Comune di Trieste


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"La memoria una luce che vogliamo e dobbiamo tenere sempre accesa": l'intervento del Sindaco Dipiazza al convegno "1938-1945 la persecuzione degli ebrei in Italia e a Trieste. Documenti di storia"


“Quella della memoria è una luce che noi vogliamo e dobbiamo tenere sempre accesa, operando per il bene, per la democrazia, per la libertà e per la pace, per estirpare e cancellare quell’odio che uccide ogni umanità, per costruire responsabilmente e con dignità una società che sia sempre più amica, sensibile, solidale e soprattutto più giusta. E’ questo il mio e il nostro impegno. E’ questa la missione da compiere, per dare fiducia, speranza e opportunità di crescita e benessere a quelle nuove generazioni chiamate a scegliere e a vivere un domani migliore”.

Lo ha detto il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza intervenendo martedì 24 gennaio al convegno in prefettura “1938-1945. La persecuzione degli Ebrei in Italia e a Trieste. Documenti per una Storia” che ha visto anche la partecipazione del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, del commissario di governo e prefetto Pietro Signoriello, del presidente della giunta regionale del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga con le autorità locali e i vertici della Comunità ebraica.

Nel suo intervento il sindaco Dipiazza ha evidenziato come “Trieste è città simbolo e cara da sempre al cuore dell’Italia anche perché più di altri luoghi ha vissuto e patito i drammi e le profonde ferite del Novecento. In questi vent’anni da sindaco, mi sono sempre impegnato e speso a favore di quell’importante ed essenziale processo di pacificazione, collaborazione e comune impegno per unire le diverse anime e sensibilità di questa nostra città, per cercare quel virtuoso percorso di crescita economica e ideale che si fonda sul rispetto dei valori democratici di libertà e giustizia”.

“Ho sempre cercato di operare per unire -ha detto ancora Dipiazza - per coinvolgere, per perseguire quel bene comune che, riconoscendo la verità dei fatti e della storia, è essenziale e decisivo per garantire il presente e il futuro delle nuove generazioni e di tutti noi, uomini e donne che, con le rughe della nostra umanità vissuta, abbiamo il dovere e l’obbligo di costruire una società migliore, partendo dai piccoli o grandi gesti di ognuno. Con la Comunità ebraica abbiamo avviato un intenso e virtuoso percorso di collaborazione nel ricordo della memoria e nel doveroso rispetto delle vittime, così come molte altre sono state le iniziative messe in campo in questo processo di pacificazione, verità e giustizia, caratterizzate anche dall’aver voluto far tradurre in sloveno, per la prima volta nella storia della città, il discorso del sindaco in Risiera, l’aver voluto che tutti i sindaci del territorio, insieme, rendessero omaggio a tutti i caduti nei diversi luoghi della memoria”.

“Questo virtuoso cammino -ha evidenziato il sindaco - ha visto il suo apice nello storico concerto “Le Vie della Pace”, con i tre presidenti di Italia, Slovenia e Croazia, Giorgio Napolitano, Danilo Türk e Ivo Josipović, svoltosi il 13 luglio del 2010 in piazza Unita’ d’Italia. quell’evento è stato suggellato poi dalla visita dei presidenti della repubblica italiana Sergio Mattarella e della repubblica slovena Borut Pahor che, il 13 luglio 2020, si sono recati mano nella mano nei luoghi simbolo delle tragedie di queste terre”.“Questi gesti e queste scelte - ha ribadito il sindaco Dipiazza - sono l’emblema di come bisogna saper guardare al futuro per crescere in responsabilità, impegno e generoso slancio comune, superando torti e ferite, per raggiungere obiettivi e valori più alti”.

Prima del convegno in prefettura, incontrando il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il sindaco Dipiazza gli ha consegnato la targa ufficiale del Comune con lo stemma della Città di Trieste.


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