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Marcello Mascherini. Il teatro:
la mostra si sposta a Pordenone


Dopo l’esordio a Trieste, nel giugno scorso, la mostra itinerante dedicata al poliedrico artista che fu innanzitutto scultore ma anche scenografo, costumista e regista, apre i battenti a Pordenone il 15 ottobre. “Marcello Mascherini. Il teatro” si potrà visitare fino al 28 novembre 2021 (da giovedì a domenica, dalle 15 alle 19), nel Museo Civico d’Arte, Palazzo Ricchieri. Il progetto è ideato e curato da Archivio Marcello Mascherini di Azzano Decimo e Federazione Italiana Teatro Amatori di Pordenone. La mostra verrà ufficialmente inaugurata venerdì 15 ottobre, alle 18.

Numerosi gli enti e le associazioni culturali partner del progetto: Comuni di Trieste, di Pordenone, di Duino Aurisina e di Azzano Decimo, Associazione Triestina Amici dei Musei “Marcello Mascherini”, Circolo della Cultura e delle Arti (Trieste), Liceo artistico Enrico e Umberto Nordio (Trieste), Circolo Culturale Azzanese, Galleria d’Arte Contemporanea Pro Civitate Christiana di Assisi, Comunità degli Italiani di Abbazia, in collaborazione con Civico Museo Teatrale Schmidl (Trieste), Fototeca dei Civici Musei di Storia e Arte (Trieste), Archivio storico e audiovisuale del Teatro dell’Opera di Roma. Fondamentale il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia.

«L’idea di far conoscere a un pubblico più ampio la sfaccettata valenza dell’opera teatrale di Mascherini, sviluppata dall’Archivio Marcello Mascherini e dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Trieste – precisa Franco Segatto, presidente di Fita Pordenone – è scaturita dall’interesse suscitato, nell’ambito del Festival Internazionale di Teatro Amatoriale dedicato al celebre artista di origini azzanesi, dalla conferenza organizzata nel 2014, “La musa imperfetta: Marcello Mascherini e il teatro”, alla quale prendeva parte un folto pubblico. In quella occasione comprendemmo che avevamo imboccato la strada giusta: l’opera di Mascherini meritava una sintesi organica, la comunità voleva saperne di più e noi potevamo esserne gli interpreti».

Di Marcello Mascherini esistono una fittissima bibliografia, un catalogo generale delle opere plastiche e il ricordo di molte mostre delle sue sculture. Ma pochi sanno delle opere dello scultore per il teatro, documentate dal 1948 al 1974, la cui cronaca fu redatta per la prima volta da Adriano Dugulin, già conservatore dei Musei Civici di Trieste. Si tratta di costumi e scene per il Teatro Stabile della Città di Trieste, per il club privato La Cantina, dove Mascherini ricoprì anche il ruolo di regista, e per il Teatro dell’Opera di Roma. Mancava tuttavia uno studio esaustivo delle collaborazioni di Mascherini per il teatro, per le feste cittadine (ad esempio le famose Cavalchine al Teatro Giuseppe Verdi di Trieste), che chiarisse il significato di tali opere nel contesto socio-culturale regionale e nazionale.

L’idea editoriale ed espositiva, promossa dall’Archivio Marcello Mascherini, è stata subito condivisa dal professor Paolo Quazzolo, docente di Storia del teatro al Dipartimento di studi umanistici dell’Università di Trieste, che ha accettato la responsabilità scientifica del progetto “Marcello Mascherini. Il teatro”. 

La ricerca presso vari archivi, nonostante le difficoltà poste dal Covid, ha consentito di realizzare la monografia “Marcello Mascherini. Il teatro”, curata da Paolo Quazzolo e Francesco Bordin per i tipi di Umberto Allemandi (Torino) con i saggi degli studiosi Cristina Benussi, Massimo De Sabbata, Lorenzo Nuovo e Paolo Quazzolo. Il libro comprende un ricco inserto iconografico che integra le selezioni in mostra al Civico Museo Teatrale Carlo Schmidl di Trieste (3 giugno – 5 settembre 2021) e al Museo civico d’Arte di Pordenone (15 ottobre – 28 novembre 2021). I prestiti per le due esposizioni di disegni, medaglie, sculture e documenti sono stati concessi dall’Archivio Storico e Audiovisuale della Fondazione Teatro dell’Opera di Roma, dallo stesso Civico Museo Teatrale di Trieste e dall’Archivio dell’artista, mentre altre fototeche hanno concesso le immagini d’epoca. 

In esposizione anche una versione in bronzo, di collezione privata, del Ritratto di Giani Stuparich realizzato da Mascherini nel 1944. Lo scrittore triestino fu il primo presidente del Circolo della Cultura e delle Arti, sodalizio nato nel 1946 con l’intento di valorizzare la cultura di Trieste legandola a quella nazionale con attività di alto livello: nobile scopo perseguito con determinazione anche da Mascherini, che mise a disposizione del Circolo le proprie relazioni con il mondo artistico nazionale.


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