla promozione di studi, ricerche, mostre e conferenze in campo culturale e scientifico, sia negli ambiti strettamente connessi al core business dell’azienda sia in settori più ampi della conoscenza umana, nonché alla realizzazione di servizi di pubblica utilità.
Persegue, inoltre, finalità di solidarietà sociale, sostenendo iniziative e attività culturali rivolte a realizzare il benessere, l’istruzione e il sostegno dei cittadini tutti nonché dei propri dipendenti.
Tali finalità rappresentano un veicolo significativo e coerente della funzione sociale dell'impresa, che va ad inserirsi nel più ampio dibattito sui valori della società civile ed economica dei nostri giorni.
Un progetto di promozione della memoria scientifica e del patrimonio storico aziendale di ampio respiro, che si rivolge a studiosi di settore, al mondo accademico e scolastico, ma anche a un pubblico più ampio di appassionati.
Un programma attraverso il quale la Fondazione si propone di raccontare le capacità dell’azienda, espresse nel corso degli ultimi decenni come risultato di percorsi e storie individuali e collettive. La storia degli uomini e delle donne, dei lavoratori che l’hanno fatta crescere, protagonisti di un cammino che ha seguito quello dell’industria italiana e dell’intera nazione.


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