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Tarocchi contemporanei: mostra a cura di Massimo Premuda al DoubleRoom arti visive di Trieste

10 novembre > 21 dicembre 2017

Venerdì 10 novembre alle ore 18, al DoubleRoom arti visive di Trieste, inaugura "Tarocchi contemporanei. Allegorie e simboli visti dagli artisti", una mostra a cura di Massimo Premuda con la collaborazione di Denis Volk che va a indagare i classici tarocchi interpretati da diversi artisti moderni e contemporanei che, attraverso lo studio degli arcani maggiori, hanno affrontato temi esoterici e politici, amorosi e grafici, storici e letterari, di costume e infine magici. In mostra i tarocchi e le carte da gioco di quattro artisti moderni, le triestine Maria Lupieri e Leonor Fini e gli sloveni Hinko Smrekar e Boris Kobe, affiancati ai contemporanei Ugo Pierri, Alessandra Spigai e al croato Damir Stojnić.

Lo straordinario interesse sviluppato intorno ai tarocchi ha spinto, in tutto il Novecento, numerosi artisti, italiani e internazionali, a reinterpretare queste misteriose figure, da Franco Gentilini a Renato Guttuso, da Emanuele Luzzati a Dario Fo, da Salvador Dalí fino a Niki de Saint Phalle, autrice del fantastico “Giardino dei Tarocchi” costruito in Toscana; ma l'interesse per queste enigmatiche carte è ancora molto vivo soprattutto in città, infatti in una recente intervista pubblicata su Il Piccolo, Stefano Crechici, presidente della storica azienda triestina delle carte da gioco Modiano, a proposito di un importante cliente, un grosso editore americano di tarocchi e carte speciali, afferma che: "Oggi possiamo dire che gran parte dei tarocchi nel mondo sono made in Trieste. In questo caso sono carte “artistiche” che cambiano in ogni edizione." La mostra "Tarocchi contemporanei. Allegorie e simboli visti dagli artisti" intende essere dunque un omaggio tutto triestino al fortunato e magico mondo dei mazzi di carte e degli arcani maggiori, e non a caso si apre proprio con i lavori originali di due grandi interpreti del Novecento triestino, Leonor Fini (Buenos Aires, 1907 - Parigi, 1996) e Maria Lupieri (Trieste, 1901 - Roma, 1961), che si sono divertite a ridisegnare e dipingere diversi mazzi di carte da gioco e tarocchi, usati personalmente per intrattenere amici, artisti e galleristi, come nel caso della Lupieri, o che sono state pubblicate e commercializzate con successo, come nel caso delle carte da poker della Fini stampate una prima volta nel 1950 dalle edizioni parigine Acanthe, e ristampate nel 1992 dalla galleria Dionne. In mostra anche due ristampe dei tarocchi degli artisti sloveni del secolo scorso, Hinko Smrekar (Ljubljana, 1883 - 1942) e Boris Kobe (Ljubljana, 1905 - 1981), che, con sorprendente attualità, hanno trattato temi politici e storici a loro contemporanei, come l'immaginario panslavico e le relative idee nazionali, o l'olocausto, venendo addirittura proibiti i primi nel 1916, a 6 anni dalla stampa. E poi ancora ci saranno diverse declinazioni contemporanee sul tema: gli acquerelli del grande Ugo Pierri, veterano dei tarocchi, che ne ha realizzate diverse serie e che presenta 22 opere su carta legate al racconto iniziatico “Via Canova n.26 (racconto con tarocchi)”, le microinstallazioni con vecchi caratteri tipografici in legno di Alessandra Spigai che ribadiscono il peso concreto della parola incisa e stampata, evocando tutto il potere della formula magica, e infine gli esoterici quaderni ad acquerello del croato Damir Stojnić che, con sapienti velature e trasparenze, fanno emergere dall'universo onirico figure archetipiche mescolando e sovrapponendo i campi della percezione e i piani dell'inconscio.

L'esposizione si aprirà con una durational performance di Nina Alexopoulou dal titolo “Arcane exchanges”, in cui la performer greca interagirà con il pubblico durante l'inaugurazione della mostra, e si chiuderà con una conferenza dal titolo “Maria Lupieri e il “circo dei tarocchi”: tra arte e letteratura” a cura di Roberto Benedetti, studioso dell'artista triestina, di cui analizzerà le personali elaborazioni dei tarocchi fino al rapporto fra il suo immaginario e quello di Italo Calvino. Durante tutto il corso dell'esposizione verranno inoltre organizzate settimanalmente visite guidate con la storica dell'arte Sara Veglia, e diverse “Tarot Chats - leggere le arti visive con i tarocchi”, serie di incontri, sempre con Nina Alexopoulou, per analizzare le opere in mostra attraverso la lettura degli arcani maggiori. 

La mostra "Tarocchi contemporanei. Allegorie e simboli visti dagli artisti" è resa possibile grazie ai prestiti degli eredi Fulvia, Sergio e Ugo Lupieri, e dei collezionisti Michela Messina, Simone Volpato e Denis Volk, e grazie all'aiuto di Roberto Benedetti.

Infine per la performance si ringraziano Greta Agazzi per il make-up, Alessia Alessio-Vernì (Boogaloo) per il fiting e Nika Furlani per lo shooting.

https://doubleroomtrieste.wordpress.com/2017/11/06/
tarocchi-contemporanei-allegorie-e-simboli-visti-dagli-artisti/

https://www.facebook.com/events/126397228129604

TAROCCHI CONTEMPORANEI
allegorie e simboli visti dagli artisti
Leonor Fini, Boris Kobe, Maria Lupieri, Ugo Pierri, 
Hinko Smrekar, Alessandra Spigai, Damir Stojnić
testi di Ugo Pierri, Corrado Premuda e Denis Volk
a cura di Massimo Premuda
con la collaborazione di Denis Volk
opening venerdì 10 novembre ore 18
performance Arcane exchanges di Nina Alexopoulou

10 novembre > 21 dicembre 2017

DoubleRoom arti visive
via Canova 9, 34129 Trieste
lunedì > venerdì 17-19
349 1642362 - doubleroomtrieste@gmail.com  
http://doubleroomtrieste.wordpress.com 
https://www.facebook.com/doubleroomtrieste

Mercoledì 22 novembre: visita guidata

Mercoledì 22 novembre alle ore 18 si svolgerà una visita guidata alla mostra condotta da Massimo Premuda e Sara Veglia, per proseguire alle 18.30 con il terzo appuntamento “Tarot Chats - leggere le arti visive con i tarocchi”, in cui la performer greca Nina Alexopoulou analizzerà gli arcani maggiori realizzati dal grande pittore neorealista Renato Guttuso (Bagheria, 1911 - Roma, 1987), che stampò nel 1972 per la casa editrice La Traccia di Modena 78 litografie ispirate ai tarocchi piemontesi e ristampò, come mazzo di carte, a Trieste nel 1983 per Moda 90 con l'intenzione di creare un tarocco veramente “moderno” con illustrazioni a turno satiriche, “alla moda” ed erotiche. Nei tarocchi di solito il filo conduttore è misterioso, qui invece il leitmotiv è manifesto ed essoterico, mostrando tutto e subito, non bisogna tanto scoprire cosa è nascosto dietro i simboli, quanto riconoscere dentro di sé l'autenticità delle loro rivelazioni. Guttuso, scevro da qualsiasi intento esoterico, ha rappresentato dunque, con efficaci figure tratte dal quotidiano, la simbologia del difficile rapporto tra la fatalità umana e la fatalità cosmica.


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