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Elio Ciol, riapre la grande mostra omaggio a Casarsa


Riaperta finalmente, grazie al ritorno della Regione in “zona gialla”, la mostra “Respiri di viaggio”, che celebra a Casarsa, su iniziativa dell’Amministrazione comunale,il maestro friulano della fotografia Elio Ciol. Allestita nell’ex Sala Consiliare del Municipio firmato da Gino Valle, riprende la sua programmazione con nuovi orari di apertura, anche nel weekend, l’esposizione inaugurata lo scorso marzo come omaggio ad un artista riconosciuto nel mondo, le cui opere sono acquisite dalle collezioni permanenti di alcuni tra i più importanti musei internazionali, tra i quali il Metropolitan Museum of Art di New York, il Victoria and Albert Museum di Londra, la Collezione d’Arte Moderna e Contemporanea dei Musei Vaticani a Roma, il MAMM e il Museo Pushkin di Mosca. Le richieste di visite non si erano mai interrotte, fra l’altro, grazie alla vasta eco che l’esposizione ha suscitato a livello nazionale, a testimonianza del grande prestigio del Maestro casarsese.

In mostra una selezione di circa 120 opere, per la maggior parte inedite, che uniscono gli scatti in bianconero, da sempre cifra stilistica del Maestro, al fascino del colore. Un’antologia per immagini di quasi 30 anni di viaggi all’estero, nei quali Elio Ciol ha catturato,come lui stesso confida tra le note del catalogo (Punto Marte editore) “quello che mi colpiva come cosa nuova, inaspettata, esuberante e in armonia col luogo che visitavo, sempre così lontano dal mio Friuli”. 

Dalle sponde del Mediterraneo all’Est europeo, dal Medioriente lungo la Via della Seta fino a toccare Cina e Mongolia, l’obiettivo di Ciol restituisce, lontano dal brusio turistico,“momenti di privato incanto”, sottoponendo ogni esperienza, come annota il curatore Fulvio Dell’Agnese, a una sorta di “decantazione”. Un giro del mondo che, in questi tempi difficili segnati dal Covid, anche grazie alla generosa donazione di oltre 700 opere effettuata dal Maestro alla sua città nel 2016, permette ancora di scoprire angoli di rara bellezza.

La mostra “Elio Ciol. Respiri di viaggio” resterà aperta fino al 1. agosto con ingresso libero e nel rispetto delle vigenti normative anti-Covid: giovedì e venerdì ore 15-19; sabato e domenica ore 10.30-12.30 e 15-19, ma con prenotazione obbligatoria entro le 18.30 del giorno precedente via telefono/whatsapp al n. 338-7874972 oppure via mail aprocasarsa@gmail.com

INFORMAZIONI
Ufficio Cultura Comune di Casarsa della Delizia
c/o Biblioteca Civica, via XI Febbraio, 16
tel. 0434 873907, e-mail biblioteca@comune.casarsadelladelizia.pn.it 
facebook: Eventi a Casarsa della Delizia @culturacasarsa
web: www.casarsadelladeliziaeventi.it 

ELIO CIOL – BIOGRAFIA
Elio Ciol nasce nel 1929 a Casarsa della Delizia (Pordenone), dove tuttora vive e lavora. 
Inizia il suo percorso, fin da ragazzo, nel laboratorio fotografico del padre acquisendo quell’esperienza tecnica che lo accompagnerà nel corso della sua professione. Il mondo contadino è uno dei soggetti più ripresi dal suo obiettivo. Elio Ciol ritrae la campagna e più in generale un mondo plasmato dai ritmi della natura e insieme dal lavoro dell’uomo. 
A partire dagli anni Cinquanta sviluppa un originale linguaggio nel settore della fotografia di paesaggio, con una costante evoluzione fino ai tempi più recenti. Dalla campagna friulana a quella umbra, dai canyon americani alla Libia, dall’Armenia alla Terra Santa, il bianco e nero di Ciol sa cogliere di ogni luogo la vita silenziosa e il mistero. 
Tra il 1955 e il 1965 fa parte del Cineclub di Udine. Realizza in questo periodo vari documentari a passo ridotto, premiati ai concorsi di Montecatini e Salerno. Dal 1955 al 1960 prende parte al circolo fotografico “La Gondola” di Venezia. 
Nel 1962 realizza le foto di scena del film Gli Ultimi di Vito Pandolfi e pa¬dre David Maria Turoldo. Nel 1963, a Milano, collabora con Luigi Crocenzi alla costituzione della “Fondazione Arnaldo e Fernando Altimani per lo studio e la sperimentazione sul linguaggio per immagini”. 
Nella sua attività professionale è stata particolarmente significativa la produzione di campagne di documentazione di opere d’arte in Italia e in Europa, che lo hanno portato a collaborare a un gran numero di pubblicazioni nel settore della storia dell’arte. 
Ciol ha vissuto l’evoluzione della fotografia degli ultimi ottant’anni: dalle lastre fotosensibili per arrivare attraverso le pellicole ortocromatiche e quelle pancromatiche fino al digitale. Grande sperimentatore, spesso ha fatto uso di pellicole all’infrarosso. Attraverso queste pellicole, alberi e campi si accendono di una luce interiore che ha fatto definire “trascendentali” e “metafisici” i suoi paesaggi. 
Le sue fotografie sono state pubblicate in 225 libri. 
Sono 175 le mostre personali realizzate, in Italia e nel mondo; 129 quelle collettive. 
Tra i riconoscimenti più recenti: nel 1992 e 1996 a Londra, premio Kraszna Krausz per i fotolibri Assisi e Venezia; nel 1995 a Spilimbergo, premio speciale Friuli-Venezia Giulia Fotografia; ad Amsterdam, Word Press Photo (terzo premio nella categoria “natura e Ambiente”); 2001 Padova “Dietro l’obiettivo: una vita”; nel 2003 Padova, “Fotopadova 2003” per il fotolibro Ascoltare la luce.
Sue opere figurano nelle collezioni di importanti musei internazionali, tra i quali: Metropolitan Museum of Art, New York; Victoria & Albert Museum, Londra; International Museum of Photography Rochester, New York; Centre Canadian d’Architecture di Montreal, Canada; RosPhoto, San Pietroburgo; Musée de la Pho¬tographie, Charleroi; Museo A. S. Pushkin, Mosca, MAMM Mosca; Musei Vaticani Collezioni d’Arte Moderna e Contemporanea.


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