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Fotografia Zero Pixel porta a Gorizia la mostra
collettiva "Eureka!" e la personale
"Eidolon/Eidos" di Roberto Kusterle


Inaugureranno sabato 11 gennaio nel capoluogo isontino. In esposizione gli scatti di 32 fotografi nazionali e internazionali sul tema “Eureka!” e le fotografie analogiche realizzate da Kusterle tra gli anni Novanta e la metà del primo decennio del Duemila.

Dopo il successo riscosso a Trieste e a Ronchi dei Legionari nei mesi scorsi il festival Fotografia Zero Pixel si trasferisce in questo inizio del 2020 a Gorizia, presentando nel capoluogo isontino la mostra collettiva tematica “Eureka!” e la personale “Eidolon/Eidos” del fotografo Roberto Kusterle.

Sabato 11 gennaio saranno inaugurate entrambe le mostre: alle 11 “Eureka!”, ospitata nella galleria d'arte Mario Di Iorio della Biblioteca Statale Isontina (via Mameli, 12), e alle 18 “Eidolon/Eidos”, che si potrà visionare nella galleria Prologo (via G.I. Ascoli, 8/1). Èureka!, che è il tema dell’ultima edizione del festival, è l’espressione comunemente attribuita ad Archimede in occasione della scoperta della legge fisica che regola la spinta idrostatica: definisce quel lampo d’intuizione tipico di coloro a cui è stato attribuita la definizione di “genio”. La mostra collettiva con questo titolo presenta in esposizione le opere di 32 fotografi nazionali e internazionali, con le loro personali visioni su questo tema realizzate nelle più svariate declinazioni tecniche della fotografia chimica, che condurranno lo spettatore in un ricco viaggio fatto di ricerche e scoperte. Curata da Fabio Rinaldi, propone in realtà una carrellata di temi, a partire dalla metamorfosi della natura con “Icaro Zero Pixel” di Roberto Pastrovicchio, immagine scelta per rappresentare la mostra. Si rappresentano le mutazioni del corpo con “TRANSizione” di Ennio Demarin, e con “Hand" di Nicole Russo; la robotica con “Golem" di Luigi Tolotti; l’alterazione fisiognomica con “Senza titolo” di Gabriel Marcus; i flussi cellulari con la “Rivelazione del Corpo” di Michela Scagnetti; il tempo prezioso e inarrestabile con “Orologi” di Guido Cecere. In mostra, ancora, scatti di Serena Bobbo, Roberto Kusterle, Marko Vogrič, Massimiliano Muner, Fabio Rinaldi, Elisa Biagi, Lorenzo Luci, Matthias Gessler, Massimo Stefanutti, Enzo Tedeschi, Sara Kaleb, Ugo Borsatti,Adriano Perini,Giacomo Frullani, Tiziano Neppi, Annamaria Castellan, Renato D’Agostin,Sergio Scabar, Lorenzo Tommasoni, Andrej Furlan, Stefano Tubaro, Novella Predonzan, Davide Dionisio, Robert Sironi, Franco Spanò. L’esposizione sarà visitabile dal lunedì al venerdì dalle 10.30 alle 18.30 e il sabato dalle 10.30 alle 13.

Nella Galleria Prologo invece sarà ospitata la personale di Roberto Kusterle: la mostra εἶδος / εἴδωλον (Eidolon/eidos), curata da Federica Luser e Giacomo Frullani, raccoglie le opere originali e analogiche di Kusterle, ripercorrendo il periodo tra gli anni Novanta e la metà del primo decennio del Duemila, prima dell’approccio al digitale. Sono scatti che denotato la capacità artistica, la tecnica e la padronanza del mezzo analogico del poliedrico fotografo isontino. 

Riti del corpo, Anakros e Una mutazione silente sono i capitoli che accompagneranno il visitatore in un percorso onirico alla scoperta di questa esigua parte della vasta produzione fotografica di Kusterle. Kusterle si avvicina alle arti visive negli anni Settanta, dedicandosi inizialmente alla pittura e alla creazione di installazioni artistiche, per poi trovare negli anni Novanta lo strumento perfetto per esprimere le sue visioni: la fotografia. Il suo unico strumento di lavoro diventa quindi il mezzo fotografico, pur senza tralasciare l’importante bagaglio dei lavori pregressi, ma piuttosto combinandone i codici espressivi e producendo così delle immagini di altissimo impatto emotivo. 

Attori immersi in ambienti immaginari ricostruiti nel paesaggio naturale del goriziano ci raccontano scene di vita sospese tra mitologia e sogno. Dall’unione tra corpi, animali, fiori e terre prendono vita storie e personaggi di fantasia, senza mai tralasciare lo stretto legame dell’artista con il contesto naturale che lo circonda e sempre con una velata ironia e critica sui temi più attuali. Lo scatto fotografico di Kusterle costituisce quindi solo una piccola parte di un lungo processo creativo che parte dall’ideazione della messa in scena alla creazione di costumi e materiali, per arrivare a una stampa magistrale dell’opera in camera oscura. La mostra sarà aperta dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 19 (o per appuntamento telefonando al 3662440162). Informazioni su www.fotografiazeropixel.it.


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