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"I Bortoluzzi a Cortina. La dinastia del paesaggio": la mostra negli spazi del Museo d’Arte Moderna Mario Rimoldi, Casa delle Regole, a Cortina d’Ampezzo

La mostra “I Bortoluzzi a Cortina. La dinastia del paesaggio” a cura di Giorgio Chinea Canale sarà allestita negli splendidi spazi del Museo d’Arte Moderna Mario Rimoldi, Casa delle Regole, a Cortina d’Ampezzo (Belluno). Patrocinata dalla Provincia di Belluno Dolomiti e dal Comune di Cortina d'Ampezzo, inaugurerà il 25 giugno prossimo e resterà aperta al pubblico fino al 9 ottobre 2022

In esposizione una settantina di opere che comprendono capolavori di Millo Bortoluzzi Senior (Treviso, 31 luglio 1868 – Dolo, 10 febbraio 1933); di Millo Bortoluzzi Junior (Dolo 1938 - Padova 2012) e di Alberto Bortoluzzi (Padova 1988). 

Una dinastia di paesaggisti che attraversano i secoli, con voce originale, per raccontare le continue suggestioni del nostro territorio. Percorrendolo con il pennello, dalla laguna veneta fino a Cortina, la Regina delle Dolomiti. 

"A quattro anni dalla mostra padovana che titolava ‘L'Eredità dello Sguardo’ porto a Cortina alcune tra le più belle opere firmate dalla dinastia dei pittori veneti dei Bortoluzzi – spiega China Canale- in un' inedita e più ampia riunione famigliare che mi ha visto in prima linea contattare e coinvolgere splendide collezioni pubbliche e private. Buona parte delle opere esposte di Millo Bortoluzzi Senior sono un prestito della Galleria padovana Nuova Arcadia di Luciano Franchi, a oggi uno dei più grandi collezionisti dell’artista”.

La mostra è infatti la seconda importante tappa di una trilogia che il curatore Chinea Canale dedica ai Bortoluzzi, una delle più importanti dinastie pittoriche del panorama artistico veneto a cavallo tra ‘800 e ‘900 . Un excursus pittorico che ha come protagonista il paesaggio, interpretato da tre generazioni di pittori, dalla classicità fino al paesaggista contemporaneo, altrettanto poetico e onirico. 

Bisnipote di Millo Bortoluzzi Senior, che fu artista di fama internazionale, tra i più importanti del Novecento italiano, assistente di cattedra di pittura dei paesaggio con Guglielmo Ciardi all’Accademia di Belle Arti di Venezia, maestro di Teodoro Wolf Ferrari e figura di spicco di numerosi concorsi nazionali ed internazionali (Biennale di Venezia, Cà Pesaro, quadriennale di Roma etc..) Alberto Bortoluzzi è stato anche nipote e allievo di Millo Bortoluzzi Junior, protagonista della Padova della seconda metà del Novecento, fautore di una riscoperta della pittura di paesaggio. 

Millo Bortoluzzi Senior nel lontano Ottocento produceva delle vedute così realistiche da suggerirne quasi l’ora e il giorno della realizzazione. Per questa sua “verità” aveva partecipato alle massime esposizioni nazionali e si era affermato rapidamente. La critica al realismo infiamma e ilo colorismo di Millo Bortoluzzi Junior ne risentirà, producendo significative variazioni sintatiche. Per arrivare ad Alberto che con il linguaggio del contemporaneo torna sul paesaggio trasfigurandolo nell’assenza di segnali antropici, sconvolgendo la trimensionalità ed affidando quindi al cielo e alle nuvole l’ultima parola per dire della sua terra veneta. 

“Un onore per me compiere questo grande passo con Alberto Bortoluzzi- incalza il curatore Chinea Canale- erede e testimone di una delle famiglie più cult della tradizione pittorica veneta, un artista brillante, forte e deciso, dal carisma e dal fascino indiscutibile e soprattutto dalla forte dottrina e disciplina. Plasmata negli anni dallo studio accademico e dalla tenacia tipica di ogni vero artista. Con Alberto mi legano ricordi importanti, è con lui che ho iniziato la mia carriera di Gallerista, a Padova nel 2017 inagurai la mia prima galleria d’arte, la Giorgio Chinea Art Cabinet di Vicolo Pedrocchi ed è con lui che dopo questa importante tappa Cortinese arriveremo a chiudere la trilogia a Treviso”.

Simonetta Cini, storica dell'arte, firmerà un apparato testuale sull'operato di Millo Bortoluzzi Senior con un focus sul ciclo di tempere che decorano le sale dell'ex Grand Hotel di Misurina, attualmente sede dell'istituto Pio XII, centro di cura di fama internazionale per la cura dell’asma infantile.

A completare la mostra un affaccio sulla pittura contemporanea cortinese voluta dal curatore per una sorta di continuum. Una testimonianza di come, a Cortina, il paesaggio sia tema forte, radicalizzato anche nei giovani. In esposizione tele di Gabriele Ciot e della Cadorina Sara Da Corta’.

I BORTOLUZZI A CORTINA
La dinastia del paesaggio 

a cura di
GIORGIO CHINEA CANALE

25 GIUGNO – 9 OTTOBRE 2022
Museo d’Arte Moderna Mario Rimoldi
Casa delle Regole
Cortina d’Ampezzo

Testo critico del curatore.

Sono un curatore semplice, alla base della mia poetica la ricerca imperitura del bello, perché il bello vince sempre, il bello è gioia continua.
E sono anche un esteta superficiale, certamente mai banale. Nulla è più importante della superficie nel mio lavoro, per Giove! è la bellezza che ti attrae, ti cattura; che distoglie sempre lo sguardo dai problemi della vita. La bellezza esteriore, soprattutto, ti obbliga a soffermarti, alla contemplazione, alla profondità. 
Ad andare a fondo, venire rapiti, perdersi per sperare di mai ritrovarsi come meravigliosamente accade davanti a un paesaggio dei Bortoluzzi, e improvvisamente sei come un flâneur qualunque che vaga senza meta bighellonando in serenità, osservando le bellezze del panorama che lo circonda. 
Perché no, come sarebbe bello passeggiarvi con Mary Poppins, quella che “il sole fa spuntar”, cantava Bert insieme a lei entrando magicamente tra i suoi disegni, paesaggi totali e totalizzanti, realizzati in tecnica mista, nel periodo più aureo della Disney, quello dei fondali dipinti di aperta campagna, scenario perfetto per una battuta di caccia alla volpe.

Scusate la digressione. 

Per me l’arte è materia fluida, è e deve essere oggi più che mai totale contaminazione.

Su Alberto Bortoluzzi vorrei scrivere un testo da tempo. 

Un’apologia essenziale sul concetto di cult. Nota è difatti la mia predilezione per il mondo cult, la nicchia, da sempre oggetto di ricerca e fonte vincente e inesauribile di soddisfazione.

Credo che Alberto Bortoluzzi sia, senza ombra di dubbio, uno degli artisti contemporanei più cult che abbiamo oggi in Italia. Tutto in lui è naturalmente cult. 

Alla base della mia tesi vi è chiaramente il suo appartenere a una dinastia. La dinastia Bortoluzzi, tra le più importanti dinastie di pittori veneti a cavallo tra ‘800 e ‘900, ne fa di lui un assoluto privilegiato, un artista per sangue, ovviamente. 

Cosa vi è di più cult in questi tempi particolarmente avariati, dell’appartenere ad una stirpe di pittori famosi? La dedizione al lavoro, la formazione, la carriera d’artista tradizionale svolta in giovane età, il liceo artistico A. Modigliani di Padova, prima, e l’accademia di Belle Arti di Venezia, poi, che hanno reso di lui l’artista per scelta, qual’è, che insegue la strada, la sua. 

Con rischio, con cuore e passione. Ma soprattutto Artista per natura, la sua. Vera.

Il “Grande Classico” come stile di vita, è il tema centrale della sua ricerca artistica, ma sopratutto della sua tradizione pittorica. 

Alberto Bortoluzzi è nella sua totalità come un vecchio e intramontabile film western di un tempo, sempre verde, come quelli di Leone o di Ford, per esempio, ma che proiettato oggi, nel contemporaneo, si fa subito potente, carico, solido ma allo stesso tempo evocativo e poetico e forte di una chiara e precisa connotazione panoramica dove il protagonista è sempre lui, il paesaggio. E ce proprio in questo genere trova il suo più grande espediente registico nel campo lungo. e ancor di più in quello lunghissimo! 

Vorrei soffermare la mia attenzione sulle due nuove opere “gemelle” presenti in mostra, chiare in potenza e dimensioni, sono del 2022 “Laguna Rossa” e “San Giorgio al Crepuscolo”.

Con queste due tele di grandi dimensioni l’artista ha compiuto il suo primo giro di boa, la cosiddetta prima importante svolta della sua carriera. 

Se pensiamo al passaggio di testimone generazionale, qui evidentissimo in questa inedita “riunione di famiglia” vediamo chiaramente il passaggio dallo stile mitteleuropeo delle grandi capitali di fine ‘800 del vecchio Millo Senior, passando alla ricerca nuova e pittoresca dell’eclettico Millo Junior, personaggio indimenticabile della Padova anni ’70 e ’80 - che fu anche maestro del giovane Alberto - ci accorgiamo di quanto lo stile sia ora in lui completo, maturo. Il respiro è tutto lì. Il possente cromatismo e la poderosa nuvola, eccoli, condensati e ridonati al fruitore in un enfasi invasiva che raggiunge apici romantici. 

Sturm Und Drang, il famoso “Impeto e Tempesta”, che tanto fu alla moda nell’800 ma sopratutto, nel suo caso ancor di più, il genio, e la sregolatezza, ecco qui l’aspetto umano di Alberto. Quello di chi ha il reale carisma d’artista, quello di chi possiede perfettamente la giusta allure, quello di chi fa presa, di chi ha un certo glamour, il fascino totale e ormai sempre più raro dell’artista che conquista. 
Tutto in Alberto si rifà alla sua arte, alla sua pittura. Dal modus vivendi, all’educazione, il savoir faire, la classe, l’abbigliamento; dalle abitudini al semplice modo di fumare, a volte il sigaro altre la pipa: le sue forti passioni. uesto oggi più che mai, in un mondo sempre più difficile da definire, è la sua forza. La sua verità. E per questo lo si ama.


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